Minibot della discordia

Pensioni, ok a maxi scivolo - Come funziona il salario minimo - Zingaretti cerca unità - "Genitorialità non è diritto assoluto"

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Minibot della discordia

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Conti, manovra, minibot, le questioni economiche continuano ad infiammare il confronto politico. In attesa del vertice di domani tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per fare il punto sull’agenda economica, si alza la tensione nella maggioranza, con il botta e risposta fra il leader leghista e il titolare del Mef. "Una manovra trumpiana implica avere il dollaro, e noi abbiamo l’euro" ha detto oggi Tria, a margine di un incontro con gli investitori a Londra, secondo quanto confermato dal suo portavoce. Ieri era stato Salvini, a rispondere "Why not..." a chi gli chiedeva se la prossima manovra finanziaria potrebbe ’trumpiana’.

A parte questo, ha sottolineato il titolare del Mef, "la nostra manovra è quella che abbiamo deciso e approvato basata su una politica fiscale prudente, ma compatibile con la necessità di crescere di più". I minibot, ha rilevato ancora Tria, sono una misura "illegale e non necessaria" e "non sono nell’agenda del ministero del Tesoro, a parte il fatto che non ne abbiamo bisogno per risolvere il problema dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, visto che questo debito è diminuito". Per Tria, comunque, "non esiste un problema di rischio Italia, il vero problema italiano è che negli ultimi 10 anni lo scarto di crescita economica rispetto alla media Eurozona è dell’1%, pesano adesso i rischi che derivano dal contesto globale. Per questo è importante avere in Italia lo spazio per investimenti dato il divario rispetto alle necessità in termini di infrastrutture di qualsiasi tipo".

Salvini però, entrando all’assemblea di Confartigianato, ha ribadito che i minibot "non sono solo nel contratto di governo, ma sono anche stati votati dalla Camera dei deputati, sono uno strumento per pagare i debiti della pubblica amministrazione. Se qualcuno ha uno strumento più intelligente bene, altrimenti si va avanti con quello". Pronta la replica di Tria: a Salvini sui minibot "non ho niente da rispondere. La mia risposta è che non ne abbiamo bisogno, per il semplice motivo che il debito della Pubblica amministrazione con i fornitori si è ridotto" a un livello poco più che fisiologico. "La P.A. paga nei tempi previsti, anzi, mi augurerei che il settore privato pagasse negli stessi tempi" del settore pubblico. "Siamo in grado di pagare i nostri debitori - ha aggiunto - quindi non ho bisogno di trovare misure alternative". Il ministro ha ricordato che lo stock di debito verso le imprese "si è ridotto di molto. Certo la P.a. paga in modo diseguale" ma laddove i tempi non vengono rispettati "non è per mancanza di fondi ma per problemi amministrativi".

A stretto giro Claudio Borghi, deputato della Lega, a ’Un giorno da pecora’ ha commentato: "Per Tria minibot pericolosi e illegali? Ci vuole una grande pazienza, non so perché la pensi così, quando potremo fare una riunione gli spiegheremo che non è così. Il ministro dell’Economia deve fare quel che il programma di governo, che lui ha visto e sottoscritto, dice". Tria ha stroncato senza appello i minibot. "Perché non li ha ancora capiti. Non sono illegali, perché nessuno è obbligato ad accettarli. Gli faremo cambiare idea". Entro quando si faranno i minibot? "L’idea sarebbe farli con la Legge di Bilancio, entro l’anno, per poi farli entrare in vigore nel 2020". Da quale mese del prossimo anno? "Direi l’estate del 2020". Lei si farebbe pagare il suo stipendio in minibot? "Si, assolutamente. Se ci fossero, volentierissimo", ha concluso Borghi a Rai Radio1.

Senza citare i minibot, Luigi Di Maio, in un passaggio del suo intervento a Confartigianato, ha ribadito che “l’obiettivo è pagare i crediti della pubblica amministrazione. Su questo c’è un dibattito in questi giorni che è partito dal Parlamento. Io non mi affeziono ai nomi o ai termini ma è chiaro che bisogna pagare i debiti dello Stato altrimenti lo Stato non ha nessuna credibilità per poi chiedere agli imprenditori e ai cittadini”. “Da quest’anno - ha aggiunto - c’è una sezione apposita del fondo di garanzia che dice, per gli imprenditori che hanno credito con la Pa, che noi interveniamo a sostegno e non li mandiamo per aria con i prestiti bancari scoperti o con altri strumenti che purtroppo causano la chiusura delle imprese”.

