Monito del governatore di Bankitalia

Di Maio: "Abbassamento cuneo fiscale è il mio obiettivo" - Mattarella alla Traviata: "Ricordo eccellente di Zeffirelli" - Salario minimo, il no degli artigiani

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Monito del governatore di Bankitalia

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"Se si alimenta la paura, che molti di noi possono avere, che alla fine la politica sia quella di distaccarci dall’Europa, i mercati la ascoltano e si assicurano contro questo rischio. Così sono vari punti base di tassi di interesse più alti che vengono richiesti". Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco a Venezia, intervistato nel corso del ’Tech Festival promosso da ’Il Foglio’.

Per Visco "va ridotta la sfiducia non inseguendo obiettivi dannosi, e va enfatizzata la capacità di crescita dell’economia attraverso investimenti pubblico-privati". "Ci vuole fiducia e capacità di programmazione - ha aggiunto -, non si può vivere sotto l’incubo del disavanzo che non asseconda la richiesta di stabilità dei mercati". Quanto all’eventualità di un pericolo inesigibilità del debito italiano, Visco ha detto che questo "e’ un rischio pari a zero".

Facendo poi notare che "abbiamo un debito pubblico molto alto", ha sottolineato: "Abbiamo sopperito a questo grazie all’accumulazione di ricchezza dal dopoguerra in poi e ancora adesso abbiamo una ricchezza delle famiglie più alta della media europea’’. ’’Dobbiamo valorizzare i punti di forza che abbiamo: la capacità di competere col resto del mondo e un debito privato di famiglie e imprese molto basso’’, ha quindi aggiunto. ’’Il debito pubblico ha bisogno di programmazione delle infrastrutture pubbliche, per stabilizzare l’economia di fronte a choc congiunturali. È una questione di composizione di spesa, quella per investimenti ha una capacità di rendimento molto più alta’’, ha affermato.

Di Maio: "Abbassamento cuneo fiscale è il mio obiettivo"

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"Spero di incontrarvi al prossimo vostro evento nazionale, in modo tale che in questo evento si possa finalmente festeggiare un primo abbassamento del cuneo fiscale in maniera strutturale e per tutti. Perché quello è il mio obiettivo da ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico nei prossimi mesi". Così il vicepremier Luigi Di Maio in un video messaggio inviato al Festival del lavoro dei consulenti del lavoro che si chiude oggi a Milano.

Di Maio ha poi assicurato che "nel decreto Crescita che sarà legge dal 29 di questo mese, c’è la copertura per i primi 4 mesi del Bonus Sud". "Quindi varrà dal 1° gennaio 2019 e abbiamo spostato al 20 maggio il termine per l’autoliquidazione Inail. Ringrazio Inail per averlo fatto in maniera repentina subito dopo le sollecitazioni che ci avete fatto. C’era un problema e nella fase attuativa abbiamo sottovalutato gli oneri per i professionisti e per le imprese", ha spiegato.

Mattarella alla Traviata: "Ricordo eccellente di Zeffirelli"

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"Tutto questo è stato un ricordo eccellente del maestro Zeffirelli, un modo di ricordarlo così come a lui sarebbe piaciuto". Così Sergio Mattarella, lasciando ieri sera l’Arena di Verona, dopo aver assistito alla rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi, ultimo allestimento curato da Franco Zeffirelli prima della sua scomparsa. "L’Arena di Verona - ha sottolineato il capo dello Stato - rende affascinante ogni rappresentazione, ma questa è stata un’esecuzione della Traviata di straordinaria bellezza, davvero di grande livello artistico. Sotto ogni profilo, dalla splendida direzione d’orchestra al soprano e agli altri cantanti, dal coro alle danze, alla scenografia magnifica". "E’ sempre un piacere venire e lo sarà anche tornare", ha concluso Mattarella.

