NUOVO CHIROGRAFO PER LA CREDIBILITA’ DELL’ISTITUTO OPERE RELIGIOSE (IOR)

PAPA FRANCESCO INSERISCE NELLO STATUTO NOVITA’ PER GESTIRE I BENI DELLA CHIESA

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Fa discutere per la sua “assoluta” novità, la decisione di Papa Francesco di nominare un revisore esterno con il compito di controllare le attività della banca vaticana.

La banca più famosa al mondo, affascinante anche per la sua segretezza è da anni nel ciclone di scandali mediatici che hanno imbarazzato non poco le gerarchie vaticane. Le inchieste più famose, che meritano di essere citate sono quelle di Gianluigi Nuzzi e di Emiliano Fittipaldi, giornalisti a cui va il merito di aver scoperchiato una collaudata scatola cinese in grado di coprire milioni di euro, insomma una sorta di paradiso fiscale avvallato, evidentemente, dall’egemonia di qualche membro della Chiesa. Tutto questo in chiara antitesi con il significato essenziale della banca vaticana, IOR, che vuol dire “Istituto Opere Religiose” e che rivela una dimensione evangelica con chiaro riferimento alla carità. Ma la realtà di questi ultimi anni, ci dimostra tutt’altro. Al di là degli scandali già noti, come il rapporto di collaborazione tra Marcinkus (responsabile dello Ior negli anni ‘80) e Michele Sindona (noto banchiere colluso con la Mafia e mandante dell’assassinio di Giorgio Ambrosoli), infatti, si aggiungerebbero i paradisi fiscali concessi dalla banca ad alcuni politici di rilievo e a qualche personaggio dello spettacolo.

Ma ad oggi sembra che qualcosa sia cambiata o per meglio dire si spera. Il primo a volerci vedere chiaro fu Benedetto XVI, attraverso politiche legislative volte ad una maggiore trasparenza. Fu lui stesso a volere l’economista Gotti Tedeschi “per ripulire lo Ior”, ma le successive dimissioni vanificarono tutti gli sforzi profusi.

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Per questo, la missione del nuovo Pontefice è quella di ridare credibilità a questo istituto (la cui sede è a Città del Vaticano) attraverso la riorganizzazione della struttura di cui riportiamo le principali novità previste nel nuovo Statuto e pubblicato insieme al Chirografo (una sorta di decreto) di Papa Francesco.

La prima novità riguarda il nuovo revisore esterno, che può essere una persona singola o una società, con il compito di «provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati all’istituto medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati ad opere di religione o di carità». Lo stesso revisore esterno, è nominato dalla commissione Cardinalizia su proposta del consiglio di Sovrintendenza ed il suo incarico si articola in tre esercizi consecutivi, rinnovabile una sola volta. Sparisce, dunque, la figura del Revisore interno. Un altro mutamento importante riguarda i quattro organi dello Ior: la commissione Cardinalizia, formata da 5 cardinali nominati dal Papa; il Consiglio di Sovrintendenza composto da sette membri (nel precedente Statuto del 1990 erano cinque); un prelato scelto dalla stessa Commissione Cardinalizia con durata di 5 anni e, infine, il direttore generale, che può essere incaricato a tempo determinato o indeterminato con 70 anni di età.

Al di là di ogni tecnicismo, tuttavia, si spera che ci possa essere un reale cambio di rotta da parte dello Ior soprattutto per ridare credibilità ad una Chiesa spesso coinvolta in questioni poco chiare.

(Foto da adnkronos.com - Si ringrazia)

Giuseppe Capano

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