Manovra, sindacati sul piede di guerra

Manovra, arriva il decreto Alitalia - Manovra, slittamento e riduzione delle tasse: cosa cambia - Evasione, tra Imu e Tari spariscono oltre 7 miliardi

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Manovra, sindacati sul piede di guerra

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Manovra, Sud, pubblico impiego, riforma delle pensioni e del fisco ma anche Ilva e Alitalia e tutte le altre crisi industriali, da Mercatone uno ad Almaviva. Sarà una settimana caldissima per Cgil, Cisl e Uil, che tra vertici con il governo e mobilitazioni di piazza alzano il pressing su esecutivo e Parlamento. Si inizia lunedì prossimo, 9 dicembre, nel pomeriggio, con il primo dei due incontri programmati tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e i leader sindacali, Maurizio Landini, Annamaria Furlan , Carmelo Barbagallo. Al centro il confronto sul pubblico impiego il cui contratto è ancora da rinnovare.

Un vertice dal quale però i sindacati si attendono segnali anche sulla partita che il governo sta giocando con A.Mittal per evitare la chiusura dell’Ilva di Taranto e sulla controproposta che l’esecutivo ha annunciato per sventare il drastico calo della produzione e il drammatico piano esuberi da 4.700 lavoratori previsto nel nuovo piano industriale dell multinazionale franco-indiana. Un faccia a faccia tra governo e vertici di A.Mittal che potrebbe infatti riprendere proprio lunedì prossimo in mattinata.

Ma guardia alta sull’Ilva da parte dei sindacati anche martedì, 10 dicembre, giornata che non solo vedrà lo sciopero di 24 ore proclamato dalle tute blu di Cgil Cisl e Uil per tutti i lavoratori del Gruppo Ilva ma anche la prima delle tre manifestazioni-assemblea previste in Piazza S.Apostoli a Roma che dedicherà ampio spazio alla vertenza insieme ai temi Mezzogiorno e crescita ambientalmente sostenibile. Nel pomeriggio invece ritorno a Palazzo Chigi per aprire il confronto, sempre con il premier Conte, su investimenti e Mezzogiorno.

Solo una ’pausa’ mercoledì 11 dicembre con i sindacati dei pensionati però in presidio davanti a Montecitorio per sollecitare, alla vigilia dell’approvazione della manovra, oltre all’ampliamento della rivalutazione delle pensioni e un fisco più equo anche una legge sulla non autosufficienza e si riprende giovedì 12 dicembre quando Cgil Cisl e Uil scenderanno nuovamente in piazza, sempre a Roma, per accendere i riflettori sui contratti, quelli pubblici ma anche quelli privati.

Nessuna tregua poi neanche per il giorno dopo con lo sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati di categoria dei di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e anche da Ugl e Usb di tutto il settore del trasporto aereo a sostegno della vertenza più ’calda’ in questo momento che è quella di Alitalia con tutte le incognite sul suo futuro, ma anche su tutte le questioni aperte del comparto.

Un ruolino di marcia sostenuto, dunque, al netto degli altri tavoli promessi dal governo ma non ancora calendarizzati, quello sulle pensioni, e l’altro sul fisco. L’ultima data del percorso di mobilitazione e di pressing di Cgil Cil e Uil è previsto per il 17 dicembre quando sempre a S. Apostoli i sindacati torneranno a parlare proprio di pensioni, fisco e non autosufficienza. Una manifestazione-assemblea che potrebbe fare un primo bilancio del confronto con il governo e delle aperture ottenute.

Manovra, arriva il decreto Alitalia

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Arriva in manovra il dl Alitalia. A prevederlo è il pacchetto di emendamenti dei relatori, depositati in Commissione Bilancio. Tra gli altri titoli, sono previste misure di assunzioni autocoperte nei ministeri Difesa, Interni, Giustizia, Mit; spending review per l’Inps; pacchetto per il Mit in attesa di verifiche coperture per il ribaltamento a mare, contenzioso Anas, ferrobonus e marebonus; fondi Mise coperti per gli Its; vendita di immobili della Difesa; zone economiche speciali in Veneto.

Manovra, slittamento e riduzione delle tasse: cosa cambia

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Lo slittamento e la riduzione delle tasse della discordia, la Robin tax, le risorse aggiuntive per i comuni e i vigili del fuoco. Sono queste alcune delle modifiche alla manovra, in esame da lunedì in commissione Bilancio al Senato.

PLASTIC TAX - La tassa sulla plastica monouso, che nei piani iniziali doveva partire ad aprile con un prelievo di 1 euro al chilo sulla monouso, viene ridimensionata, in base all’accordo raggiunto entrerà in vigore a luglio e verrà ridotta dell’85% rispetto alla prima versione.

SUGAR TAX - La tassa sulle bevande zuccherate da 10 centesimi al litro slitta di sei mesi, al primo ottobre, per permettere alle aziende di riformulare le loro linee produttive. Probabile anche una riduzione.

ROBIN TAX - La norma sulle modifiche all’ammortamento dei beni gratuitamente devolvibili per i concessionari autostradali viene sostituita da una addizionale Ires del 3% (e non 2% come in origine) per le concessioni autostradali, aeroportuali, portuali, acque minerali, produzione o distribuzione di energia elettrica, ferroviarie, radiofoniche, radiotelevisive e delle comunicazioni. Esclusi i balneari e le concessioni petrolifere. Una sorta di Robin tax da applicare ai periodi di imposta 2019, 2020 e 2021.

COMUNI - Aumentano gli stanziamenti ai Comuni: +100 mln nel 2020, +200 mln nel 2021 e +300 mln dal 2022.