A FINE MESE NUOVE STIME DEFICIT - Sul fronte dei conti pubblici, dove pende la scure di una procedura europea, oggi Tria ha spiegato che a fine mese con la Legge di assestamento arriveranno le stime riviste sul deficit italiano al 2,2-2,1% del Pil. "Nel 2019 il deficit sarà più basso del 2,4% fissato nel Documento di economia e finanza e sarà al 2,2- 2,1% del Pil, più probabilmente 2,1%", ha detto, aggiungendo che questa revisione è resa possibile sulla base "di entrate aggiuntive che abbiamo già e qualcosa di addizionali, ulteriori risparmi nel secondo semestre". Stime messe nero su bianco sul provvedimento delle prossime settimane accanto a un impegno del governo a rispettare gli obiettivi di finanza pubblica. "Si tratta di passare da una politica di contenimento del deficit basata sull’incremento delle tasse ad una politica di contenimento del deficit basata sul contenimento della spesa corrente", ha spiegato Tria. Nessuna manovra di shock fiscale in stile Trump quindi all’orizzonte per l’Italia.

MATTARELLA - In un passaggio del suo saluto all’assemblea di Confartigianato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato che "assicurare la solidità dei conti è essenziale per la tutela del risparmio e l’accesso al credito, per sostenere l’economia reale e lo sviluppo di nuovi progetti per la valorizzazione dei nostri territori, per creare lavoro di qualità e una crescita inclusiva". "In un contesto di persistenza di rischi e di incertezza, anche a livello internazionale, serve una visione chiara del futuro e uno sforzo condiviso per rilanciare la fiducia e gli investimenti - ha aggiunto il capo dello Stato - Infrastrutture, materiali e immateriali, conoscenza e formazione, come pure le connessioni - indispensabili nell’economia digitale - sono cruciali per sostenere la competitività e consentire anche alle piccole imprese e agli artigiani, pilastro della nostra economia e della nostra tradizione, di sviluppare metodi produttivi innovativi e accedere a nuovi mercati".

Ai cronisti che gli chiedevano di commentare le parole di Mattarella sulla necessità di "assicurare la solidità conti", Salvini ha risposto: "I conti sono in disordine perché abbiamo applicato per troppi anni le regole della precarietà e dell’austerità e dei tagli imposti dall’Europa". Per il leader della Lega "il debito è cresciuto di 650 miliardi in 10 anni, per far diminuire il debito occorre che gli italiani lavorino e gli italiani lavorano di più e meglio se le imprese pagano meno tasse".

Pensioni, ok a maxi scivolo

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In pensione con 5 anni di scivolo, ma solo per chi ha maturato il diritto alla pensione di vecchiaia e il requisito minimo contributivo. La misura è contenuta in un emendamento al decreto legge crescita, approvato dalla commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che nella notte hanno approvato il provvedimento. La proposta di modifica era stata presentata nei giorni scorsi ma prevedeva la possibilità ’’per i lavoratori che si trovino a non più di 84 mesi dal conseguimento della pensione’’, cioè 7 anni, di vedersi riconosciuto un’indennità ’’commisurata al trattamento pensionistico lordo’’ maturato al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

La norma approvata consente, invece, di andare in pensione ai ’’lavoratori che si trovino a non più di 60 mesi dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia, che abbiano maturato il requisito minimo contributivo’’. La possibilità di andare di lasciare il lavoro con 5 anni di anticipo rientra nel ’contratto di espansione’ e interessa le imprese con un organico superiore a 1.000 unità, che intendono avviare processi di reindustrializzazione e riorganizzazione.
La misura, in via sperimentale per gli anni 2019 e 2020, riguarda le aziende impegnate in ’’una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico delle attività’’. Per rispondere all’esigenza di ’’modificare le competenze professionali in organico’’ sarà possibile procedere all’assunzione di nuove professionalità e, allo stesso tempo, riconoscere un’indennità di prepensionamento ai lavoratori che avrebbero dovuto aspettare ancora 5 anni.

Come funziona il salario minimo

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(Federica Mochi) - L’Ocse lo boccia: "Non è la soluzione al mercato del lavoro italiano ed è solo mediamente efficace contro la povertà e la povertà lavorativa". Di Maio, invece, accelera: "Va fatto subito". Il salario minimo, misura bandiera del Movimento Cinque Stelle, è considerato dal vicepremier grillino "il prossimo passo" per "restituire dignità a circa 3 milioni di lavoratori sottopagati. Ma come funziona e chi potrebbe usufruirne?

COS’E’ E COME FUNZIONA - Per salario minimo orario si intende la più bassa remunerazione o paga oraria, giornaliera o mensile che i datori di lavoro devono per legge corrispondere ai propri lavoratori dipendenti impiegati e operai. Attualmente un disegno di legge a firma Movimento Cinque Stelle è in discussione in commissione Lavoro al Senato e ha l’obiettivo di fissare un tetto minimo di 9 euro "al lordo degli oneri contributivi e previdenziali" alla paga oraria per aiutare alcune categorie di lavoratori, in particolare i cosiddetti working poors, i lavoratori poveri che vivono al di sotto della soglia di povertà.

