Open Arms, Salvini cede a Conte: sbarcati i minori

Ronzulli: "Affido da cambiare, norme inefficienti e opache" - Artigiani chiudono bottega, -6.500 imprese in sei mesi - Cade un meteorite in Sardegna, cielo illuminato a giorno - Scossa in Romagna, magnitudo 3.7 - Boom sigarette elettroniche

18_8_2019piccola_Notizie_daLL_Italia.jpg

Open Arms, Salvini cede a Conte: sbarcati i minori

cms_13878/open_arms_fermo_video.jpg

Sono sbarcati i minori a bordo della Open Arms, la nave dell’Ong spagnola che si trova all’ingresso del porto di Lampedusa. Ma la giornata è stata scandita dal botta e risposta tra il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che dopo aver autorizzato lo sbarco, ha attaccato: dei minori sbarcati "8 su 27 sono maggiorenni".

LA DECISIONE DOPO IL PRESSING DI CONTE - La decisione di far sbarcare i minori è arrivata dopo il pressing del presidente del Consiglio, che dopo la lettera di Ferragosto, ha scritto una seconda missiva a Salvini, chiedendo lo sbarco immediato delle persone di età inferiore agli anni 18 presenti a bordo della nave. Dal premier era arrivata anche la conferma che c’è la disponibilità di una pluralità di Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna) a condividere gli oneri dell’ospitalità per tutte le persone, anche indipendentemente dalla loro età.

LA REPLICA DI SALVINI - Alla missiva di Conte è seguita una lettera di Salvini: "L’ordinamento attribuisce al Presidente del Consiglio, la valutazione dell’adozione di provvedimenti anche in difformità dal mio orientamento - ha scritto il ministro dell’Interno - prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della nave Open Arms".

"Darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione - ha sottolineato Salvini -. Con altrettanta sincerità Ti rappresento il rammarico e la preoccupazione che tale Tua determinazione possa provocare una irreversibile e onerosa presa in carico, per il nostro Paese, dell’assistenza di soggetti che, successivamente, potrebbe rivelarsi non dovuta. Ricambio con l’occasione i più cordiali saluti".

LO SBARCO - Dopo l’ok di Salvini è così iniziato il trasbordo dalla nave alle motovedette di Guardia costiera e di Guardia di Finanza dei 27 minori non accompagnati. I giovani, "ragazzi di 16, 17 anni, soli" fa sapere in un tweet la Ong, tra "molte lacrime hanno lasciato amici e compagni di viaggio" e sono stati trasferiti all’hotspot di Lampedusa, dove sono state avviate le procedure di identificazione.

OPEN ARMS FERMA - Gli altri migranti, invece, resteranno per ora sulla nave in attesa di ulteriori sviluppi dell’inchiesta della Procura di Agrigento coordinata dal Procuratore aggiunto Salvatore Vella. Open Arms ha denunciato che "107 persone e 19 membri dell’equipaggio continuano a soffrire a bordo". In giornata, inoltre, è stata disposta un’ispezione sull’imbarcazione per verificare le condizioni di salute e di igiene delle persone a bordo.

CHI SONO I MINORI SBARCATI - I giovani sbarcati, stando a quanto comunicato dalla Ong al Tribunale dei minori, sono due di 15 anni, undici di 16 e quattordici di 17 anni. In tutto 26 ragazzi e una ragazza di nazionalità sudanese, gambiana, ghanese, nigeriana ed egiziana . "I 27 stanno tutti bene e non hanno avuto bisogno di cure mediche" spiega all’Adnkronos Francesco Cascio, il medico di Lampedusa al centro delle polemiche dopo le visite dei primi 13 migranti evacuati per motivi medici. "Ho chiamato il Poliambulatorio - ha spiegato - raccomandandomi di verificare le condizioni di salute dei giovani. Bisogna essere rigorosi per superare ogni dubbio diagnostico, ma per fortuna non è stato necessario alcun intervento medico. Quindi i giovani sono stati tutti portati all’hotspot".

L’ATTACCO DI SALVINI - Dopo aver autorizzato lo sbarco Salvini è tornato sulla vicenda: ’’Mentre altri cedono, la mia posizione non cambia’’ ha twittato il leader leghista prima di aggiungere: "Mi riferiscono da Lampedusa che dei 27 immigrati per i quali è stato ordinato lo sbarco in quanto minorenni, già 8 si sono dichiarati maggiorenni! Vedremo gli altri... Dopo i ’’malati immaginari’’, ecco i ’’minorenni immaginari’’! Però quello cattivo è Salvini. Mentre altri cedono, io non cambio idea" ha ribadito su Facebook.

