Nassiriya, Cassazione conferma condanna ex generale Stano

Intestare casa alla moglie con separazione consensuale, ecco i rischi - Riti magici e violenze per farle prostituire - Tutte in fila per i casting, le modelle invadono Milano - Morto Stefano Delle Chiaie - Weekend rovente

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Nassiriya, Cassazione conferma condanna ex generale Stano

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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per l’ex generale Bruno Stano che dovrà quindi risarcire le famiglie delle vittime della strage di Nassiriya, avvenuta il 12 novembre 2003 e nella quale morirono 19 italiani (12 militari dell’Arma, cinque dell’Esercito e due civili). I giudici della Terza sezione civile di Piazza Cavour hanno inoltre confermato l’assoluzione per l’allora colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli, oggi generale e all’epoca responsabile della base ‘Maestrale’.

Stano, nel 2003 comandante della missione italiana in Iraq, avrebbe sottovalutato il pericolo in cui si trovavano i militari italiani e per questo era stato già condannato dalla Corte d’Appello di Roma, Prima sezione civile, a risarcire le famiglie delle vittime. Discorso diverso invece per Di Pauli, che secondo quanto emerso dai processi, prima in sede penale e poi civile, tentò di far salire il livello di guardia e di protezione ma dai superiori non ottenne le misure sperate.

Intestare casa alla moglie con separazione consensuale, ecco i rischi

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Non è raro che, nell’ambito degli accordi di separazione consensuale, il marito accetti di intestare la casa all’ex moglie in cambio della rinuncia, da parte di questa, all’assegno di mantenimento di lì a venire. In pratica, la donna si accontenta della proprietà immobiliare che potrà vendere o affittare in modo da ottenerne una rendita vitalizia.

Tuttavia, una recente sentenza della Cassazione pone a serio rischio la validità di tali accordi: con la conseguenza che la moglie ben potrebbe, all’atto del divorzio, far dietro front e chiedere anche l’assegno divorzile in aggiunta a ciò che ha già ottenuto in sede di separazione. Possibile? Assolutamente sì, secondo la testata specializzata La Legge per Tutti, che in un articolo sul sito www.laleggepertutti.it fa il punto della situazione esaminando quali sono i rischi di intestare la casa alla moglie con la separazione consensuale.

Come noto, quando marito e moglie si dicono addio, devono percorrere due stadi: il primo è quello della separazione, il secondo è il divorzio vero e proprio. Tra il primo e il secondo step non possono decorrere meno di sei mesi se la separazione è consensuale; bisogna, invece, attendere un anno se la separazione viene pronunciata dal giudice al termine di una regolare causa.

La separazione consensuale può essere effettuata davanti al sindaco del Comune di residenza se, oltre all’assegno di mantenimento, non c’è da dare esecuzione ad accordi di trasferimento di beni tra coniugi. Quando i due, invece, necessitano di eseguire delle cessioni immobiliari (ad esempio il passaggio di proprietà della casa all’ex moglie o al figlio) è sempre necessario il ricorso alla negoziazione assistita degli avvocati o al tradizionale tribunale.

Il trasferimento immobiliare, rileva LLPT, è un’abituale pratica che si usa adottare come alternativa all’assegno di mantenimento. Le possibilità che si possono configurare dipendono generalmente dal regime patrimoniale adottato dai coniugi. Così, se la coppia è in comunione dei beni, spesso il marito cede il proprio 50% all’ex moglie o viceversa. Il controvalore può essere oggetto di vendita (ad esempio l’uomo corrisponde alla donna la metà del prezzo della casa divenendone così proprietario esclusivo) o di donazione (ad esempio l’uomo dona alla donna la propria metà della casa in cambio della rinuncia o riduzione all’assegno di mantenimento). In alternativa, la coppia può procedere alla vendita a terzi del bene, dividendo poi il ricavato.

Quando la coppia è, invece, analizza La Legge per Tutti, in separazione dei beni, l’immobile di proprietà di uno solo dei due coniugi può divenire “oggetto di scambio” negli accordi di separazione consensuale. Si pensi, ad esempio, al marito benestante che decida di intestare la casa al figlio, con usufrutto alla moglie, a condizione che questa rinunci all’assegno divorzile. La donna potrà mettere a reddito l’immobile, ad esempio dandolo in affitto, ricavandone così una rendita.

