Mattarella: "Serve riesame del Patto di Stabilità"

Gentiloni- Castelli (M5S)- Franceschini- Meeting dissidenti M5S, Barillari - Salvini

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Mattarella: "Serve riesame del Patto di Stabilità"

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"Coesione e crescita sono gli obiettivi ai quali guardare e il necessario riesame delle regole del Patto di Stabilità può contribuire a una nuova fase, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio al forum Ambrosetti a Cernobbio.

All’Unione europea "serve, in particolare, una stretta cooperazione tra istituzioni e paesi per rilanciare l’integrazione, completare il mercato unico e rafforzare il pilastro sociale", ha detto ancora il capo dello Stato aggiungendo: nella riaffermazione di un "multilateralismo" europeo fondato su regole condivise, l’Italia "è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano, partecipando con convinzione è responsabilità a un progetto europeo lungimirante, sostenibile ed equilibrato, dal punto di vista ambientale, sociale e territoriale". E ha auspicato che "il sistema economico-finanziario colga l’occasione di fornire il suo contributo a questa fase di rinnovamento del progetto europeo".

"Unitamente al rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche, utili ad accompagnare le trasformazioni produttive e del lavoro, vanno fatti passi avanti per una fiscalità europea che elimini forme di distorsione concorrenziale e affronti, invece, il tema della tassazione delle grandi imprese multinazionali, per un sistema equo e corretto", ha sottolineato poi.

Concorda con il presidente Mattarella il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, anche lui presente al forum Ambrosetti. "Il patto per la crescita che ho proposto, e che credo sia molto vicino a quello che ha proposto il presidente Mattarella - ha spiegato Le Maire -, è basato su tre pilastri: rispettare le regole europee e abbassare il debito pubblico dove necessario, introdurre riforme per aumentare la produttività e la competitività e attrarre più investimenti".

Gentiloni: "In Ue non servono pugni sul tavolo, ma serietà"

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(Laura Valentini) - "Siamo in una fase cruciale per l’Europa: si discuterà il rilancio della crescita, la sua qualità, sociale e ambientale, il futuro del lavoro e dell’innovazione tecnologica. L’Italia non può rimanere alla finestra, tanto meno essere fuori della porta". Paolo Gentiloni, designato Commissario Ue per l’Italia, lo afferma, parlando a margine del Premio Gian Piero Orsello al Castello di Santa Severa a Santa Marinella. "Credo - sottolinea - che abbiamo tutto il diritto e il dovere di svolgere il ruolo che ci spetta: la nostra storia , la nostra cultura, la nostra economia sono assolutamente decisive per l’Unione europea".

"Penso che l’Italia avrà il ruolo che merita, cioè un ruolo importante". Gentiloni risponde così alla domanda su quale sarà la propria area di competenza, sottolineando che "’importante’ nella Commissione Ue molto spesso coincide con l’ambito economico".

In Europa si viene ascoltati se si impone il proprio punto di vista con serietà, non certo battendo i pugni sul tavolo: è la sua convinzione, e alla domanda se con il nuovo Governo l’Europa guarderà il nostro Paese con occhi diversi, il neo-designato fa notare che "l’Italia non è un piccolo Paese di questuanti che chiede lo ’sconticino’ alla Ue; è uno dei Paesi fondamentali e, nel momento in cui si ridefiniscono le politiche europee, l’Italia deve essere protagonista, il che vuol dire avere voce in capitolo".

"Vieni ascoltato - sottolinea Gentiloni - se sei serio, credibile, competente. Questa storia dei pugni sul tavolo di qualcuno che quel tavolo neanche lo frequenta, non si può più sentire".

Insignito del Premio Europa nell’ambito della cerimonia di consegna del Premio Gian Piero Orsello, Gentiloni premette alla domanda di Giovanni Floris, che modera l’incontro, che il campo di competenza "dipende dalla decisione che prenderà la Presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen". La Presidente, ha spiegato Gentiloni, "ha due giornate complicate, tra oggi e domani" con i colloqui dei rappresentanti di 26 Stati da completare.

Castelli (M5S): "Rdc e quota 100? Tutto è modificabile"

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"Tutto è migliorabile, con i colleghi del Pd se ne è parlato. Io penso che tutto si possa migliorare". Così Laura Castelli, già vice ministro all’Economia nello scorso governo Conte e data dai ’rumors’ in corsa per la conferma, risponde, a margine di Digithon, la maratona digitale a Bisceglie, a quanti gli chiedono se reddito di cittadinanza e quota 100 subiranno delle modifiche col nuovo governo.

"Chi fa politica - conclude - deve imparare, come abbiamo imparato noi in questo anno e mezzo, che le cose possono essere migliorabili: uno le fa, le osserva e quando può migliorarle lo fa".

Franceschini: "Mai più grandi navi a San Marco"

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"A Venezia per la #Biennalecinema2019. Un impegno: entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco. Il vincolo del Mibac è solo il primo passo. Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo". Lo scrive su Twitter il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

Il ministro, incontrando i cronisti impegnati alla Mostra del Cinema di Venezia al suo ingresso alla cerimonia di chiusura del festival, è tornato sulla manifestazione degli ambientalisti e del comitato No Grandi Navi che ha bloccato il red carpet dall’alba alle 14 di oggi. "Mi hanno detto - sottolinea - che è stata una manifestazione pacifica e internazionale. Credo che chi governa debba assumere impegni e quindi io ho detto che entro la fine del mio mandato non passerà più una nave davanti a San Marco. E’ stato già fatto un passo importante dal mio predecessore Bonisoli, che ringrazio, perché nel gennaio del 2019 ha messo il vincolo di interesse culturale che è il primo passo per andare su questa strada. penso che abbiamo perso molto tempo negli anni. Il mondo ci guarda incredulo. Chiunque viene a Venezia e vede passare una nave a quella distanza da San Marco resta senza parole. E quindi questo problema va risolto assolutamente, in un modo molto intransigente. Ci sono varie ipotesi di lavoro ma non si può più perder tempo".

