NEONATA MORTA PER UN’IFEZIONE CONTRATTA IN OSPEDALE

IL POLICLINICO UMBERTO I DI ROMA SOTTO LA LENTE DELLA PROCURA

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Lo scorso dieci ottobre una bambina di quasi due mesi è morta nel reparto di terapia intensiva neonatale del policlinico di Roma a causa di un’infezione contratta proprio all’interno dell’ospedale, ma la notizia è stata resa nota solo pochi giorni fa dopo che i genitori della bimba hanno presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per omicidio colposo. La bambina era nata proprio nella struttura dell’Ospedale il ventidue agosto 2018 con un parto prematuro che si è concluso con un taglio cesareo. Secondo la versione dei genitori la piccola subito dopo la nascita era stata trasferita presso il reparto di terapia intensiva neonatale dello stesso Policlinico dove alcuni giorni dopo la neonata sembra aver contratto una brutta infezione. Nonostante sia stata sottoposta a diverse terapie e senza mai uscire dalla struttura ospedaliera il dieci ottobre purtroppo la piccola è deceduta. La Procura della Repubblica subito dopo aver ricevuto la denuncia-esposto da parte dei genitori ha avviato le indagini preliminari e si appresta a disporre anche una consulenza tecnica al fine di chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

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Dall’autopsia eseguita dalla direzione del Policlinico si evince che la neonata aveva contratto un’infezione da “serratiamarcescens”, un batterio causa di molte infezioni ospedaliere sia nei soggetti adulti che in quelli pediatrici. Fabio Mosca, direttore del più grande reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Italiana presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – Clinica Mangiagalli, ha dichiarato “senza entrare nello specifico del caso della bambina morta a Roma al Policlinico Umberto I è indispensabile comprendere che la prematurità è una malattia e che le difese immunitarie sono compromesse. I germi ci sono e non viviamo in un ambiente sterile, quindi è necessario guardare quanto avviene con attenzione,ma non con sospetto”.

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Il dottor Mosca ci tiene a sottolineare che in Italia, ad oggi, muoiono circa seicento bambini prematuri ogni anno ma, nonostante tutto la sopravvivenza rimane comunque alta anche tra i neonati sotto il chilo e mezzo di peso, raggiungendo una percentuale pari all’ottanta cinque per cento. “I genitori non devono perdere la fiducia per quello che si fa nei reparti, perché i livelli di cura sono molto alti e i risultati eccellenti”, con queste parole di speranza del dottor Mosca si cerca di andare avanti dopo una vicenda tragica come può essere la morte di un neonato.

Anna Di Fonzo

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