L’intestazione della casa del marito all’ex moglie ha inizialmente posto un problema di carattere fiscale qualora la cessione avvenga prima di cinque anni dall’acquisto. In particolare, ci si è chiesto se tale atto possa comportare una decadenza dalle agevolazioni fiscali sulla prima casa (che, come noto, vietano di alienare l’immobile prima del quinquennio).

La Cassazione ha, tuttavia, sposato un orientamento favorevole al contribuente stabilendo che accordi di questo tipo non possono essere qualificati come “cessioni” in senso stretto, ma rientrano nei piani di gestione del patrimonio familiare, non implicando, quindi, la perdita del bonus prima casa. Anche l’Agenzia delle Entrate si è adeguata all’indirizzo della giurisprudenza e, con una risoluzione, ha ritenuto condivisibile la tesi della Suprema Corte. Leggi Agenzia delle Entrate: agevolazioni prima casa per separati.

Il secondo problema riguarda la natura dell’atto di donazione della casa all’ex moglie. Dottrina e giurisprudenza ritengono che la cessione dell’immobile vada inquadrata come una forma di prestazione unica: si tratterebbe, quindi, del cosiddetto assegno una tantum previsto dalla legge. La normativa consente di sostituire l’assegno divorzile mensile con un’unica prestazione, in denaro o in natura, che costituisca una sorta di rendita vitalizia. In questo modo, il coniuge con il reddito più elevato si libera, una volta per tutte, dall’obbligo del pagamento periodico dell’assegno.

La sentenza della Cassazione che abbiamo citato in apertura, però, pone un serio ostacolo all’intestazione della casa all’ex moglie in sede di separazione. Secondo i giudici, infatti, la previsione dell’assegno una tantum può avvenire solo al momento del divorzio e non già alla separazione. Ogni accordo stretto prima del divorzio è, infatti, nullo e ritrattabile. In buona sostanza, ben potrebbe la moglie, che abbia già ottenuto alla separazione l’intestazione della casa coniugale, richiedere all’atto del divorzio anche l’assegno divorzile in barba ai precedenti accordi stretti col marito. Il quale non potrebbe opporsi all’ulteriore richiesta, né potrebbe ormai farsi restituire l’immobile. Avevamo approfondito tale sentenza nell’articolo Assegno una tantum separazione consensuale a cui rinviamo per ulteriori esempi pratici derivanti dall’applicazione di questo principio.

Risultato: se il marito intende intestare la casa all’ex moglie o al figlio come condizione per una rinuncia o una riduzione al mantenimento in capo all’una o all’altro deve attendere il momento del divorzio (sei mesi o un anno dalla separazione) - rileva La Legge per Tutti - Anticipare un atto del genere alla separazione implica il rischio di un ripensamento da parte dell’ex.

Riti magici e violenze per farle prostituire

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Trasferite dalla Nigeria alla Libia, imbarcate per farle arrivare sulle coste italiane e inserite nel sistema di accoglienza. L’incubo delle vittime di una organizzazione criminale dedita alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione iniziava proprio con la richiesta di protezione internazionale che le rendeva di fatto inespellibili fino al termine della procedura per il riconoscimento dello status di rifugiati. Una volta formalizzata la domanda di asilo, venivano indotte a scappare dal centro di accoglienza e costrette a prostituirsi.

L’indagine, condotta dagli agenti della Squadra mobile di Brescia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Brescia, è scattata con la denuncia di tre vittime, che dopo aver deciso di affrancarsi dai loro sfruttatori, hanno raccontato tutte le fasi del loro reclutamento e le angherie che hanno dovuto subire durante il viaggio, tra violenze fisiche, abusi sessuali e restrizioni forzate nei centri di detenzione libici.

Sei gli indagati, tutti nigeriani, tre gli arrestati con l’accusa di tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione. Attraverso le intercettazioni telefoniche gli agenti hanno individuato nella provincia di Brescia i terminali (un uomo e una donna) dell’organizzazione con base in Libia e Nigeria impegnata a favorire l’ingresso di giovani donne da avviare alla prostituzione. Sono loro gli arrestati, insieme a una donna che operava a Torino e attualmente domiciliata nel mantovano.

