Ok del Senato alla fiducia

Conte: "Salvini fermo all’8 agosto" - Zingaretti: "Salvini ha fatto un drammatico errore" - Di Maio: "Ritorno con Lega? Ho rifiutato la carica di premier" - Salvini: "Governo è minoranza nel paese"

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Ok del Senato alla fiducia

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Il governo Conte bis ha ottenuto la fiducia. I voti favorevoli al Senato sono stati 169, contrari 133 e cinque gli astenuti. Presenti 308, votanti 307. Il primo obiettivo dell’esecutivo è ’’governare’’, taglia corto il premier che, lasciando Palazzo Madama, parla di "un nuovo inizio per l’Italia" e sui tempi dei "sottosegretari" assicura che si faranno "il prima possibile".

"Al lavoro con coraggio e determinazione" dice il premier, sottolineando come si aprirà "una stagione riformatrice di rilancio e speranza". La "costituzione e il rispetto delle istituzioni" saranno "la nostra bussola" e "gli interessi degli italiani il nostro obiettivo".

Domani andrà a Bruxelles?, gli chiedono.’’Sì’, replica Conte, lasciando a passo svelto il Senato. Si parte da lì per la manovra economica?, chiedono i cronisti. ’’La manovra si fa in Italia’’, rivendica il premier.

Il pallottoliere del Senato a cose fatte ha fugato i timori della vigilia sui voti che la maggioranza M5S-Pd-Leu avrebbe ottenuto in più rispetto alla quota di 161 voti di maggioranza assoluta: tra i 169 voti a favore, due senatori del Maie, Merlo e Cario. I 133 no comprendono l’ex M5S Martelli. I 5 astenuti sono i tre annunciati delle Autonomie più Paragone, M5S, e Richetti, Pd.

E’ venuto a mancare il voto di Saverio De Bonis (Misto) e Alfonso Ciampolillo (M5S), critico verso la maggioranza. Entrambi alla fine sono risultati assenti. Assenze, oltre che del senatore a vita Renzo Piano, anche in Fi: Massimo Vittorio Berruti, Donatella Conzatti, Gabriella Giammanco, Fiammetta Modena, Laura Stabile.

Conte: "Salvini fermo all’8 agosto"

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(Sergio Amici) - Una replica nella quale riprende i temi contenuti nelle dichiarazioni programmatiche e chiarisce anche la posizione del governo sulle questioni etiche che, ribadisce, riguardano il Parlamento.

Ma nella quale c’è spazio anche per una presa di posizione politica che naturalmente non può che riguardare, anche se non viene mai nominato esplicitamente, quello che da inizio agosto è stato il suo principale avversario, vale a dire Matteo Salvini, colpevole di assegnare "ad altri le proprie colpe per conservare la propria leadership, per scacciare via gli errori politici". Così le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’Aula di palazzo Madama sembrano il sequel di quanto andato in scena il 20 agosto scorso quando si aprì la crisi di governo.

"Molti degli interventi degli esponenti delle forze di opposizione - afferma il premier- indulgono prevalentemente sul passato: vi è poi chi è rimasto fermo all’8 agosto, al momento in cui, con una certa arroganza e con scarse cognizioni di diritto costituzionale, ha ritenuto di attivare unilateralmente una crisi di governo, e questo è pienamente legittimo. Ma poi, in più, ha ritenuto, ancora, di poter unilateralmente decidere di portare il Paese alle elezioni".

"Ancor più unilateralmente poi ha deciso di portare il Paese alle elezioni e alla campagna elettorale da ministro dell’Interno. E, ancora, ha deciso, sempre unilateralmente e arbitrariamente, di concentrare definitivamente nelle proprie mani pieni poteri".

"Se questo era lo schema, il progetto, l’obiettivo, è comprensibile -rivendica il presidente del Consiglio- che tutti coloro che l’hanno ostacolato, pur nel rispetto della Costituzione e con senso di responsabilità, per evitare al Paese una grave, gravissima incertezza economica, siano diventati nemici". "Gli amici di ieri, gli interpreti del cambiamento diventano non avversari, ma nemici. Assegnare ad altri le proprie colpe -ammonisce il premier- è il più limpido, il più lineare percorso per rimanere deresponsabilizzati a vita, per non confrontarsi con le conseguenze delle proprie decisioni. È un modo certo, per quanto mi riguarda non il migliore, per conservare la propria leadership, per scacciare via gli errori politici".

"D’altra parte errare è umano, succede spesso a tutti, anche in politica: riuscire a dare agli altri la colpa dei propri errori è il modo migliore in politica per conservare la leadership di un partito", incalza.

Conte poi replica con forza a quel coro ’dignità, dignità’ che in questi giorni è più volte risuonato dai banchi della Lega. "Evocate spesso, e lo ripetete, il concetto di dignità, un concetto veramente molto importante, soprattutto sul piano giuridico, perché, come si dice, è il diritto fondamentale della persona. Ma la dignità, per quanto riguarda il ruolo e le funzioni del presidente del Consiglio, non sono e non possono essere riconosciute o meno a seconda che lavori al vostro fianco o meno e sia con voi al governo".

"Ero l’alfiere degli interessi nazionali fino a ieri e oggi scopro che non lo sono mai stato. La dignità può derivare solo dal fatto di servire con disciplina, onore e con il massimo impegno, il massimo sforzo e la massima determinazione il mio Paese e gli interessi degli italiani, non altro. Poi, con calma, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, spiegherete al Paese, visto che evocate e vi legate a questo concetto, cosa ci sia di dignitoso in tutti i subitanei e repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane". Conte non rinuncia comunque a entrare anche nel merito rispetto a due temi sottolineati con forza dalla Lega, vale a dire quello degli affidi familiari, con riferimento all’inchiesta di Bibbiano, e quello dell’immigrazione.

