PIERO PELÙ, UN “PUGILE FRAGILE”

40 anni di carriera e non sentirli

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Piero Pelù è sempre capace di stupirci, restando sé stesso e, nel contempo, mai uguale a sé stesso. Venti album in 40 anni di carriera. "Pugili fragili" l’ultimo suo lavoro, disponibile in CD, vinile e sulle piattaforme digitali, prodotto dalla Sony, contiene 10 brani in cui ritroviamo tutti i generi propri del rocket man dal rock al blues, al metal, fino al grunge, gospel ed elettronica. In questi 4 decenni si è divertito colpendo nel segno "perché se non ti diverti più è meglio andare a zappare l’orto". Cosa che peraltro fa, essendo produttore di un vino Chianti. In "Pugili fragili" il front man dei Litfiba, gruppo per cui ha scritto pezzi ormai entrati nella storia del rock italiano, decidendo poi di continuare la sua carriera da solista.

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Pelù, 58 anni, ma con la grinta e l’energia di quando da liceale, mentre studiava canto, creò la sua prima band, Mugnions, ci regala, come sempre, qualcosa di nuovo "non riuscirei a fare un disco uguale ad un altro". Ciò che resta una costante nei suoi testi, e questo ci piace, è l’impegno civile, sempre manifestato apertamente fin dagli esordi. In quest’ultimo album Piero rende ancora più incisivo il suo interesse per l’ambiente, come in Picnic all’inferno in cui si possono ascoltare le parole di Greta Thumberg, la giovane attivista svedese, che ha svegliato coscienze sopite e coinvolto milioni di giovani in tutto il mondo per la difesa della Terra dalle azioni scellerate degli stessi uomini che la abitano. Nei suoi testi Pelù affronta altri argomenti di scottante attualità: la violenza sulle donne, contro cui ha lanciato messaggi forti durante le sue esibizioni a Sanremo 2020. In un’intervista dirà agli uomini che non sopportano l’abbandono di lasciarsi aiutare prima di compiere violenze, fino a gesti estremi come i femminicidi. Nei prossimi giorni sarà impegnato nel tour di promozione del disco e la prossima estate, a partire dal 3 luglio, inizierà i suoi concerti, senza abbandonare il progetto, nato in collaborazione con Legambiente, "Clean beach tour" contro l’uso indiscriminato della plastica e il suo abbandono, causa dell’inquinamento di mari, laghi e fiumi, che costituisce una minaccia ad ogni ecosistema e alla vita stessa sulla terra.

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Ma non sono solo questi i temi e le battaglie che Piero Pelù affronta, ci sono anche quelle contro le infanzie negate, la paura del diverso, e questo lo fa attraverso la sua musica, durante i concerti e il suo stesso modo di essere davanti al pubblico. A otto anni, conquistata la sua prima chitarra, una Eco Eldorado, inizierà a suonare e cantare. Fonderà i Litfiba, con Antonio Aiazzi, Federico "Ghigo" Renzulli, Gianni Maroccolo e Francesco Calamai, con cui esordì nel 1980 e con cui pubblicò il loro primo album Desaparecido, ma questa è storia. Oggi, dopo 40 anni di carriera, decine di concerti in Italia e all’estero, esperienze edificanti come direttore artistico, battaglie per i diritti umani, essendo, peraltro, convinto pacifista e sostenitore attivo e intenso di Emergency, WWF, Amnesty International, ci offre sempre il meglio di sé, e ci convince.

Nicòl De Giosa

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