Oms: "Covid come la Spagnola, che riprese a settembre"

In Italia le vittime di Covid 19 salgono a 34.708 . ISS:"Epidemia in Italia non è finita, Rt sopra 1 in 3 regioni"

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"Sembra che tutto sia finito ma non è così. Bisogna evitare la seconda ondata come quella della Spagnola". Sono le parole di Ranieri Guerra, vicedirettore generale - Iniziative strategiche dell’Oms, intervenuto ad Agorà. "Il virus si trasmette attraverso un contatto interpersonale che ha due dimensioni: la vicinanza fisica e la durata della vicinanza. Non ci si infetta passando vicino ad una persona positiva, ci si infetta se si interagisce con la persona positiva a distanza ravvicinata per 20-30 secondi continui, se questa persona tossisce o starnutisce. Sembra che tutto quanto sia finito, ma non è così", dice Guerra.

"Io guardo i fatti e i fatti mi dicono che il genoma virale è ancora lo stesso. I fatti mi dicono che l’andamento di un’epidemia come questa è ampiamente previsto: si sta comportando come avevamo ipotizzato. C’è una discesa che coincide con l’estate", prosegue.

"Il paragone purtroppo va fatto con la Spagnola, che ebbe lo stesso andamento del Covid. Andò giù d’estate per riprendere ferocemente a settembre-ottobre e uccise 50 milioni di persone nella seconda ondata. Questo è ciò che non vogliamo vedere. Le terapie intensive si sono svuotate come era previsto che accadesse. Ora non vogliamo che si riempiano di nuovo con la stagione invernale", dice ancora.

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cms_18064/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgAltri 30 morti e 259 contagi sono stati registrati in Italia nelle ultime 24 ore per Coronavirus. Lo rende noto la Protezione Civile nel bollettino quotidiano. Le vittime di Covid 19 salgono a 34.708 mentre i casi raggiungono quota 239.961. Gli attualmente positivi sono 17.638, 665 in meno di ieri.

Aumentano i pazienti in terapia intensiva rispetto a ieri, con un incremento di due persone ricoverate. Oggi si contano 105 persone nelle rianimazioni italiane mentre ieri erano 103. Calano invece i ricoverati con sintomi: 159 in meno rispetto a ieri per un totale di 1.356 persone in ospedale. Sono 890 i nuovi guariti per un totale di 187.615 unità.

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"In quasi tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana in alcune Regioni e province autonome. Tale riscontro in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Tuttavia, la presenza di focolai, anche di una certa rilevanza numerica, mostra come il virus continui a essere in grado, nelle attuali condizioni, di trasmettersi in modo efficace. Questo conferma che l’epidemia da Sars-Cov-2 non è affatto conclusa in Italia". E’ quanto riporta il monitoraggio del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, relativo alla settimana 15-21 giugno.

Sono tre le Regioni con indice di contagio Rt sopra 1: Emilia Romagna (1.01), Lazio (1.24) e Lombardia (1.01) secondo i dati relativi alla settimana dal 15 al 21 giugno. La Toscana sfiora l’Rt 1 fermandosi a 0.96. L’Umbria unica con Rt a zero.

"Alcune stime" per l’indice di contagio "Rt questa settimana sono in aumento, riflettendo il lieve aumento nel numero di casi" di Covid-19 "diagnosticato la scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati alcuni focolai", rileva il monitoraggio secondo cui "persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali".

"La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda fase di transizione, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Sebbene questo descriva una situazione epidemiologicamente fluida che richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico", si legge ancora.

"E’ essenziale mantenere elevata l’attenzione - ribadisce il report - e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia" di Covid. "E’ anche fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico".

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