Landini al governo: "Non siete Goldrake"

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Cgil, Cisl e Uil in piazza a Reggio Calabria per la manifestazione nazionale unitaria ’Ripartiamo dal Sud per unire il Paese’. Al corteo i segretari generali della Cgil, Maurizio Landini, della Cisl, Annamaria Furlan e della Uil, Carmelo Barbagallo.

LANDINI - "E’ necessario che il governo ascolti questo popolo e questa piazza e che discuta assieme a chi li rappresenta su come cambiare davvero il Paese" ha detto Landini. Per far ripartire il Sud, ha spiegato, "bisogna ripartire con un piano straordinario di investimenti. Creare lavoro è creare sviluppo vero che duri nel tempo. Basta campagne elettorali, ne abbiamo fin sopra ai capelli. I problemi non si sono risolti, la situazione è peggio di un anno fa". Poi, nel suo discorso che ha concluso la manifestazione unitaria dei sindacati, ha lanciato un messaggio al premier: "Conte non usi gli utili di Cassa depositi e prestiti e della Banca d’Italia per far quadrare i conti. Quei soldi servono per fare investimenti, creare lavoro e cambiare la politica economica del Paese". Il premier, ha ricordato Landini dal palco, "aveva detto che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo. Forse lo è per lui, ma nessuno se ne accorto. Rischiamo l’infrazione dalla Ue, è aumentata la povertà e le disuguaglianze non si sono ridotte".

Quanto al vicepremier Salvini, "chiude i porti ma intanto sono i giovani del Sud che se ne vanno dall’Italia. Le altre nazioni non hanno chiuso le frontiere. Usano l’intelligenza dei nostri giovani per far funzionare meglio i loro Paesi. Capisco che sia un ragionamento complesso, ma qualcuno glielo spieghi a Salvini che dobbiamo tenere le nostre intelligenze e che la vera sicurezza è quella sul lavoro e contro la malavita organizzata". Poi l’autonomia differenziata, che "è una bugia: non serve dividerci, perché già lo siamo fin troppo. Già oggi la sanità o l’università sono differenti" da Nord a Sud, ha rimarcato Landini. Duro l’attacco anche sul fronte fiscale: "Il condono ci ha rotto le scatole, le tasse devono essere pagate. In un Paese con la nostra evasione fiscale le tasse le paghiamo anche a chi non lo fa. Un ministro non dovrebbe fare condoni, dovrebbe lottare con noi". "Anche la flat tax non va bene - ha proseguito - perché le tasse sono alte per chi le paga: vanno abbassate ai lavoratori dipendenti e ai pensionati" e bisogna "colpire chi non le paga".

Giudizio negativo, inoltre, sullo sblocca cantieri: "Salvini deve combattere la malavita organizzata, il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro. Invece lo sblocca cantieri ci dice un’altra cosa, è un modo per alterare la concorrenza tra le imprese. E’ un modo per dire che bisogna essere furbi e non rispettare regole e leggi". Ancora, rivolto al governo: "Non possono pensare di essere Goldrake o Superman. Serve usare l’intelligenza collettiva, affrontando i problemi area per area. Si mettano in testa che non si cambia il Paese senza il mondo del lavoro o contro il mondo del lavoro - ha detto Landini nel discorso che ha concluso la manifestazione - Non permetteremo di portarci fuori dall’Europa, di farci tornare indietro e aumentare lo sfruttamento delle persone". L’esecutivo, ha aggiunto, "non ci porta da nessuna parte se non a sbattere ancora una volta. Quando le cose sono complicate come lo sono adesso, serve l’umiltà di non rimanere da soli".

A stretto giro il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha replicato sull’autonomia: "Manderò a Landini, che evidentemente non la conosce, una copia della proposta sull’autonomia che finalmente porterà merito e responsabilità anche ai politici del Sud. Sono sicuro che in un anno questo governo abbia fatto di più rispetto ai governi di sinistra che ci hanno preceduto per lavoratori e precari. Con la flat tax per famiglie, lavoratori e imprese faremo ancora di più”.

