Merkel ad Auschwitz per la prima volta

Iran, al-Jubeir: "Rivolte? popolo stanco soldi spesi per sostegno a terrorismo" - Florida, sparatoria in base Marina

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Merkel ad Auschwitz per la prima volta

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Angela Merkel per la prima volta in visita nell’ex campo di concentramento di Auschwitz. La cancelliera tedesca è arrivata in occasione del decimo anniversario della Fondazione Auschwitz-Birkenau, che ha il compito di gestire e preservare il sito di cui la Germania è il principale finanziatore. Merkel ha raggiunto il campo assieme al presidente polacco Mateusz Morawiecki, attraversando il cancello sovrastato dalla scritta ’Arbeit macht frei’.

I due hanno deposto una corona di fiori composta di rose dei colori nazionali di Germania e Polonia davanti al Muro della Morte, dove vennero fucilati migliaia di prigionieri, osservando un minuto di silenzio.

Non ci sarà alcuna tolleranza di fronte all’antisemitismo, in Germania e in Europa, ha dichiarato la cancelliera. Prendendo la parola, ha espresso "profonda vergogna" per le atrocità commesse dalla Germania e sottolineato la necessità di preservare la memoria di ciò che accadde, anche se l’orrore di quei crimini lascia privi di parole. Il silenzio non è la risposta, ha proseguito mettendo l’accento sul fatto che ad essere colpevoli furono i tedeschi. I responsabili devono essere identificati chiaramente:. "Lo dobbiamo alle vittime e a noi stessi".

Oltre un milione di persone morì nel campo prima della liberazione, nel gennaio 1945, ad opera delle truppe sovietiche. Il governo federale tedesco e i 16 Land hanno pianificato un contributo aggiuntivo per la Fondazione di 60 milioni di euro.

Iran, al-Jubeir: "Rivolte? popolo stanco soldi spesi per sostegno a terrorismo"

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L’aumento del prezzo della benzina alla base dei recenti disordini in Iran è legato alla volontà di Teheran di "finanziare le sue politiche distruttive" proseguendo una strategia che va avanti fin dalla rivoluzione dell’ayatollah Ruhollah Khomeini. Lo afferma in un’intervista ad Aki-Adnkronos International il ministro di Stato saudita per gli Affari Esteri, Adel bin Ahmed al-Jubeir, commentando le tensioni nella Repubblica islamica che hanno causato, secondo Amnesty International, almeno 208 morti.

"Teheran sta usando le sue risorse per sostenere il terrorismo, per provare a sviluppare armi nucleari, per costruire missili balistici da consegnare poi ai gruppi terroristici e questo a svantaggio del benessere della sua popolazione - sostiene al-Jubeir - A un certo punto il popolo ne ha avuto abbastanza e questa (i disordini, ndr) è stata la reazione al suo malessere".

Un dialogo con la Repubblica islamica è possibile solo se "cambiano le sue politiche", prosegue, indicando la necessità che il governo di Teheran modifichi il suo comportamento.

"Abbiamo provato ad avere un dialogo con l’Iran fin dalla rivoluzione di Khomeini, abbiamo mostrato segnali di amicizia ed in cambio abbiamo ricevuto distruzione", sostiene al-Jubeir, sottolineando che "l’Iran ha assaltato le ambasciate saudite, ha compiuto attacchi terroristici contro il mio Paese e il resto della regione e sta provando ad alimentare la divisione settaria. Più di recente l’Iran è stata responsabile di attacchi contro infrastrutture petrolifere (della Saudi Aramco, ndr) e questi attacchi non sono stati solo contro l’Arabia Saudita, ma contro tutto il mondo". Secondo al-Jubeir, infatti, a causa dello stop della produzione petrolifera e del conseguente aumento dei prezzi "ogni essere umano nel mondo è stato colpito da quello che l’Iran ha fatto".

"Se l’Iran vuole un dialogo con noi deve comportarsi come un Paese normale, deve rispettare il diritto internazionale e il principio di non interferenza negli affari interni degli altri Stati", conclude.

Florida, sparatoria in base Marina

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Sono tre le persone rimaste uccise nella sparatoria nella base della Marina a Pensacola, in Florida, a cui si aggiunge la morte dell’aggressore ucciso dalla polizia. Al momento non sono stati resi noti dettagli sull’identità delle vittime - non è chiaro se siano militari o civili - e dell’uomo che ha aperto il fuoco poco prima delle sette del mattino in un edificio dove vi sono le aule di lezione.

Subito dopo l’attacco, l’intera Naval Air Station di Pensacola è stata posta in "lockdown" con la chiusura di tutti gli accessi. Circa un’ora dopo l’ufficio dello sceriffo della contea di Escambia ha annunciato l’uccisione dell’aggressore. Due dei feriti, non in pericolo di vita, sono vice sceriffi di questa contea. L’ospedale Baptist Health Care ha ricoverato otto feriti della sparatoria, ma non ha fornito informazioni sulle loro condizioni.

Oltre alla polizia locale, è intervenuta nella base l’Fbi, sia dell’ufficio di Pensacola che di Jacksonville e Mobile, in Alabama. La base aerea della Marina ospita oltre 16mila militari e 7.400 civili e vi abitano molte famiglie dei militari. Appena due giorni fa in un’altra base della Marina, a Pearl Harbor nella Hawaii, un militare ha ucciso due dipendenti civili e ne ha ferito un altro prima di suicidarsi.

Redazione

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