Tra i punti fondamentali del provvedimento grillino si prevede "una definizione certa, uguale per tutti i rapporti di lavoro subordinato, e cogente del trattamento economico che integra la previsione costituzionale della retribuzione proporzionata e sufficiente, attraverso l’obbligo che non sia inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali più rappresentative".

A CHI SPETTEREBBE - Il salario minimo interesserebbe la categoria dei working poors, ossia tutte le categorie come "giardinieri, camerieri, autisti, pizzaioli, guardie notturne, centralinisti" che ad oggi hanno minimi contrattuali inferiori ai 9 euro lordi, la soglia indicata nella proposta di legge grillina. Per l’Istat la platea degli interessati sarebbe di circa 3 milioni di persone per un incremento medio annuo di retribuzione di 1.000-1.073 euro. La platea degli interessati al netto degli apprendisti scende invece a 2,4 milioni.

IN ITALIA - In Italia esistono pensioni minime, mentre il salario minimo non è previsto da leggi nazionali. Sono infatti i singoli Ccnl a stabilire lo stipendio che il datore di lavoro è tenuto a rispettare.

NEGLI ALTRI PAESI - Introdotte per la prima volta in Nuova Zelanda, Australia e Regno Unito, le leggi sul salario minimo sono state via via adottate in altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti. Nell’Unione Europea sono 22 gli Stati che hanno leggi sul salario minimo che non è però previsto in Danimarca, Italia, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia. In questi Paesi, nonché in Islanda, Norvegia e Svizzera, le retribuzioni minime sono fissate tramite contrattazione collettiva per una serie di settori specifici.

Nel gennaio 2018 (fonte Eurostat), l’entità delle retribuzioni minime negli Stati membri dell’Ue variava tra un minimo di 261 euro (Bulgaria) e un massimo di 1.999 euro al mese (Lussemburgo). In Bulgaria, Lituania, Romania, Lettonia, Ungheria, Croazia, Repubblica ceca e Slovacchia le retribuzioni minime sono inferiori ai 500 euro al mese.

Le retribuzioni minime superiori ai 500 euro ma inferiori ai mille al mese riguardano invece Estonia, Polonia, Portogallo, Grecia, Malta, Slovenia e Spagna. Nel Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda e Lussemburgo il salario minimo varia tra i 1.000 e i 1.999 euro.

Zingaretti cerca unità

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"Sento su di me la responsabilità di proporre un intervento per ricostruire tra di noi un clima di fiducia per lavorare, pur nelle differenze, dentro uno spirito unitario che ci permetta di combattere le nostre battaglie". Lo aveva detto alla vigilia, lo ha ribadito nel corso del suo intervento. In una Direzione Pd dal clima incandescente, Nicola Zingaretti lancia ancora una volta un appello all’unità, cercando di spegnere l’incendio che si è acceso nelle file della minoranza dem. "Non faccio appelli ai buoni sentimenti tra noi - spiega il segretario - ma ragioniamo sulla linea politica per un terreno comune di ricerca, elaborazione, confronto e iniziativa".

"Sulla segreteria - rassicura il numero uno dem dopo la pioggia di critiche - non c’è stata nessuna volontà di esclusione, abbiamo valutato che non esistevano le condizioni politiche per un pieno coinvolgimento nella gestione esecutiva del partito". Ma da "ora - spiega ancora - ci saranno i Forum, i Dipartimenti, le iniziative", e per questo "ho indicato una strada, un processo che richiederà scelte e in questo processo dobbiamo trovare il modo per confrontarci e lavorare: nessun appello generico o accordo sotto banco ma un invito a tutti a metterci in cammino e combattere". In ogni caso, "non dobbiamo affossare i primi segnali di ripresa ma evitare uno scatto tra il sentimento diffuso della nostra gente, improntato alla speranza e a combattere, e l’astrattezza del dibattito nel nostro gruppo dirigente". Il Pd, insomma, deve concentrare "la sua azione tutta all’esterno, dove si sta determinando una situazione di pericolo per scelte che scassano i conti e preparano il collasso economico e una incrinatura istituzionale e democratica dell’Italia". "Apriamo un grande confronto con gli italiani, parliamo con le persone per costruire insieme in piano per l’Italia", l’incitamento; "Proporremo in 100 comuni incontri e eventi, il Pd incontra la città, per farci vedere non solo in campagna elettorale ma nel cimento della costruzione di una diversa idea dell’Italia", il piano del segretario del Pd.

