PILLOLE DI VITA

Nilvia e i suoi merletti

Nilvia_e_i_suoi_merletti.jpg

Ciascuna storia merita di essere raccontata con la voce di chi l’ha vissuta.

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo lo scritto di un nostro lettore, Aldo Rossetti, che arricchisce questa nostra nuova rubrica "Pillole di Vita", di cui ciascun lettore potrà farsi protagonista raccontando l’aneddoto più significativo della propria vita.

NILVIA E I SUOI MERLETTI

Sono nato a Burano, un’isola al centro della Laguna di Venezia, dove il vivere comune è sempre stato condivisione, dove socializzare significava spartire, mettere insieme agli altri la tua quotidianità, dove difficilmente uno si sentiva solo e il proprio vivere quotidiano era il vivere quotidiano di tutti.

cms_13157/1.jpg

Aldo Rossetti

Ora abito a pochi passi dal mare, poco distate dall’isola dove sono nato e dove ritorno spesso anche di sera, quando le orde di turisti rientrano frettolosi a Venezia. Ci ritorno nel silenzio cercando le mie radici, ci ritorno per fotografare una Burano che esiste solo nella mia memoria, quando non era ancora soffocata dall’indifferenza più assoluta né tristemente venduta ai turisti. Oggi affonda in una lenta e inesorabile agonia.

cms_13157/2.jpg

Burano

Ai nostri giorni, nell’età della maturità, rivedo l’isola della mia infanzia, cercando di ritrovare le mie radici, quei volti, quegli spazi che si perdono nella memoria e nel tempo e che diventano per me fonte di profonda riflessione ed ispirazione.

Per me è difficile pensare di vivere in posto in cui non ci siano colori, in cui non puoi intravedere una linea di orizzonte, in cui non senti il rumore o il profumo del mare, in cui il silenzio diventa musica.

cms_13157/3.jpg

Le briccole di Burano fotografate dal sottoscritto

Tante volte mi chiedo quanto la terra dove siamo nati ci può cambiare la vita, quanto il luogo in cui siamo cresciuti influenza il nostro futuro, la nostra storia personale, il nostro carattere, il nostro modo di vivere la nostra cultura.

E allora, come in un vecchio album di fotografie magari ingiallite dal tempo, mi passano davanti quei volti, quei gesti, che poi sono stati i veri protagonisti del racconto della mia infanzia, i veri compagni di questo viaggio, quelli che alla fine mi hanno lasciato qualcosa di profondo e hanno dato il vero senso alla mia vita.

cms_13157/4.jpg

Nilvia

Sono tornato nell’isola di Burano in un freddo e piovoso pomeriggio di inverno per incontrare una vecchia merlettaia di ottant’anni, Nilvia, nata il 25 maggio 1939. Una delle ultime merlettaie di Burano che mi ha aperto la porta di casa come si fa ad un vecchio amico, mi ha offerto un caffè nero caldo, mi ha raccontato la sua vita e si è lasciata con tenerezza fotografare, perché avevo bisogno di fermare quel tempo, quell’attimo, raccoglierlo e raccontarlo attraverso la fotografia.

La sua una vita dura di stenti, difficile in tempi dove la povertà non guardava in faccia nessuno, il marito pescatore e il crescere da sola le quattro figlie.

cms_13157/5.jpg

Nilvia al lavoro

Ho chiesto, con timore, di fotografe le sue mani, i suoi sguardi, le sue rughe, la sua arte come fosse un racconto e lentamente mi si è aperto un mondo inaspettato: Nilvia mi mostra con semplicità e fierezza i suoi capolavori di una vita e si racconta con quella semplicità fatta di cose che non hanno prezzo e che sono importanti; si confida e mi dice che quando sta con l’ago in mano è felice, si sente in un’altra dimensione, che poi è la sensazione tipica che provano i veri artisti.

Ho voluto così, in quel piovoso pomeriggio d’inverno, incontrando Nilva, forse chiudere un cerchio, incontrare e le lancette del tempo.

cms_13157/6.jpg

Nilvia e la sua farfalla di merletto

Oggi mi occupo di fotografia, chi lo sa perché. Me lo sono chiesto tantissime volte, forse per raccontare quello che ho visto e ho vissuto, forse per non accantonare in un angolo quei ricordi e che sono ancora memoria viva dentro di me, forse per tenere stretto quel legame, forse per poter fermare attraverso qualche scatto la storia degli ultimi, rimasti ancora in angolo di paradiso perduto.

Sono i volti, i silenzi, i veri protagonisti di questo meraviglioso viaggio cominciato, chi lo sa perché, in un’isola e giunto oggi in riva al mare.

Aldo Rossetti da Burano (Veneto)

International Web Post

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su