FURLAN - "Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto di giovani, giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d’Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al governo che non può̀ essere ignorato: l’Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno - ha detto Furlan al corteo di Reggio Calabria - Occorre una svolta negli investimenti pubblici e privati. Dobbiamo fermare la fuga dei giovani del Sud verso le altre regioni". "Questa di Reggio Calabria oggi è̀ una manifestazione imponente e storica, segna uno spartiacque. Il sindacato unisce il Paese", ha sottolineato ancora Furlan. La leader della Cisl ha poi lanciato un attacco all’esecutivo: "Per le morti sul lavoro il governo fa cassa con il decreto crescita, diminuendo i contributi Inail che servono per la sicurezza, la prevenzione e il risarcimento degli infortuni. Il governo fa cassa sulla sicurezza mentre ogni giorno gli incidenti sul lavoro sembrano un bollettino di guerra".

Dal palco della manifestazione Furlan ha scandito: "La realtà è che il Mezzogiorno è il grande assente nell’azione governo, è un fantasma", i politici "sono troppo impegnati a fare selfie e non una politica per il Paese. E il Mezzogiorno ha bisogno di un progetto serio, non di interventi spot". "Noi - ha aggiunto - non ci fermeremo fino a quando non saremo ascoltati. Siamo qui per mantenere la promessa e per dire ancora una volta che l’Italia è una e una sola. Dopo le grandi manifestazioni e le tante iniziative, ci siamo dati appuntamento a Reggio Calabria, luogo simbolo di un Sud che fatica ma ha una grande voglia di riscatto", ha continuato Furlan. "Siamo qui per ribadire che non si può più rinviare un radicale cambio di rotta delle politiche sul Mezzogiorno" dove "la gente attende da troppo tempo ma è oggi il nostro tempo e il Sud invece di essere al centro dell’agenda politica ed essere priorità assoluta, continua ad essere dimenticato", ha detto la leader Cisl.

Quanto al salario minimo ha ribadito che "non serve a far ripartire il lavoro". "Con la contrattazione copriamo l’85% dei lavoratori. Estendiamola e abbassiamo le tasse su lavoro", ha suggerito. Poi minibot, Rdc e flat tax. "Il governo riconosca di aver sbagliato e corregga una rotta che nega crescita e lavoro. Altro che inventarsene una al giorno come i minibot, che servono a giocare a Monopoli con mia nipote, non a creare lavoro" ha rimarcato. E "se qualcuno ha pensato di risolvere il problema del lavoro con il reddito di cittadinanza ha sbagliato. Il lavoro prima di essere distribuito deve essere creato. L’unica percentuale che aumenta è quella dei poveri. I giovani disoccupati del Sud non vogliono un assegno caritatevole, non un sussidio ma un lavoro vero e stabile. Questa è crescita", ha aggiunto. Ancora, la flat tax, che "è iniqua, avvantaggia per definizione chi ha di più. E’ sbagliata perché per aumentare i consumi bisogna aumentare i salari e creare lavoro". Il governo "non inventi qualcosa di diverso, pensi invece come rendere le buste paga e le pensioni più pesanti. La flat tax penalizzerebbe anche il Sud. Possibile che non si rendano conto che è nel Mezzogiorno che ci sono le maggiori potenzialità inespresse?", ha scandito Furlan.

BARBAGALLO - Dal palco della manifestazione Barbagallo ha parlato dell’autonomia differenziata che "èl’immondizia che vogliono proporre al Paese. Noi non ci stiamo, noi vogliamo riunirlo il Paese". Giudizio negativo anche sul salario minimo per legge: "Farà abbassare le retribuzioni perché non è comprensivo delle voci che le compongono. Invece di aiutarci nella lotta contro il lavoro nero, vanno a fare una nuova leggina che dovranno modificare ogni 3 anni". Quindi un chiaro messaggio al governo: "Se non ci convoca, sarà lui a farci andare avanti nella lotta. Andremo avanti con gli scioperi, non ci fermeranno. Cgil, Cisl e Uil devono stare assieme, unitari, non devono dividersi. Noi dobbiamo andare avanti, dobbiamo dire al Paese che queste sono le forze sane".

