Moscovici avverte

"Tempi rapidi per procedura"

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Nella scelta dei tempi della procedura per debito nei confronti dell’Italia è "di gran lunga preferibile" propendere per la "rapidità". Lo sottolinea il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Bruxelles dopo il collegio dei commissari, rispondendo in merito alla possibilità che la decisione di passare agli stadi successivi della procedura possa essere rimandata a dopo l’estate. "La nostra porta - aggiunge il commissario - resta aperta per discutere con le autorità italiane. L’ho detto in italiano, in francese e ora in inglese. Questo non è cambiato: ho avuto un utile scambio con Giovanni Tria a Fukuoka al G20 dei ministri delle Finanze e non ho alcun dubbio che discuteremo ancora nei prossimi giorni".

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"Ricordiamo perché siamo a questo punto - prosegue - il debito pubblico italiano è salito al 132,2% del Pil nel 2018 ed è previsto raggiungere il 135% l’anno prossimo. Il debito dell’Italia è uno dei più alti del mondo. La spesa per interessi ammonta a 65 mld di euro l’anno, equivale alla spesa per l’educazione. Soldi che potrebbero essere investiti" in altri campi, più produttivi.

"Il debito elevato - aggiunge Moscovici - è una grande vulnerabilità per l’Italia ed è nell’interesse dell’Italia ridurlo. Per questo la Commissione insiste per ridurlo. E siamo molto seri su questo. Quindi, avanziamo con i passi procedurali necessari, né più né meno. Il Comitato Economico e Finanziario sostiene in pieno la conclusione della Commissione, che una procedura per debito è giustificata. Queste parole sono state ripetute dall’Efc. Ci aspettiamo che l’Eurogruppo prenda atto della situazione domani; stamani ne ho parlato con Mario Centeno", il presidente dell’Eurogruppo.

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La Commissione Europea, scandisce ancora Moscovici, "è pronta a prendere in considerazione ulteriori elementi che possono essere avanzati dall’Italia. Nel frattempo assicureremo che il Consiglio possa prendere le decisioni necessarie come previsto dal Trattato. Se menzionate la data di fine luglio (la scadenza entro la quale "di norma" il Consiglio deve decidere se avanzare con la procedura o meno, ndr), è una data che va articolata con quanto ho appena detto. A quale fase della procedura saremo in quel momento? Onestamente, penso che muoversi rapidamente sia di gran lunga preferibile".

In ogni caso, precisa ancora Moscovici, la Commissione Europea non esiterà ad applicare le "regole" nei confronti dell’Italia, se il nostro Paese non rispetterà i criteri previsti dai trattati. Ed è meglio per tutti che "nessuno" ne dubiti.

"Restiamo impegnati - afferma Moscovici - ad un’applicazione intelligente e flessibile delle regole di bilancio, perché è il modo in cui abbiamo agito per tutto il mandato, ma nessuno dovrebbe dubitare che applicheremo quelle regole, se i criteri non verranno rispettati, e se saremo fuori dalle regole e dalle flessibilità concesse, che sono sempre sul tavolo".

"Quindi - continua - ora chiaramente la palla è nel campo dell’Italia. Dobbiamo vedere un percorso credibile sia per il 2019 che per il 2020. Siamo pronti a tenere conto di qualsiasi nuovo elemento che l’Italia possa presentare, ma non perdiamo tempo", conclude.

FONTI UE

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Per evitare che la procedura per debito vada avanti già dal 9 luglio, data della riunione dell’Ecofin, l’Italia deve adottare "misure", visto che "nuovi dati non sono sufficienti per aspettare". Lo chiarisce un alto funzionario Ue. L’opinione del Comitato Economico e Finanziario approvata ieri invita appunto l’Italia "ad adottare le misure necessarie ad assicurare il rispetto delle disposizioni del patto di stabilità".

In presenza di "misure" adeguate, dunque, l’iter della procedura potrà essere messo in stand by, andando oltre il primo di agosto, che è la scadenza entro la quale il Consiglio, "di regola", deve decidere se passare agli stadi successivi. E’ quindi "possibile" guadagnare tempo, ma per questo servono "misure" e sta alla Commissione Europea fare una proposta in merito. Ora "la palla è nel campo della Commissione".

La discussione nel Comitato Economico e Finanziario (Efc) ieri sull’opinione ex articolo 126.4 del Tfue, in ogni caso, "non è stata affatto aggressiva. Tutti avevano un atteggiamento costruttivo". L’Efc ha chiesto all’Italia "di venire con idee aggiuntive per risolvere questo problema. Ora sta alla Commissione fare una proposta". E’ infine escluso che si riunisca un secondo Ecofin nel mese di luglio, dopo quello del 9.

(Fonte AdnKronos - Foto dal Web)

Redazione

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