PECCATO MORTALE

Una nuova grana per Papa Francesco

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Intrighi, liti tra fazioni e scandali finanziari, sono gli elementi con i quali Francesco deve cimentarsi quotidianamente. Come da un po’ di tempo a questa parte, la curia romana deve fare i conti con l’ennesimo scandalo cercando il più possibile di limitare i danni.
In queste settimane, oltre alla vicenda del palazzo nel centro di Londra, che vede coinvolti figure prestigiose dello Ior oltre al manger Mincione, il Pontefice deve guardarsi le spalle da eventuali corvi, che consentono una fuga di notizie pericolose minando le basi di tutta la politica magisteriale di Francesco. Questa volta la preoccupazione del Papa, è rivolta esclusivamente verso una soffiata inerente alle indagini finanziarie sulla Segreteria di Stato. Da quanto fanno emergere i canali ufficiali della Santa Sede pare che sia uscita, fuori dalle sacre mura, una disposizione di servizio firmata dal comandante della Gendarmeria Domenico Giani con tanto di foto segnaletiche di ben cinque dipendenti vaticani momentaneamente sospesi, per cercare di chiarire la loro posizione.

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Tutto questo si tramuta, in una vera e propria guerra interna, che vede costretto l’ufficio stampa della Santa Sede a far chiarezza sulla posizione del Papa: "E’ iniziata un’indagine per volere del Santo Padre, sulla illecita diffusione di un documento ad uso interno; la cui gravità secondo il Papa è paragonabile a un peccato mortale". Parole forti e incisive, che evidenziano più che mai la rottura interna della macchina burocratica vaticana. Come ben sappiamo, invidie e lotte di potere sono all’ordine del giorno nello stato Vaticano tanto da imbarazzare e non poco il pontefice. Precisamente, Giani preso dal panico convoca una riunione con il personale per cercare di fare chiarezza anche sulla sua posizione. A quanto pare al momento la sua posizione non sembra essere a rischio ma le indagini proseguono senza sosta. Ad ogni modo, bisogna evidenziare che lo stesso Giani a causa delle sue numerose perquisizioni a esponenti importanti della chiesa si era procurato numerosi nemici. Un altro elemento che regge questa tesi è il messaggio anonimo mandato a molti prelati, dove si evidenzia la presunta negligenza del comandate della Gendarmeria. Infatti, nell’ Sms si leggeva precisamente: "Caro comandate Giani purtroppo è scivolato su una buccia di banana perché lei ha superato ogni limite della dignità umana. La sua sete di potere l’ha portata volutamente a divulgare la notizia". In questo grande calderone di accuse e sospetti, la cosa più triste è l’odio che emerge nelle istituzioni vaticane. Riuscirà mai Francesco a riportare la luce in uno degli stati più misteriosi?

Giuseppe Capano

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