PERCHE’ SANREMO NON SARA’ SANREMO

IL FESTIVAL SEPOLTO DA POLEMICHE E MISOGINIA

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“Sono solo canzonette” cantava il cantautore Edoardo Bennato e questo è stato da sempre il Festival della canzone italiana, il palco d’elezione per la musica leggera italiana, per il fashion, per gli ospiti stranieri. Doveva per l’appunto, ma in questi ultimi giorni c’è stata una escalation di polemiche che faranno sì che la 70esima edizione di Sanremo sarà ricordata più per la caduta-tonfo di stile del conduttore Amadeus (vedi alla voce passi indietro delle donne tanto graditi ed elogiati dagli uomini), per l’esclusione politica a causa di un ex marito ingombrante (vedi alla voce Elisabetta Gregoraci VS Nicola Savino accusato dalla stessa di non volerla come partner per L’altro Festival perché rea di aver avuto un marito in odore di destra), per le defezioni eccellenti (vedi alla voce Monica Bellucci che ha dato forfait all’ultimo momento), per il presunto boicottaggio (vedi alla voce Claudia Gerini che sui social ha lanciato l’hashtag “boicottiamo Sanremo” poi prontamente rettificato), per i giornalisti schierati che saliranno, o forse no, sul palco (vedi alla voce Rula Jebreal che porterebbe una sola parte del sentire italico), per la presenza sovranista di Rita Pavone. In questo scenario desolato alle canzoni non resterà altro che fare da tappezzeria, essere un modesto contorno a tutto questo caravanserraglio destinato ad allargarsi ulteriormente (vedi alla voce rapper mascherato Junior Cally).

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In questo ginepraio di accuse e polemiche conviene cominciare dal principio, da dove tutto è iniziato, dalla conferenza stampa per la presentazione ufficiale del cast del Festival e da quando il conduttore ha candidamente dichiarato: “L’ho scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto ad un uomo stando un passo indietro”. La frase incriminata è stata usata da Amadeus per presentare la modella Francesca Sofia Novello e da oggi per tutti la fidanzata di Valentino Rossi, subito dopo si è scatenata una bufera mediatica che invitava a boicottare il Festival e il suo manifesto sessismo. La cosa che mi ha fatto amaramente sorridere è stata la replica del conduttore, la pezza peggio della toppa potremmo dire, perché per il conduttore le sue sono state parole di elogio e mal interpretate. Ma non è forse vero che la maggior parte delle persone (scritto la maggior parte!) da che mondo è mondo crede che la donna ideale è una donna bella, possibilmente senza doti particolari e che sappia stare al posto suo, possibilmente un passo indietro (vedi alla voce “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”). Bisogna crocifiggere Amadeus? Certo che no, ma le parole hanno un loro peso, perché per la maggior parte delle persone questo viene percepito come un “non problema”, perché ritiene normale il passo indietro femminile. L’importante è che non si accosti la parola valletta accanto al nome di una donna per fare tutti contenti. Chi mai si sognerebbe di dire che Maurizio Costanzo oggi è un passo indietro alla moglie Maria De Filippi? O etichettarlo come il marito di… E chi mai si sognerebbe di dire che il consorte della cancelliera tedesca Angela Merkel vive nel cono d’ombra della ben più famosa moglie? Nessuno! Perché Maurizio Costanzo rimane un grande giornalista anche se oggi la macchina da guerra è innegabilmente sua moglie e il consorte della Merkel è per tutti uno stimato professore universitario. Gli uomini hanno sempre avuto ruoli sociali ben strutturati che non hanno data di scadenza, viceversa le donne sono degli apprezzabili passi indietro; sarebbe solo bastato presentare Francesca Sofia Novello semplicemente come una giovane modella e basta. Ho condiviso appieno il post pubblicato da Michelle Hunziker che ha espresso tutto il suo rammarico per le parole di Amadeus definendole come dei pesanti macigni, ma che ancor oggi appaiono ai più leggeri sassolini.

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Poi sono arrivate le tegole Gregoraci VS Savino e Rula Jebreal che hanno buttato nel piatto delle polemiche la politica e la categoria dei giornalisti; la politica è stata da sempre un ospite gradito/sgradito del Festival e di questo ce ne siamo fatti da tempo una ragione, ma che un giornalista ci faccia la predica, di qualunque colore politico essa sia, dal palco dell’Ariston anche no grazie! In fondo noi italiani siamo persone semplici, almeno per una settimana all’anno al bar vogliamo parlare solo di canzoni e glamour.

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L’ultima bufera, ma sarà davvero l’ultima? che si abbatte sul Festival è il rapper mascherato, Junior Cally e i suoi “gradevoli” testi sessisti (vedi alla voce testi delle canzoni Gioia e Strega che, scusatemi, non riesco a riportare). La reazione contro la sua partecipazione a Sanremo è stata bipartisan ed auspicabile a mio avviso, tanto che è dovuto intervenire il Presidente della Rai, Marcello Foa con la seguente dichiarazione: “il Festival dovrebbe promuovere il rispetto della donna e la bellezza dell’amore. La credibilità di chi canta deve rientrare fra i criteri di selezione”. Chi nelle canzoni esalta la denigrazione delle donne e persino la violenza omicida e ancora oggi giustifica quei testi avanzando pretese artistiche non dovrebbe beneficiare di una ribalta nazionale”. Già perché nascondersi dietro la libertà artistica non reggere caro Cally quando si incita alla violenza o alla discriminazione ed è inammissibile che possa avere una ribalta nazionale. Facile parlare di lotta al femminicidio, alla parità di genere quando poi si porta sul palco più nazional popolare un esempio così deleterio. Il rapper si scusa per quei testi del passato, poi mica tanto passato, ma caro Cally perché queste scuse non sono arrivate prima e senza essere sollecitate? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!

Teresa Zagaria

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