SALVINI - "Entro luglio - ha annunciato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini - inviterò i sindacati al Viminale, con altri rappresentanti del lavoro, del commercio, dell’impresa e dell’agricoltura per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica".

Salario minimo, il no degli artigiani

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"Salario minimo orario a 9 euro lordi per legge? No grazie. Già oggi nei principali contratti nazionali di lavoro dell’artigianato, che presentano i livelli retributivi tra i più bassi fra tutti i settori economici presenti nel Paese, le soglie minime orarie lorde complessive sono comunque superiori alla proposta di legge del Movimento 5 Stelle". E’ quanto sostiene l’Ufficio studi della Cgia, nel far presente come "la materia contrattuale sia molto complessa ed è estremamente riduttivo analizzarne solo ed esclusivamente la retribuzione oraria lorda".

"Quando le parti sociali rinnovano un contratto di lavoro – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - nello stabilire gli aspetti strettamente retributivi si tengono in considerazione anche gli altri istituti che non hanno un impatto diretto sulla busta paga, ma sono altrettanto importanti, poiché vanno a comporre il cosiddetto salario differito. Ci riferiamo alle festività, ai permessi, alle malattie, alla maternità, alla formazione. Se, inoltre, teniamo conto anche degli straordinari, del Tfr, della tredicesima/quattordicesima mensilità e, ove esistono, del welfare aziendale e dei contratti integrativi territoriali, già oggi il salario minimo orario dei lavoratori interessati dai contratti collettivi nazionali è nettamente superiore ai 9 euro lordi chiesti dai 5 stelle".

Nonostante ciò, sostiene la Cgia, "se la proposta sostenuta dal ministro Di Maio diventasse legge, l’aggravio di costo in capo alle imprese artigiane sarebbe di almeno 1,5 miliardi di euro all’anno. Una penalizzazione che colpirebbe un settore che assieme alle piccole imprese e al mondo delle partite Iva, è attualmente l’unico in grado di creare nuovi posti di lavoro".

“Tale costo aggiuntivo – afferma il segretario della Cgia Renato Mason - è comunque sottostimato in quanto non tiene conto dell’effetto trascinamento che l’introduzione del salario minimo per legge avrebbe nei confronti dei livelli retributivi che oggi si trovano sopra i 9 euro lordi. Appare evidente che, se si ritocca all’insù la retribuzione per i livelli più bassi, la medesima operazione dovrà essere effettuata anche per gli inquadramenti immediatamente superiori. Diversamente, molti lavoratori si vedrebbero ridurre o addirittura azzerare il differenziale salariale con i colleghi assunti con livelli inferiori, pur essendo chiamati a svolgere mansioni superiori a questi ultimi", aggiunge Mason.

Oltre a ciò, l’Ufficio studi della Cgia segnala che "l’introduzione del salario minimo per legge avrebbe delle conseguenze molto negative per le aziende artigiane ubicate nelle aree economiche più arretrate del Paese che, per ragioni storiche e culturali, non applicano compiutamente i contratti nazionali. Probabilmente, l’aumento dei costi salariali in capo alle aziende spingerebbe molte realtà produttive a licenziare i beneficiari di questo provvedimento di legge, facendo così aumentare l’esercito dei lavoratori in nero".

"In alternativa alla proposta dei 5Stelle - conclude l’analisi dell’associazione - quale soluzione si potrebbe avanzare per rendere le buste paga degli impiegati e degli operai più pesanti? Su questo non abbiamo alcun dubbio: è necessario ridurre il cuneo fiscale, in particolar modo la componente fiscale in capo ai lavoratori dipendenti. Una proposta molto semplice e auspicata anche da molti esponenti di Governo. Tuttavia, pare difficilmente praticabile: quando a dover ’pagare il conto’ è chiamato il fisco, nel nostro Paese è estremamente difficile passare dalle parole ai fatti".

Redazione

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