GLI ATTI CHIESTI DALLO SCO - Intanto, i poliziotti dello Sco, a quanto si apprende, non hanno acquisito atti al Viminale, come si è appreso in un primo momento, ma hanno chiesto una serie di documenti relativi alla richiesta di Pos (porto sicuro) da parte della nave Open Arms. La documentazione sarà raccolta nelle prossime ore e sarà inviata direttamente in procura ad Agrigento.

IL MEDICO - Gli inquirenti, inoltre, sentiranno, ma non subito, il medico responsabile del Poliamulatorio di Lampedusa, Francesco Cascio. Il medico, che è in vacanza e in questi giorni non è presente a Lampedusa, verrà ascoltato dalla Polizia giudiziaria su incarico della Procura. Ma, come apprende l’Adnkronos, non sarà ascoltato a breve. Prima verranno eseguiti altri atti. Proprio ieri Cascio ha detto che le tredici persone evacuate dalla Open Arms e visitate al poliambulatorio "stanno bene", fatta eccezione "per una minorenne affetta da otite".

Ronzulli: "Affido da cambiare, norme inefficienti e opache"

cms_13878/ronzulli_presidente_dir.jpg

"Il sistema dei controlli sul sistema degli affidi è del tutto carente. C’è un abisso tra ciò che prevede la legge e quanto avviene". E’ quanto denuncia Licia Ronzulli, presidente della Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza, in una intervista a Grazia in edicola oggi. "L’aspetto più grave - spiega - è rappresentato dall’assenza di un sistema unico, a livello nazionale, di rilevazione dei dati relativi ai minori dati in affido". "L’inchiesta su Bibbiano - sottolinea la presidente della Commissione - dimostra che le norme che regolano gli affidi sono inefficienti e opache: decine di bambini sono stati sottratti alle famiglie senza ragione, alcuni di loro sono stati affidati a persone che ne hanno abusato o per interesse economico". "Ho incontrato le famiglie e ho ascoltato le loro storie drammatiche - conclude -. Per loro e per i tanti bambini è necessario riformare il sistema".

Artigiani chiudono bottega, -6.500 imprese in sei mesi

cms_13878/carpentiere_fg.jpg

Nonostante nel secondo trimestre si sia verificata una leggera ripresa, permane il cattivo stato di salute dell’artigianato in Italia. Lo rileva la Cgia. Nei primi 6 mesi di quest’anno lo stock delle imprese artigiane è diminuito di 6.564 unità. Al 30 giugno scorso, il numero complessivo si è attestato a quota 1.299.549.

Ad eccezione del Trentino Alto Adige, in tutte le altre regioni italiane il saldo del primo semestre è stato negativo. I risultati più preoccupanti si sono registrati in Emilia Romagna (-761), in Sicilia (-700) e in Veneto (-629). A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia. Una moria, quella delle aziende artigiane, che dura ormai da 10 anni. Tra il 2009 e il 2018, infatti, il numero complessivo è sceso di quasi 165.600 unità.

“La crisi, il calo dei consumi, le tasse, la mancanza di credito e l’impennata degli affitti - afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - sono le cause che hanno costretto molti artigiani a cessare l’attività. E per rilanciare questo settore è necessario, oltre ad abbassare le imposte e ad alleggerire il peso della burocrazia, rivalutare il lavoro manuale. Negli ultimi 40 anni c’è stata una svalutazione culturale che è stata spaventosa".

"L’artigianato è stato dipinto come un mondo residuale, destinato al declino e per riguadagnare il ruolo che gli compete ha bisogno di robusti investimenti nell’orientamento scolastico e nell’alternanza tra la scuola e il lavoro, rimettendo al centro del progetto formativo gli istituti professionali che in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese", spiega Zabeo.

Oggi, "invece, sono percepiti dall’opinione pubblica come scuole di serie b. Per alcuni, infatti, rappresentano una soluzione per parcheggiare per qualche anno quei ragazzi che non hanno una grande predisposizione allo studio. Per altri costituiscono l’ultima chance per consentire a quegli alunni che provengono da insuccessi scolastici, maturati nei licei o nelle scuole tecniche, di conseguire un diploma di scuola media superiore”, aggiunge.