Poi il doloroso capitolo del caos Procure, che vede coinvolto il deputato dem Luca Lotti, auto sospesosi dal partito: "Il Pd - afferma Zingaretti - ha ribadito il principio garantista per cui prevale il principio di innocenza, che ogni tentativo di processo sommario va respinto e al tempo stesso ribadito che mai il partito ha dato il compito di occuparsi di assetti degli uffici giudiziari". Il segretario ha quindi ringraziato Lotti per la sua scelta "di auto sospendersi per preservare la battaglia del partito" e ha tra l’altro ribadito il fatto che "la politica può interloquire ma non può interferire con il funzionamento del Csm". Sulle vicende del Csm, dice, "vogliamo fare la nostra parte, serve una nuova legge elettorale che limiti il peso delle correnti, assicuri trasparenza alla rappresentanza" con, tra l’altro, "un meccanismo che selezioni un numero di candidati superiore agli eleggibili".

Dalle Procure si passa poi ai possibili alleati: "Alle forze liberali che guardano al Pd "dico bene, è questo il momento di battere un colpo", mentre "agli elettori M5s che hanno sostenuto liste civiche e che decidono di riorganizzarsi dico, noi siamo qui, disponibili ad aprire un cantiere. Sento parlare di nuove ipotesi di nuovi soggetti - spiega -, non ci sottraiamo ma stiamo attenti che sia una affiliazione di gruppi dirigenti che si dividono il consenso che già c’è. Per tutti c’è il problema del radicamento e di non dividere il campo dell’unica forza democratica che combatte".

Più che alle divisioni, il segretario dem invita quindi a guardare al governo, con il M5S "allo stato confusionale di crisi, sancito e affermato dalla sua totale subalternità" alla Lega e "non credo che abbia gli strumenti, il gruppo dirigente, e forza per invertire la rotta". Il "dominus del campo avverso" per Zingaretti è dunque "la destra di Salvini, ancor più dopo la visita negli Stati Uniti". Una destra, sottolinea, "peggiore del peronismo".

La direzione Pd, si apprende da fonti dem, si è poi conclusa senza un voto sulla relazione del segretario.

"Genitorialità non è diritto assoluto"

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"Non esiste un diritto assoluto alla genitorialità: l’unico ’faro’ è il supremo interesse del minore". E’ quanto ha sottolineato l’Avvocatura dello Stato attraverso Gabriella Palmieri, intervenendo al palazzo della Consulta davanti ai giudici della Corte Costituzionale, a proposito del divieto previsto dalla legge 40 del 2004 che esclude le coppie composte da soggetti dello stesso sesso dall’accesso alle tecniche per la procreazione medicalmente assistita.

La questione - sulla quale ha relazionato il giudice costituzionale Franco Modugno - è stata sollevata dai tribunali di Pordenone e di Bolzano, in merito alla vicenda di due donne che volevano ricorrere, anche per loro particolari patologie mediche, alla fecondazione assistita. Palmieri, pur riconoscendo "risvolti personali delicati", ha richiamato l’esigenza di attenersi a "una impostazione strettamente giuridica" e ha sottolineato che la legge ha posto "punti fermi" sul tema e soprattutto che "il ruolo del legislatore è fondamentale". Più in particolare, l’Avvocato dello Stato ha ricordato che "non tutto ciò che la scienza e la tecnica consentono diventa diritto, c’è sempre una scelta che viene democraticamente affidata dal sistema al legislatore". Nel caso della genitorialità, poi, Palmieri ha ribadito che "la prospettiva giuridica non è adulto-centrica: i genitori non hanno diritti ma doveri verso i figli".

Dal loro canto, i legali rappresentanti della coppia gay, Maria Antonia Pili e Alexander Schuster, hanno sostenuto davanti ai giudici della Corte Costituzionale che la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita "è ’traballante’ su alcuni diritti fondamentali come quello alla procreazione" imponendo di fatto "un doppio divieto: alla coppia di donne ma anche alla donna single, sia per la fecondazione assistita sia per l’adozione, facendo emergere un impianto discriminatorio". L’avvocato Pili ha invocato da parte della Consulta "un atteggiamento illuminante, come dimostrato anche in tante sentenze precedenti che hanno anticipato il legislatore, avendo come ’faro’ la Costituzione". In particolare, "la questione in discussione sarebbe facilmente risolvibile dichiarando la incostituzionalità della legge solo riguardo a due parole scritte nell’articolo 5 della legge 40 del 2004, lì dove aggiunge ’sesso diverso’ ai requisiti previsti".

La norma afferma infatti che "possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni, di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi". Per il legale della coppia gay, "qui si parla di diritto vivente, di famiglie esistenti, che sarebbero costrette ad andare all’estero per vedere riconosciuto un loro diritto". La Consulta ha escluso dalla seduta gli intervenienti ’ad adiuvandum’ Avvocatura per i diritti Lgbti, Associazione Radicale Certi Diritti e Associazione ’Luca Coscioni’.

Redazione

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