NEONAZISTI POSITIVI AL COVID-19 LO USERANNO COME ARMA BIOLOGICA

L’allarme da una indagine dell’FBI che svela anche la diffusione delle fake news come strumento per screditare le democrazie

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La bomba sociale del Coronavirus, ormai si sa, non limita i propri danni agli effetti diretti, ma, anzi, causa effetti indiretti almeno paragonabili per portata: danni economici, panico, isolamento sociale, depressione, povertà, saturazione degli ospedali. Di fatto, il CoVid-19 sta creando lo scenario più simile ad una guerra che si sia visto nell’Occidente post-totalitarista. E, come è noto, proprio in questi scenari drammatici i gruppi e le ideologie estremiste trovano terreno fertile per propagarsi. In questa situazione, l’FBI ha investigato e si è vista costretta a lanciare un allarme agghiacciante: "I membri di gruppi estremisti che sono positivi sono stati incoraggiati a diffondere il virus nelle comunità israelitiche e tra gli agenti di polizia". Non è certo una novità, per gli schifosi (è il termine più educato che mi viene in mente, me lo si faccia passare) nazisti, quella di ricorrere alle armi biologiche per imporre la propria folle ideologia, e così, come ha riportato la polizia federale americana, in una serie di messaggi tra appartenenti ai gruppi estremisti si chiede di attaccare i poliziotti usando flaconi pieni di fluidi corporali o di frequentare luoghi di culto o di raduno, come mercati e uffici, per colpire le comunità ebraiche. Conoscendo la clamorosa contagiosità del virus, se anche solo qualche decina di quegli esseri indicibili dovesse riuscire a portare a termine tali operazioni, il danno potenziale sarebbe elevatissimo.

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C’è poi il problema, non da meno, della vera e propria inondazione di fake news che, in questi giorni di paura e confusione generali, vengono volutamente diffuse a macchia d’olio nel web dai suddetti, in modo da spingere sempre più persone a diffidare delle istituzioni democratiche, esaltando invece l’azione dei soliti noti soggetti totalitari. Ad esempio, su Facebook, il gruppo “StopEuropa”, vera e propria fabbrica di disinformazione (vi vengono pubblicati 120.000 post al giorno!) e vergognoso odio, ha superato in poche settimane gli 800.000 iscritti: praticamente, un’epidemia parallela. Per non parlare dei diffusissimi video di sedicenti medici o infermieri che affermano che esistano cure che ci terrebbero nascoste, catene Whatsapp piene di teorie del complotto, e chi più ne ha più ne metta. Mark Zuckerberg, proprietario della maggioranza dei social network mondiali, ha purtroppo già in passato dimostrato di essere praticamente il Ponzio Pilato del XXI secolo in tal senso. Mettendo, con tale negligenza, in pericolo la tenuta delle democrazie occidentali

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"Una fake news non è mai banale: è sensazionale, rilevante”, ha spiegato al quotidiano La Repubblica Roberto Nicoletti, professore di psicologia cognitiva a Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Bologna, “Chi la riceve ha la percezione di essere entrato in contatto con qualcosa che in pochi sanno e da lì scatta il desiderio di condividerla. In molte situazioni troviamo più semplice crederci e basta, perché risulta più economico da un punto di vista cognitivo: ci si risparmiano le ricerche e anche la messa in discussione delle proprie convinzioni". A dimostrazione del fatto che la minaccia contro la democrazia è tremendamente reale, qualcuno è già passato all’azione: Viktor Orban che, tramite imbrogli, corruzione e spietatezza è riuscito a comprimere le libertà civili nel suo paese come se fossero sardine in scatola. Il premier ungherese, inoltre, sta tentando, anche esplicitamente, di fare il “grande salto” di prendere al volo l’occasione fornitagli dal Coronavirus, ed instaurare definitivamente una dittatura in Ungheria. Infatti, una volta appreso che gli sarebbero stati assegnati poteri speciali per 90 giorni a causa dell’emergenza sanitaria, Orban è passato all’attacco, proponendo ufficialmente che questi pieni poteri siano estesi a tempo indeterminato (sic!), permettendogli di legiferare attraverso decreti che potranno modificare leggi in vigore e stabilire anche, “se necessario, una pausa forzata del Parlamento”. Fortunatamente, il semidittatore (ha già il potere giudiziario e l’informazione alle proprie dipendenze, oltre ad una stabile maggioranza a suo favore nel legislativo) e aspirante dittatore ungherese non dovrebbe, per ora, riuscire nel proprio intento: una simile assegnazione di poteri richiede l’approvazione anche da parte di un certo numero di deputati dell’opposizione, i quali, però, si sono in blocco dichiarati estremamente contrari. Tuttavia, il solo fatto che un premier abbia pensato che una cosa del genere potesse essere praticabile, è un campanello d’allarme troppo forte per essere ignorato ulteriormente.

Giulio Negri

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