Oms: "Virus al momento non sta cambiando"

In Italia 32.330 decessi dall’inizio dell’emergenza. Le regioni con zero nuovi casi Covid-19, le proiezioni di Osservasalute

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"A breve raggiungeremo il tragico traguardo dei 5 milioni di casi. Ma anche se a volte si manifestano nei pazienti sintomi rari o nuovi, questo non vuol dire che il virus stia cambiando". Lo evidenzia Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in conferenza stampa a Ginevra. "In ogni caso - ha proseguito - bisogna continuare a monitorare tre elementi, in questo senso: tracciare l’infezione e come si diffonde nel mondo per capire come si trasmette e dove; tracciare le sequenze genetiche del virus per capire se stia evolvendo in maniera positiva o negativa, diventando più o meno patogenico. Dobbiamo infine studiare la sindrome clinica, per capire se ci sono differenze. Studiare tutti questi parametri in tempo reale e nel corso tempo è essenziale e serve uno sforzo globale per farlo".

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Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’Oms, ha proseguito ribadendo che "il nostro network di esperti si riunisce costantemente, almeno due volte a settimana, per aggiornare le linee guida cliniche. I sintomi più comuni rimangono tosse, febbre, fatica, respiro corto, il sentirsi male in generale; poi ci sono sintomi non specifici come mal di testa e disturbi gastrointestinali (il 3-5% dei pazienti sperimenta vomito, nausea o diarrea), perdita di gusto e olfatto. Non tutti i pazienti iniziano con la febbre, molti si sentono solo male, e per questo occorre studiare per capire come progrediscono, se la situazione è diversa per i bambini o per le persone con malattie croniche. E’ un virus su cui stiamo imparando ogni giorno".

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cms_17576/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgSono 161 i morti per Coronavirus nelle ultime 24 ore, per un totale di 32.330 decessi dall’inizio dell’emergenza. Lo rende noto la Protezione Civile. Scende ancora il numero delle persone ricoverate con sintomi, in tutto 9.624 con una diminuzione di 367 unità rispetto a ieri. In terapia intensiva si trovano 676 pazienti (-40), in isolamento domiciliare 52.452 persone. In calo anche gli attualmente positivi (62.752, -2.377), mentre aumentano i guariti (132.282, +2.881).

I casi totali dall’inizio della crisi sono 227.364, in aumento di 665 da ieri. In tutto sono stati eseguiti 3.171.719 tamponi, i casi testati sono 2.038.216.

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Regioni italiane fuori dal tunnel di Covid-19 in ordine sparso, o meglio in gruppi, con i primi a ’festeggiare’ già dai prossimi giorni e la Lombardia che dovrà aspettare agosto. Secondo le proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, infatti, a uscire per prime dal contagio da Sars-CoV-2 (cioè zero nuovi casi) dovrebbero essere le due Province autonome di Bolzano e Trento, rispettivamente il 21 e 22 maggio. Bene anche la Calabria (22 maggio), seguita da Umbria (23 maggio), Sardegna (24), Basilicata (26) e Valle d’Aosta (29).

Per l’azzeramento dei contagi occorrerà aspettare il mese di giugno in Abruzzo (1 giugno), Puglia (3), Campania (3) Sicilia (6), Toscana (6), Veneto (9), Friuli Venezia Giulia (12), Lazio (17), Emilia-Romagna (22), Marche (23), Liguria (24) e Piemonte (26). Mentre per il Molise, che ha sperimentato un andamento dei contagi molto particolare, tanto che la curva dei nuovi contagi è pressoché parallela all’asse orizzontale, questo "rende impossibile avanzare ipotesi sull’azzeramento". La motivazione potrebbe risiedere nel fatto che "negli ultimi 10 giorni sono stati riscontrati nuovi focolai che hanno invertito la dinamica discendente della curva". Comunque, gli esperti sottolineano che il numero dei contagi degli ultimi 2 giorni è molto basso.

Il quadro prospettico è molto diverso invece "in Lombardia, regione dalla quale sono partiti i primi contagi da Covid-19, per la quale secondo i dati attuali l’azzeramento dei nuovi casi non avverrebbe prima del 13 agosto".

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Queste stime sono fatte con un mantenimento della mobilità sociale a livelli estremamente contenuti, e sarà necessario rivederle alla luce dell’ultimo Dpcm che approva misure finalizzate all’attenuazione sostanziale di queste limitazioni", fanno sapere gli esperti dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio.

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"L’Osservatorio ha seguito l’evolversi dell’epidemia e ha ritenuto importante fornire dati e previsioni elaborate su solide basi scientifiche sull’evoluzione dei contagi quale contributo alle scelte delle Istituzioni nazionali e regionali, focalizzando l’attenzione sulla data a partire dalla quale ci si potrebbe attendere l’azzeramento dei nuovi contagi - spiega il Solipaca - Tali previsioni sono state calcolate sulla base dei dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile nel periodo che va dal 24 febbraio al 15 maggio".

I modelli statistici elaborati per ogni regione sono di tipo regressivo (di natura non lineare) e approssimano l’andamento dei nuovi casi osservati nel tempo interpolandoli con una curva.

IL COMMENTO ’15 GIORNI DECISIVI’ - "Non solo le nostre stime, ma anche il buonsenso, mi fanno pensare che i prossimi 15 giorni saranno decisivi per l’andamento del contagio in Italia". A dirlo è Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane - coordinato da Walter Ricciardi - che oggi ha diffuso le nuove proiezioni sulle date "plausibili" relative all’uscita dal contagio delle regioni italiane. "In Lombardia la decrescita dei nuovi casi è molto lenta, e un po’ di preoccupazione c’è. Continueremo comunque ad analizzare i dati" per capire se le misure della fase 2 influiranno sull’azzeramento dei contagi, conclude l’esperto.

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