MA QUANTO E’ TOSSICO FARCI BELLI

Intervista al bio terapeuta Renato Ventura.

Capelli-sani-autunno.jpg

cms_704/renato_foto.jpgMolte nostre lettrici e lettori ci chiedono, terrorizzati, di saperne di più sulle problematiche che potrebbero creare le tinture per capelli. Molte di loro hanno accusato problemi di dermatiti cutanee. L’essere sempre belle ed in tiro è diventato un culto, ma a quale costo salute? Per saperne di più abbiamo raggiunto a studio il bio terapeuta Renato Ventura al quale abbiamo chiesto se le cause di dette intolleranze potrebbero risalire agli ingredienti di tali misture.

cms_704/ar5ticoloNinni.jpgIl fenomeno della citotossicità è molto frequente tra coloro che lavorano nel campo dei cosmetici quindi parrucchieri, estetisti e manicuristi oltre che per i clienti che ne facciano uso. Il principale rischio per i parrucchieri è la dermatite da contatto con problemi respiratori per inalazione dei vapori di alcuni prodotti come le tinture per i capelli. Negli Ultimi anni si è dimostrato anche che molte patologie del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico tanto nel personale che nei clienti sono derivate dall’utilizzo di questi prodotti.Il primo segnale e la presenza di dermatite da contatto che nel tempo tende a svilupparsi in dermatite allergica da contatto Si è stabilito che causa primaria di questi problemi possa essere il gliceril tioglicolato e l’ammonio persolfato. Entrambi sarebbero forti agenti ossidanti, usati come ingredienti nei prodotti per il trattamento dei capelli. Questi composti irritano e sensibilizzano sia la cute che le basse vie respiratorie. In alcuni casi recano orticaria immediata per ipersensibilità al prodotto. L’assorbimento cutaneo, infatti, trasformerebbe queste molecole in una forma attiva cancerogena. Questo gruppo di sostanze chimiche denominate “xenoestrogeni” (distruttori ormonali), sono sostanze estranee all’organismo capaci di imitare gli estrogeni, potenti stimolanti della crescita, e che una volta assorbiti possono rimanervi latenti per decenni, ed agire indisturbati provocando malattie anche distanza di 20-30 anni.

-Mi sembrava che ultimamente, le tecniche ed i prodotti usati diventavano sempre più naturali e do origine vegetale, le percentuali di ossigeno sempre più basse e...

Lasci perdere. Le tinture sono composte normalmente da due prodotti che vengono miscelati prima di ogni applicazione: un agente alcalino, che contiene le basi dei coloranti ad ossidazione ed un’altro chiamato “sviluppatore” a ossidazione. Questi prodotti in combinazione reagiscono sui pigmenti di melanina, in primis schiarendoli per poi colorarli o coprirli. Alcuni studiosi hanno dimostrato che l’enorme presenza di xenoestrogeni nell’ambiente e nella catena alimentare sia una delle cause di tumori alla mammella, cisti ovariche, endometriosi, infertilità delle coppie e del cancro ai testicoli. Malattie, questa ultime, in crescente aumento negli ultimo anni. I principali parabeni che si possono trovare nelle formulazioni in commercio sono: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, e benzylparaben, tutti o quasi tutti presenti negli shampoo, nelle creme idratanti, nei deodoranti anti-perspiranti,nei profumi, nei gel da barba, nei lubrificanti per la persona, nei farmaci topici, nelle creme solari, nei prodotti per l’igiene dei bambini e nel dentifricio. Un allergene presente nei prodotti per i capelli è l’hennè, un colore vegetale, che deriva dalle foglie essiccate e dal fusto di Lawsonia inermis; il componente attivo è il lawsone (2-idrossi-1,4-naftochinone). È stato riportato che nei parrucchieri, l’hennè causa reazioni di ipersensibilità immediata.

-Potrebbe indicarmi più specificatamente quali sono i nomi dei così detti prodotti killer dai quali sarebbe meglio starne alla larga?

FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune come :fondotinta, shampoo e smalti. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
QUATERNIUM 15: è presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari.
KATHON CG: è un altro conservante, antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. E’ possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.
Altre sostanze impiegate comunemente nei cosmetici che ognuno di noi ha in casa sono:
MEA-DEA-TEA: questi dolcissimi acronimi non sono i nomi di tre simpatiche sorelle ma rispettivamente le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici, nei prodotti che fanno schiuma come shampoo, saponi e bagnoschiuma.
PARAFENILENDIAMINA: questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
FTALATI: una tra le sostanze più incriminate. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate e il sodium lauryl sulfate.
PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono “composti sintetici” derivati dal “petrolio” e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti come le tinte per capelli, alimentari e non, e, ovviamente, non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici quali deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.

-Conoscendola come professionista serio e preparato e non come terrorista dell’informazione, ammetto di aver capito che, cosa indispensabile, possa risultare un attenta lettura dei componenti dei prodotti, diffidando da quelli a basso costo venduti sulle bancarelle o nei negozietti cinesi e ..

Non vorrei deluderla ma sovente anche i prodotti di gran marca potrebbero riservare delle sorprese. Un pò più di attenzione non guasta mai. Le informazioni corrette, per fortuna, oggi non mancano. Esiste una legge il D.Lgs 50/2005 relativo ai cosmetici, dove si cita : È vietato inoltre l’utilizzo nei prodotti cosmetici di sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, ai sensi dell’allegato I del D.Lgs 52/1997.”

-Saprebbe spiegarmi come mai, pur esistendo un decreto legislativo che vieti l’utilizzo di tali sostanze chimiche, le aziende produttrici continuino a farne un così largo uso?

Purtroppo la legge consente l’utilizzo di questi composti chimici in base ad una percentuale minima dell’1% per prodotto. Adesso chiediamoci, se per ogni componente io riscontro un 5% di additivi aggiunti e utilizzo altri prodotti contenenti più o meno gli stessi ingredienti ( escludendo quello che assimiliamo dal mangiare) supero a questo punto il fatidico 5 %, quanto poi se un componente aggiunto è tossico, che sia al’1% o al 100% rimane comunque altamente tossico per la nostra salute.

-Prima di salutarla, vorrei farle presente che d’ora in poi, prima di adoperare un deodorante, un profumo o qualsiasi altro prodotto per il corpo ci penserò davvero tanto. Quindi non mi resterebbe che tornare all’uso, mai passato di moda, di fare una bella scorta di sapone neutro con il quale provvedere alla totale igiene corporale. Dimenticavo chiederle:”...potrei lavarmi anche i denti con un sapone neutro?”

Per quanto riguarda il sapone neutro, involontariamente si sbaglia, la nostra pelle come tutti gli organi ha un suo pH più o meno acido che è compreso tra un valore di 4 ad un valore di 5/7.Un detergente così detto neutro, va ad “eliminare” la protezione naturale della pelle (lipidi) lasciandola esposta ad agenti atmosferici per almeno 24 ore. Infatti si è notato che da quando si utilizzano saponi neutri e/o chimici si sono presentati sempre più spesso casi “inspiegabili “ di dermatiti e/o sindrome delle mani spellate che chiameremmo effetto lucertola.Per quanto riguarda la pasta dentifricia, posso asserire che gli stessi hanno la stessa composizione degli altri prodotti cosmetici. Cosa migliore sarebbe quella di prepararsi un composto a base di bicarbonato, olio di cocco e origano.

Sconvolto e basito da tali notizie, le conclusioni le lascio ai nostri lettori.

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