PICCIONI AL SERVIZIO DELLA CIA

L’Intelligence statunitense desecreta file: voltatili utilizzati per spiare i russi

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Il 1945 è l’anno che segna la fine del II conflitto mondiale. La guerra terminerà con la caduta della Germania nazista e la vittoria degli alleati: Stati Uniti e Inghilterra da una parte e l’Unione Sovietica dall’altra. Questa alleanza non ebbe lunga durata: già nel ‘47 iniziarono i primi contrasti tra Unione Sovietica e Turchia contro gli Stati Uniti per il controllo dello Stretto dei Dardanelli. Da quel momento in poi si crearono due blocchi: quello occidentale, sotto l’influenza degli Stati Uniti e quello orientale, il blocco sovietico, con la partecipazione degli alleati delle due superpotenze. Si parlò di “Guerra fredda”, termine utilizzato per la prima volta nel ‘45 dallo scrittore e giornalista britannico George Orwell in un suo articolo. Dal 1947 per “cold war” si intende la guerra non in senso tradizionale, perché essa si combatteva con le armi della politica, dell’economia e della propaganda, senza arrivare allo scontro armato. Secondo alcuni storici la Guerra fredda termina nel 1953 con la morte di Stalin, ma la lunga fase di rivalità tra le due potenze continuerà fino al crollo definitivo dell’Unione Sovietica nel 1991. L’idea di fondo, da entrambe le parti, era di espandere la propria influenza e creare un argine, da parte degli Stati Uniti, all’espandersi del comunismo, progetto cardine dell’Unione Sovietica. In questo periodo lo spionaggio, oggetto in seguito, di celebri libri e film tra cui “Tiro al piccione” di John Le Carrrè, diventa la maniera più efficace per conoscere le mosse dell’avversario.

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Perché il riferimento al testo di Le Carrè, tra tutta la produzione sull’argomento che ancora oggi appassiona i lettori di tutto il mondo? Perché è notizia di oggi, la Bbc la riporta in un reportage da Langley, in Virginia, sede della CIA, che l’agenzia di intelligence americana ha desecretato documenti che raccontano come piccioni furono addestrati a volare clandestinamente sull’Urss e fotografare obiettivi sensibili in piena Guerra Fredda. I piccioni viaggiatori, da sempre utilizzati per inviare messaggi, durante la guerra fredda furono addestrati per depositare “cimici” per ascoltare il nemico su davanzali e balconi e furono preparati a compiere missioni subacquee. L’operazione-piccione risale agli anni ’70 con il nome in codice Tacana. Nei documenti si legge come gli come gli uccelli fossero in grado di essere liberati in zone specifiche e rientrando nelle basi Usa, fornire informazioni preziose grazie alla piccola fotocamera automatica che portavano addosso. Uno degli obiettivi era di sorvegliare il porto di Leningrado (oggi San Pietroburgo), base navale dei sottomarini sovietici. Di questo esperimento, non sappiamo se ha portato qualche frutto all’intelligence statunitense, perché molti volatili morirono o scomparvero. E, comunque, non è chiaro se alcuna missione sia mai stata portata a termine, poiché quella parte di documenti resta ancora segreta.

Nicòl De Giosa

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