Attraverso la collaborazione del Servizio Centrale Operativo e i canali di cooperazione con la polizia nigeriana, è stato identificato anche uno dei componenti del sodalizio operante all’estero, con il compito di trasferire le vittime di tratta dalla Nigeria alla Libia, dove venivano imbarcate per farle giungere sulle coste italiane. L’attività investigativa ha confermato le caratteristiche tipiche delle organizzazioni nigeriane dedite alla tratta di esseri umani finalizzate allo sfruttamento sessuale e in particolare il ricorso a riti magici (juju) e le minacce ai danni dei familiari in patria per costringere le vittime a versare ai loro aguzzini tra i 20 e i 30mila euro, quale riscatto per affrancarsi dalla madame. Ulteriori dettagli verranno forniti durante la conferenza stampa che si terrà alle 10 nella Questura di Brescia.

Tutte in fila per i casting, le modelle invadono Milano

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Si muovono leggere per la strada, passando da un casting all’altro. Impossibile non riconoscerle: magrissime, gambe chilometriche, poco trucco e immancabile book fotografico sotto al braccio. Sono le migliaia di modelle che in queste ore stanno arrivando in massa a Milano per partecipare ai casting in vista della settimana della moda in calendario dal 17 al 23 settembre.

Da via Montenapoleone a via della Spiga, passando per via Tortona, in zona Porta Genova, le ragazze corrono da uno showroom all’altro per le strade meneghine, pronte a sfidarsi per un posto sulle passerelle che contano. La fashion week, che sarà inaugurata sotto il segno di sostenibilità e internazionalizzazione, prenderà il via il 17 settembre con il Fashion Hub di Milano Moda Donna. Le sfilate, invece, inizieranno il 18 settembre.

Morto Stefano Delle Chiaie

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E’ morto la notte scorsa a Roma Stefano Delle Chiaie, 82 anni, esponente della Destra radicale, già nel Movimento Sociale Italiano e fondatore di Avanguardia Nazionale, assolto per insufficienza di prove per la strage di Bologna.

"Ho dato le mie condoglianze ai suoi più vicini camerati, e penso che sarò presente al funerale. Due storie molto distinte, due storie molto differenti ma rimane il rispetto per un combattente", ha detto detto all’Adnkronos Roberto Fiore, leader di Forza Nuova.

"Se n’è andato un pezzo importante della mia vita e della mia storia. Stefano lascia un esempio per tutti gli italiani di coerenza, di lealtà, di stile, di comportamento, quello che serve e che manca nella società di oggi: un riferimento prima umano e poi politico perché è stato un uomo sempre coerente, sempre leale, forte. Ha affrontato accuse ignobili a testa alta. A testa alta ha vissuto e a testa alta è morto", ha detto all’Adnkronos Adriano Tilgher.

"L’ho incontrato una volta in una situazione conviviale. Mi disse: ’saprai che sono stato molto chiacchierato’ e io gli risposi che a me delle chiacchiere non interessava. Ma non ho mai avuto relazioni né con lui né con Avanguardia Nazionale. Mi dispiace perché è un altro camerata che se ne va, noi sopravvissuti a quegli anni siamo sempre meno. Stiamo morendo tutti perché siamo vecchi, è naturale", le parole all’Adnkronos di Mario Tuti, fondatore del Fronte Nazionale Rivoluzionario.

Weekend rovente

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Il tempo, su alcune aree dell’Italia, risulterà ancora un po’ instabile fino a metà settimana, ma la situazione è destinata a cambiare radicalmente tra giovedì e venerdì, quando si vivrà nuovamente un periodo tipicamente estivo.

Infatti da giovedì tornerà l’estate su tutto il Paese, con temperature che potranno arrivare fino a 36°C. Condizioni meteo decisamente più stabili da Nord a Sud e valori termici in generale aumento. Il gran caldo si farà sentire in particolare sulle Isole maggiori e sulle regioni centrali tirreniche, più esposte alle calde correnti nord africane. Questa "estate settembrina" è destinata a durare almeno fino al prossimo weekend.

Redazione

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