Meeting dissidenti M5S, Barillari: "Con noi anche portavoce nazionali"

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(Antonio Atte) - "Scontenti? E’ riduttivo definirci così, siamo i ribelli della coerenza". Si sono dati appuntamento a Bologna, in una location ’top secret’, per analizzare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle e fare il punto dopo la svolta del governo giallorosso, che a una larga fetta della base pentastellata non è andata giù. Sono gli scontenti grillini, ’capitanati’ per l’occasione dal consigliere regionale del Lazio Davide Barillari. "E’ l’inizio di un percorso - dice Barillari all’Adnkronos - ma non sarà né una scissione né una corrente. E’ un modo per ripartire, per dare segnali forti alla dirigenza M5S e alla nostra base".

Bocche cucite sul luogo dell’incontro e sul numero di partecipanti. "Non sono autorizzato a dirlo, voglio evitare strumentalizzazioni. Ma c’erano tanti portavoce venuti da tutta Italia, anche nazionali". Al termine della riunione gli scontenti hanno diramato una nota: "Vogliamo fa ripartire il sogno. Il Movimento 5 Stelle non può ridursi ad ago della bilancia fra destra e sinistra, ma deve rimarcare la sua identità. Oggi abbiamo posto le basi di un confronto costruttivo tra portavoce del M5S di diverse parti di Italia e di diversi livelli", si legge nel comunicato.

Il nostro, spiega ancora Barillari, "è un progetto che sta partendo. Diciamo: mai più errori. Abbiamo analizzato le contraddizioni che hanno caratterizzato l’alleanza con la Lega e, ora, quella col Pd. Per ultima, la questione delle concessioni ad Autostrade. Su questo c’è stata una discussione molto intensa". Il consigliere laziale del M5S non esclude "incontri in futuro con i dirigenti nazionali" del Movimento, tra cui il garante Beppe Grillo.

Il passo successivo, racconta, "potrebbe essere la stesura di un documento". Sicuramente quella di Bologna non sarà l’ultima riunione dei dissidenti M5S. "I prossimi incontri potrebbero tenersi anche a Roma o Milano". Alla domanda se il capo politico Luigi Di Maio sia stato informato del summit bolognese, Barillari risponde: "No, non è stato informato. Ma esiste la libertà di espressione, i portavoce possono incontrarsi, legittimamente".

Salvini: "Querelerò il giornalista Rai. Quta 100 non si deve toccare"

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"Non querelo mai nessuno ma questo signore lo querelo. Perché non solo ha scritto che dovrei suicidarmi, ma nelle ultime righe ha aggiunto che mia figlia di sei anni andrebbe rieducata, e questo glielo faccio rimangiare". Così Matteo Salvini, parlando a Domodossola, tornando sul caso del post pubblicato dal giornalista Rai Fabio Sanfilippo. "In qualsiasi azienda pubblica se scrivi una cosa del genere vieni licenziato", rimarca il leader della Lega, che aggiunge: "Siamo stati troppo buoni, quando torneremo al governo magari metteremo una o due reti pubbliche sul mercato".

"La libertà non la scambio per nessuna altra poltrona al mondo. Se noi diciamo mai col Pd, facciamo mai col Pd. Perché erano e sono la vergogna di questo Paese. Sono quelli di Bibbiano, Mafia Capitale e Banca Etruria. Io di andare al governo con Renzi e Boschi avrei vergogna". Così Matteo Salvini, intervenendo a Domodossola, durante un comizio. "Loro sono chiusi in un ministero romano perché hanno vergogna", attacca il leader della Lega.

Poi su ’quota 100’ e l’ipotesi che venga toccata, aggiunge: "Se questi proveranno a cancellarla per tornare alla legge Fornero dovranno passare sopra i nostri corpi, non lo permetteremo".

"Questo è il governo delle estrazioni del lotto", insiste il leader della Lega e ironizza sulla composizione del nuovo esecutivo giallorosso. "Il ministro dell’Istruzione dice che per aumentare gli stipendi degli insegnanti, tasseranno le merendine e le bibite gassate... Abbiamo come ministro della Salute uno che non è mai stato in un ospedale, ma depone a suo favore il cognome: Speranza". Poi, sul ministro dei Trasporti uscente: "Sono preoccupato, non si hanno notizie di Toninelli. Starà facendo il tunnel del Brennero". "Hanno messo alle Infrastrutture una signora che si è occupata di conserve di pomodoro. Un salto logico come quello dal ministero del Lavoro agli Esteri. Mi viene in mente in mente mio figlio, che stasera fa l’asta del fantacalcio. Il governo l’han fatto così", prosegue Salvini.

E non risparmia neppure Matteo Renzi e Luigi Di Maio: "Renzi e Di Maio sono due bambini che per paura di perdere sono scappati col pallone. Ma gli italiani quel pallone se lo andranno a riprendere". E su Beppe Grillo: "Prima di dare lezioni agli altri guarda che succede a casa tua. E non aggiungo altro. Guarda cosa succede sotto al tuo naso e domandati se hai sbagliato qualcosa".

"Onore e dignità non valgono mille ministeri", conclude Salvini e promette un’"opposizione intransigente" al nuovo governo M5S-Pd. E scaldando la sua platea aggiunge: "Facciamo le barricate e non li facciamo uscire da quel Parlamento".

Redazione

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