NUOVO GASDOTTO RUSSIA-CINA

Putin e Xi Jinping hanno lanciato “Forza della Siberia”

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Fornirà a Pechino 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno, e a Mosca un enorme introito commerciale in quello che è già il settore fondamentale dell’economia russa. Il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo cinese Xi Jinping, in video collegamento rispettivamente da Sochi e da Pechino, hanno tenuto a battesimo il lancio del gasdotto ‘Forza della Siberia’, costruito da Gazprom. “Il rapporto energetico fra Russia e Cina raggiunge un altro livello. Ci avviciniamo all’obiettivo di un interscambio commerciale di 200 miliardi di dollari entro il 2024”, ha detto Putin dando il via alle forniture. Il gasdotto, lungo 3 mila chilometri, trasporterà il gas dai centri di produzione di Irkutsk e Yakutia ai consumatori dell’Estremo Oriente russo e quindi in Cina, attraverso la rotta orientale. Definito, a ragione, da Putin come “evento storico”, l’inaugurazione di questo gasdotto, per il quale l’accordo era stato raggiunto nel 2014, in contemporanea con la crisi ucraina e le sanzioni UE ed USA, segna davvero una svolta nei rapporti da la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese. Proprio in un momento in cui Donald Trump è ai ferri corti con Xi Jinping, anche a causa del recente sostegno verso Hong Kong ribadito tramite una mozione parlamentare, Putin si lancia quindi in quella fetta di mercato lasciata “scoperta” dagli americani. Non a caso, il presidente russo sta da tempo avendo colloqui formali anche con Kim Jong-Un, che, spera il leader russo, potrebbero portare un ulteriore vantaggio al suo Paese nel mercato orientale.

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Una strategia notevole messa in atto da Vladimir Putin, vista la difficoltà nel riallacciare i rapporti con l’Europa, a causa della diffidenza più che giustificata di quest’ultima, ampliata da casi clamorosi come la morte per avvelenamento da gas di un’ex spia russa che risiedeva in Inghilterra, oltre ai sospetti di interferenze di Mosca sulle elezioni in diversi Stati occidentali. In ogni caso, al netto delle strategie politiche presenti dietro questo accordo energetico con la Cina, si tratta di una grossa vittoria per Putin e per l’economia russa, che è stata incredibilmente capace di reagire alle sanzioni occidentali, tornando addirittura a crescere dopo soli tre anni da quando queste furono varate. Ora si aggiunge un ulteriore tassello in un settore che rappresenta già ¼ del PIL della Russia.

Giulio Negri

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