Oltre 5 milioni di casi nel mondo. Onu lancia iniziativa globale contro la disinformazione

In Italia le vittime sono 32.486. I bambini non contagiano? Ecco l’ipotesi

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Sono ormai più di 5 milioni i casi di coronavirus nel mondo. Questo l’ultimo bilancio della Johns Hopkins University che parla di 5.000.038 contagi e di 328.172 decessi a livello globale.

Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito con 1.551.853 di casi e 93.439 morti dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

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L’Onu si mobilita contro la disinformazione sul coronavirus e lancia "Verified", iniziativa globale che, attraverso una rete di volontari, avrà l’obiettivo di diffondere informazioni accurate e affidabili sul Covid 19. L’idea è che tutti potranno diventare "volontari dell’informazione" condividendo sui propri social media i contenuti verificati, che saranno concentrati sia su informazioni scientifiche che su iniziative di solidarietà.

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La speranza, ha spiegato Melissa Fleming, a capo della comunicazione globale dell’Onu, è che invece di fake news e false informazioni si possano diffondere contenuti che "celebrino azioni locali di solidarietà, contribuiti dei rifugiati e dei migranti e spingano la causa della collaborazione globale".

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"La disinformazione si diffonde online, sulle app di messaggistica e nelle comunicazioni individuali, i suoi creatori usano scaltri metodi di produzione e distribuzione - ha dichiarato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres - per contrastarli scienziati ed istituzioni come l’Onu devono raggiungere le persone con informazioni accurate di cui ci si possa fidare".

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L’ultimo bilancio dell’emergenza coronavirus in Italia riporta altri 156 morti. In totale le vittime nel nostro Paese sono 32.486. E’ quanto si sottolinea nel bollettino della Protezione civile sulla situazione dei contagi nel nostro Paese. Il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus è di 228.006, con un incremento rispetto a ieri di 642 nuovi casi.

Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale a 134.560, con un incremento di 2.278 persone rispetto a ieri. Da ieri sono stati effettuati 71.679 tamponi in più e il totale dei tamponi effettuati sale a 3.243.398. In totale i casi testati sono 2.078.860.

cms_17589/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgIl numero totale di attualmente positivi è di 60.960, con una decrescita di 1.792 assistiti, dunque ancora in calo sottolinea la Protezione civile. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi, regione per regione, sono: 26.715 in Lombardia, 8.710 in Piemonte, 4.926 in Emilia-Romagna, 3.286 in Veneto, 1.877 in Toscana, 2.075 in Liguria, 3.637 nel Lazio, 1.832 nelle Marche, 1.373 in Campania, 1.839 in Puglia, 66 nella Provincia autonoma di Trento, 1.522 in Sicilia, 578 in Friuli Venezia Giulia, 1.272 in Abruzzo, 250 nella Provincia autonoma di Bolzano, 61 in Umbria, 318 in Sardegna, 43 in Valle d’Aosta, 326 in Calabria, 194 in Molise e 60 in Basilicata.

Dal bollettino emerge inoltre che da ieri non si è registrato nessun decesso per il coronavirus in otto Regioni: Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Molise, Basilicata e Trentino Alto Adige. Sempre dalla giornata di ieri si sono registrati ’zero’ contagi in Calabria e in Provincia di Bolzano.

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"Bambini untori? Che bambini e adolescenti si ammalino più raramente di Covid-19 è evidente, ma ancora non è ben noto quale sia il loro ruolo nella diffusione dell’infezione. La domanda è: i bambini hanno minore probabilità di infettarsi (e conseguentemente trasmettere l’infezione) rispetto agli adulti? Una comunicazione a ’Jama’ contiene una prima evidenza importante: i bambini esprimono poco il recettore Ace2 - quello che il Sars-CoV-2 usa per infettare le cellule - nell’epitelio nasale". A spiegarlo in un post su Facebook è l’epidemiologo Pierluigi Lopalco.

"Il fatto di avere pochi recettori per il virus in quella che è la porta di ingresso delle infezioni respiratorie - evidenzia l’esperto - giustifica da solo la minore suscettibilità dei bambini all’infezione. Se fosse così, dunque, i bambini oltre ad ammalarsi di meno si infetterebbero anche di meno e sarebbero meno contagiosi. Una buona notizia. Attendiamo ulteriori conferme", conclude Lopalco.

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