VIGILI DEL FUOCO - Risorse in arrivo anche per i vigili del fuoco: 65 milioni nel 2020, 125 milioni nel 2021 e 165 milioni nel 2022 per armonizzare lo stipendio dei vigili del fuoco a quello delle altre forze dell’ordine.

AUTO AZIENDALI - Il trattamento fiscale delle auto aziendali viene radicalmente ridimensionato rispetto alla proposta iniziale. A partire da luglio pagherà qualcosa in più chi ha un veicolo ad alte emissioni CO2 mentre per i veicoli meno inquinanti ci sarà uno sconto.

CUNEO - Il taglio delle tasse sul lavoro dovrebbe partire dal primo luglio. La misura che alleggerisce il prelievo in busta paga dovrebbe interessare i lavoratori dipendenti con reddito inferiore a 35mila euro lordi l’anno. In media l’effetto in busta paga dovrebbe essere di circa 40 euro al mese.

Evasione, tra Imu e Tari spariscono oltre 7 miliardi

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Tra l’evasione dell’Imu-Tasi, della Tari e il mancato pagamento delle bollette dell’acqua, gli italiani ’risparmiano’ indebitamente 7,6 miliardi di euro all’anno. A pagare il conto sono i Comuni e le società che si occupano della gestione dei rifiuti urbani e/o erogano il servizio idrico, spesso controllate dalle stesse amministrazioni comunali dove operano. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia che ha stimato l’evasione e le morosità degli italiani dopo aver elaborato gli ultimi dati disponibili del Ministero degli Interni (per Imu-Tasi), Laboratorio REF Ricerche, CRIF Ratings (per la Tari) e Utilitatis (per l’acqua).

“Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato, molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare le tasse locali e le tariffe dell’acqua a tutti. Soprattutto nel Mezzogiorno che presenta un’incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40 per cento: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord” spiega il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo.

Nonostante l’evasione, il blocco degli aumenti dei tributi locali avvenuto tra il 2015-2018 e il taglio ai trasferimenti dello Stato centrale, i sindaci hanno infatti comunque trovato il modo di compensare, almeno in parte, queste mancate entrate agendo sulle tariffe locali incrementando le bollette dell’acqua, le rette degli asili, delle mense e i biglietti del bus. "E tutto ciò, senza gravare sul carico fiscale generale, visto che i rincari delle tariffe, a differenza degli aumenti delle tasse locali, non concorrono ad appesantire la nostra pressione fiscale, anche se in modo altrettanto fastidioso contribuiscono ad alleggerire i portafogli di tutti noi” commenta il Segretario Renato Mason.

Ma con la legge di bilancio 2020 le cose sono destinate a cambiare. La manovra, infatti, prevede la ’Riforma della riscossione degli enti locali’ che consentirà alle amministrazioni locali di recuperare i mancati pagamenti senza attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito o di predisposizione dell’ingiunzione. “In buona sostanza – afferma il ricercatore dell’Ufficio studi Andrea Vavolo - dall’1 gennaio 2020 ai sindaci servirà un solo atto, anziché due, ovvero l’accertamento e l’ingiunzione, per arrivare alla soluzione estrema: l’esecuzione forzata”.

Geograficamente parlando, inoltre, dei 5,1 mld di evasione per la sola Imu nel 2016 circa 1,87 miliardi sono ascrivibili ai proprietari degli immobili delle regioni del Nord; 1,81 miliardi a quelli del Sud; e 1,4 miliardi a quelli del Centro. Per quanto riguarda la propensione all’evasione (o propensione al tax gap) spicca il dato della Calabria pari al 43,2 per cento, quello della Campania attestatosi al 38,5 per cento e quello della Sicilia al 36,6 per cento. Le Regioni più virtuose, invece, sono il Piemonte (tax gap al 21,7 per cento), la Lombardia (20,6 per cento), la Liguria (18,3 per cento) e l’Emilia Romagna (tax gap al 17,8 per cento) che è la Regione dove la propensione all’evasione è la più bassa in assoluto.

Evidentissime differenze Nord e Sud anche per quanto concerne la stima dell’evasione della Tari. Secondo le stime emerse dai dati del Laboratorio Ref ricerche e Crif Ratings, su 9 miliardi di gettito complessivo registrato nel 2018, il mancato incasso a livello nazionale è stato di 2,1 miliardi di euro, di cui poco più di 1 miliardo in capo ai cittadini/imprese del Sud, 817 milioni a quelli del Centro e 286 milioni di euro a quelli del Nord. A livello regionale svetta la mancata riscossione per abitante del Lazio pari a 121,8 euro.

Seguono la Sicilia con 77,2 euro per abitante, la Campania con 63,2 euro e la Calabria con 45,3 euro. Diversamente, dice ancora la Cgia, si segnalano i risultati ottenuti in Lombardia e Veneto, dove l’evasione per abitante è rispettivamente di 5,6 e di 5 euro. Pressoché nullo il mancato pagamento registrato in Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta.

I dati emersi nell’indagine condotta da Utilitatis, infine, consentono di stimare la morosità del servizio idrico erogato agli utenti domestici solo per ripartizione geografica. A fronte di una spesa idrica complessiva delle famiglie italiane pari a 4,6 miliardi di euro, ammonta a 364 milioni di euro la mancata riscossione registrata a 2 anni dall’emissione della fattura, di cui 226 milioni di euro fanno capo alle famiglie del Sud (11 euro per abitante), 80 milioni a quelle del Nord (3 euro per abitante) e 58 milioni a quelle del Centro (5 euro per abitante).

Redazione

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