NUOVE PREOCCUPAZIONI PER PAPA FRANCESCO

SECONDO ALCUNE INDISCREZIONI, IL VATICANO RISCHIEREBBE IL FALLIMENTO FINANZIARIO

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A quanto pare, i momenti di tensione e preoccupazione sembrano susseguirsi sempre più velocemente per il Santo Padre. Dopo i recenti scandali inerenti la sfera della Gendarmeria vaticana, fanno scalpore gli ultimi incresciosi avvenimenti sul profilo finanziario, che vedono lo sgretolamento della politica adottata da Francesco.

Come ben sappiamo, le scelti anti convenzionali del pontefice hanno portato numerosi malumori all’interno della Curia romana, tanto da esporre lo stesso Francesco ad una vera e propria gogna mediatica. Se da una parte Bergoglio riesce a scaldare i cuori della gente con gesti semplici e alla portata di tutti, dall’altra invece si registra una certa sofferenza dovuta ai tradimenti e agli intrighi di palazzo.

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Questa volta, a suscitare grande imbarazzo al Vaticano ci ha pensato nuovamente il giornalista d’inchiesta Gianluigi Nuzzi con il suo nuovo libro “Giudizio Universale” (edito da Chiarelettere). Nel saggio emerge un clamoroso retroscena, tanto grande da suscitare diverse polemiche nelle sacre mura. Secondo quanto emerso, pare che il Vaticano corra il rischio di default nel caso in cui i conti non dovessero rientrare entro il 2023. Il rischio del crack finanziario è il frutto degli ultimi scellerati investimenti condotti da manager interni alla curia.

Nel fare una panoramica generale, lo stesso Nuzzi mette in risalto la tragica situazione in cui versa Francesco da un po’ di tempo, in una sorta di similitudine con il suo predecessore Benedetto XVI. I dati fatti emergere dal giornalista tramite documenti segreti sono infatti il riflesso di una gestione finanziaria negativa; l’APSA (Amministrazione Finanziaria Sede Apostolica) ne è l’esempio lampante. Infatti, il 40% dello stesso istituto non produce reddito, fattore difficile da sostenere per qualunque finanza.

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Ovviamente, le personalità più in vista tra le mura vaticane non hanno tardato nel replicare usando anche un tono piuttosto acceso. A farsi portavoce è stato Mons. Galantino, presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, che in un’intervista ad Avvenire ha dichiarato: “Il Vaticano non rischia il crack e tanto meno il default, c’è solo l’esigenza di una spending review”.

Il clima non è dei migliori e le sfide che attendono il vescovo di Roma si preannunciano in salita. Riuscirà Francesco a riaffermare la sua politica di trasparenza?

Giuseppe Capano

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