Netflix investe altri 800 milioni di dollari in serie TV autoprodotte

Il mostro californiano si conferma come nuova stella dello streaming online on demand?

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Per chi ancora non la conoscesse, Netflix è una delle più grandi società a livello mondiale, ad offrire contenuti in streaming.

La prodigiosa azienda americana è relativamente nuova; nasce, infatti, nel 1997 come una videoteca dove era possibile noleggiare film e videogiochi via internet mentre il suo futuro era tutt’altro che comune. La “creatura” di Reed Hastings e Marc Randolph – i fondatori – si rivela un vero e proprio fenomeno, tanto che nel 2007 la società raggiunge un miliardo di DVD noleggiati. Nel 2008 Netflix converte la sua attività nel fornire esclusivamente il servizio streaming. Il successo della fortunata impresa arriva al suo apice quando nel 2010 fa il suo debutto in Europa e in Sudamerica, superando così cinquanta milioni di abbonati nel 2014. Ad oggi il sito conta oltre 70 milioni di clienti, più della metà residenti negli USA.Netflix conosce la svolta con i contenuti autoprodotti e ne fa il suo cavallo di battaglia. Infatti, dopo aver generato serie tv diventate cult – da House of Cards a Stranger Things – sembra voler proseguire sulla stessa rotta investendo altri 800 milioni di dollari nella sua impresa. Il prossimo obiettivo – dichiara Ted Sarandos, CCO di Netflix – sarà la copertura del 50% del catalogo con contenuti originali.

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Come se non bastasse, vi è un’ulteriore novità. Secondo voci di corridoio, entro la fine dell’anno sarà possibile accedere anche offline ai contenuti e scaricarli sui dispositivi.Il feedback complessivo, a giudicare dagli incassi, è decisamente positivo anche se, ad un anno dal suo sbarco in Italia, i risultati sembrano non aver soddisfatto le previsioni, nonostante il generale entusiasmo al suo debutto. Ma perché? Colpa della concorrenza o della freddezza generale nei confronti dei siti con abbonamento? Non lo sappiamo, ma una cosa è certa: se il mondo dello streaming rappresenta il futuro dell’intrattenimento televisivo e cinematografico, Netflix non tarderà ad entrare nelle case degli italiani.

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Guardando il quadro generale sorge una domanda spontanea: che possibilità ha la TV tradizionale con il suo modo di fare televisione di fronte a questi giganti dell’innovazione che offrono totale libertà di scegliere programmi, orari e modalità? L’intrattenimento televisivo, per come lo conosciamo oggi, è un qualcosa destinato a sparire, proprio come il walkman e le videocassette VHS?

È nell’innovazione la chiave del futuro.

Giorgia Natoli

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