"Ovviamente il governo -spiega il presidente del Consiglio- non entra nel merito delle inchieste in corso. Per quel che riguarda la competenza del governo una misura è stata già adottata: è stata istituita presso il ministero della Giustizia una squadra speciale per la protezione dei minori. Riteniamo cioè che sia urgente un monitoraggio della legislazione vigente e un più efficace censimento degli affidi". Tuttavia il premier mette in guardia dallo strumentalizzare politicamente questo tipo di questioni: "sicuramente questo non è un tema di opposizione o di maggioranza, voglio sperare. Stiamo parlando di protezione dei minori e di misure efficaci per la protezione dei nostri figli". "Dobbiamo creare sicuramente -credo che questa sia una misura molto efficace e utile- una banca dati nazionale per gli affidi, in modo da poter incrociare i dati e rilevare eventuali anomalie già dall’incrocio dei dati".

Sull’immigrazione Conte ribadisce la necessità di affrontare il tema in un’ottica di cooperazione con l’Europa e con i Paesi dai quali originano i flussi; rivendica il diritto di proteggere i confini nazionali; afferma l’esigenza di contrastare i traffici illegali; sottolinea l’importanza di rivedere il regolamento di Dublino. Ma soprattutto invita maggioranza, opposizione e tutti i cittadini ad evitare "di concentrarsi ossessivamente sullo slogan porti aperti-porti chiusi". E sul decreto sicurezza, dopo aver ripetuto che verrà rivisto seguendo le indicazioni del Capo dello Stato, più in generale ricorda che "il nostro sistema giuridico ha un’impalcatura che sono i principi costituzionali, l’architettura sovranazionale, i trattati a cui aderiamo" Quindi "ormai è patrimonio comune che qualsiasi norma, sia interpretata in senso costituzionalmente conforme".

Zingaretti: "Salvini ha fatto un drammatico errore"

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"Basta con la stagione dell’odio e del preconcetto. Guai a pensare che possa esistere un governo fatto tra nemici...’’. Lo ha detto Nicola Zingaretti a ’Di Martedì’ su La7.

’’Rispetto Salvini come avversario, ma è palese che ha fatto un drammatico errore: per troppi mesi ha fatto solo campagna elettorale, non preoccupandosi di garantire un governo serio al Paese’’, ha aggiunto.

"Guai a noi del Pd a chiuderci solo nella dimensione del governo - ha concluso - Penso che Di Maio mi consideri un alleato. Io ho una squadra valida di ministri del Pd, ma considero della mia squadra anche i ministri del Movimento 5 stelle’’.

Di Maio: "Ritorno con Lega? Ho rifiutato la carica di premier"

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Ritornerebbe con la Lega? ’’Mai dire mai nella vita, ma ci ho pensato bene, ho rifiutato la carica di premier di questo Paese, figuriamoci se ci ripenso’’, replica Luigi Di Maio, ospite di ’Di Martedì, di Giovanni Floris nel giorno della fiducia al Conte bis. "Noi eravamo i più scettici su questa alleanza con il Pd. Noi avevamo detto che volevamo andare al voto. Poi mi sono consultato con il Movimento, anche con Beppe Grillo, che ha sostenuto questo governo. Poi abbiamo messo l’accordo al voto su Rousseau. Poi quando mi sono seduto al tavolo mi hanno stupito positivamente’’. E in risposta a una domanda di Floris sulla scatoletta di tonno ’protagonista’ del dibattito politico Di Maio ha detto: ’’Il tonno è degli italiani, perché nella scatoletta ci sono le risorse finanziarie degli italiani...".

Il leader del M5S parla, poi, di un messaggino ricevuto più di un mese fa dall’allora ministro dell’Interno. "Il 7 agosto ho ricevuto un sms da Matteo Salvini che diceva ’vedi che Conte ti deve dire una cosa’" rivela Di Maio. "Fino al giorno prima mi era stato detto che il governo andava avanti per 5 anni, non ci sono problemi. Io l’ho richiamato e mi viene detto che non si può più andare avanti, perché i miei non li tengo più, questo governo deve cadere... Io gli ho detto ’arriviamo al taglio dei parlamentari a settembre e lui mi ha detto ’non ci si arriva’...’’.

Salvini: "Governo è minoranza nel paese"

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"Siete la minoranza nel paese". E’ un passaggio del’intervento di Matteo Salvini, leader della Lega, al Senato. "Non la invidio, presidente Conte-Monti... Si capisce quando una ha un discorso che viene dalla testa, dal cuore, dall’anima e quando deve leggere un compitino scritto a casa... Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Monti, Renzi...". dice Salvini.

"Le lascio la poltrona figlia di slealtà, di tradimento, di interesse personale... Può essere la poltrona più importante del mondo, ma non riuscirei ad occuparla nemmeno per un quarto d’ora", dice rivolgendosi al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Siete minoranza nel paese, siete maggioranza qui per giochi di palazzo".

"Gentiloni in Europa è un commissario controllato. Il vicepresidente con delega agli Affari Economici è un noto falco. Vi hanno rifilato una sòla...", aggiunge l’ex ministro dell’Interno facendo riferimento alla nomina di Paolo Gentiloni.

"Torneremo a governare...", dice Salvini avviandosi a concludere il suo intervento. "Onore e dignità valgono più di mille poltrone", ripete. Mentre il leader della Lega si appresta a terminare, dalla parte opposta dell’Aula Matteo Renzi si alza e se ne va.

Redazione

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