“E nonostante la crisi e i problemi generali che assillano l’artigianato - prosegue il segretario Renato Mason - non sono pochi gli imprenditori di questo settore che segnalano la difficoltà a trovare personale disposto ad avvicinarsi a questo mondo. Soprattutto al Nord, si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti di mezzi pesanti, i conduttori di macchine a controllo numerico, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i battilamiera. Senza contare che nel mondo dell’edilizia è sempre più difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri”.

E un’ulteriore stangata al mondo dell’artigianato potrebbe arrivare il prossimo 1° gennaio. Se non si disinnescherà l’aumento dell’Iva, l’innalzamento di 3 punti percentuali sia dell’aliquota ordinaria che di quella ridotta rischia di provocare degli effetti molto negativi sul fatturato di queste attività che, ricorda la Cgia, vivono quasi esclusivamente dei consumi delle famiglie. E oltre agli effetti economici e occupazionali, la riduzione del numero delle attività artigiane e in generale dei negozi di vicinato ha provocato delle ricadute sociali altrettanto significative.

Cade un meteorite in Sardegna, cielo illuminato a giorno
cms_13878/meteorite_ft.jpg

Un lampo improvviso, il cielo illuminato a giorno e un gran silenzio. Nella tarda serata di ieri un palla luminosa ha attraversato la volta notturna in Sardegna, forse un meteorite che precipitava, e ha stupito tutti i cittadini.

Decine di segnalazioni sono arrivate da ogni parte della regione, ha raccontato l’Unione Sarda, che ha raccolto le testimonianze degli utenti di Cagliari, Villacidro, Carbonia, Nuoro, Sassari e Dolianova. "Sono una vostra lettrice - si legge in uno dei commenti al quotidiano sardo - Volevo segnalarvi una scia infuocata attraversare il cielo. Un qualcosa di molto strano, impossibile da fotografare per la sua super velocità! Chissà...di cosa si sarà trattato?". Il corpo celeste viaggiava velocissimo e potrebbe essersi schiantato in mare.

Scossa in Romagna, magnitudo 3.7

cms_13878/ingv_fg_ipa.jpg

Terremoto in Romagna. La scossa di magnitudo del 3.7 come riporta in un tweet l’Ingv è stato registrato alle 18.52 con epicentro in provincia di Forlì–Cesena a una profondità di 7 km. Poco dopo l’Ingv ha registrato un’altra scossa di magnitudo 2.9 nella stessa area, a una profondità di 7 km.

Boom sigarette elettroniche

cms_13878/sigaretta_elettronica_rit_fg_3-1-3252424084_3-4-2984571889.jpg

Le sigarette mantengono il primato, ma in calo. E’ boom invece di quelle elettroniche: +1.740% in tre anni. E’ quanto emerge dal Libro Blu sull’attività dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Con l’88 per cento delle quantità vendute (in kilogrammi) e il 92 per cento degli introiti da accise garantiti all’Erario nell’anno 2018, le sigarette dominano ancora il mercato dei tabacchi. Gli altri prodotti - trinciati sigarette, tabacchi da inalazione senza combustione, sigaretti, sigari, trinciati e fiuti - si dividono la restante quota, il 12 per cento delle quantità vendute e l’8 per cento degli introiti da accise. Tuttavia, i dati del triennio 2016-2018 indicano un trend negativo per le sigarette e positivo per tutti gli altri prodotti, sia in termini di quantità vendute che di riscossione di accise e Iva.

Dal 2016 la quantità in kg di sigarette vendute è diminuita del 6 per cento, mentre gli introiti da accise e Iva si sono ridotti rispettivamente del 3 e del 4 per cento. Tra gli altri prodotti, le quantità in kg di sigaretti venduti è più che raddoppiata negli ultimi tre anni (+114 per cento), aumentati anche i trinciati ma sono i tabacchi da inalazione senza combustione che hanno fatto registrare un’impennata, con un +1.740 per cento, a cui corrisponde un aumento degli introiti da accise e Iva rispettivamente del 1.924 e del 1.740 per cento. Dal 2015 al 2018 si registra inoltre per tutti i prodotti del settore un aumento del valore unitario dell’accisa per ogni kg di venduto. Nel 2018 aumenta, rispetto all’anno precedente, il gettito complessivo per l’Erario che si attesta a quasi 14 miliardi.

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su