MATTARELLA E’ PRONTO A LANCIARE IL “SUO” ESECUTIVO

Braccio di ferro con i partiti. Lega e Cinque Stelle pressano per tornare subito al voto

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Dopo due mesi di tentativi inutili, dopo aver testato invano ogni possibile maggioranza politica, domani il capo dello Stato farà il suo terzo giro di consultazioni, cominciando con la delegazione del Movimento Cinque stelle.

Che il percorso fosse in salita, Sergio Mattarella non aveva dubbi. Sin dalla scelta di accelerare sull’ultimo giro di consultazioni flash e poi prepararsi all’ultima carta, quella di un Governo di tregua, sapeva che si sarebbe di nuovo trovato di fronte ai veti dei partiti. Di Lega e 5 Stelle in particolare che, ieri, hanno sparato a zero contro l’ipotesi minima che sta costruendo il capo dello Stato. Che è poi una via d’uscita per “salvare” il Paese dall’aumento dell’Iva e per rappresentare l’Italia negli importanti vertici Ue di fine giugno e dell’autunno. E infatti a quella scadenza pensa il Colle, con un Governo “neutro”, senza cioè colore politico, che possa fare la legge di bilancio, evitare l’aumento delle aliquote e poi sciogliere le Camere a dicembre.

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Secondo le indiscrezioni dei giornali, Mattarella tenta, infatti, di giocare la carta del governo di un “suo”premier, neutrale e di garanzia, non un semplice tecnico. Ma anche su questa possibilità la riuscita non è per niente scontata. Secondo Umberto Rosso, di Repubblica,”il rischio che il governo di tregua si spiaggi subito è altissimo” e la figuraccia del Quirinale potrebbe non essere impossibile. Quello su cui vuole puntare Mattarella è, in realtà, convincere i partiti che se non accetteranno ciò che propone ne avranno un serio danno d’immagine. In fondo non è colpa sua se in due mesi i vincitori non sono riusciti a trovare una quadra e si sono arroccati su posizioni inconciliabili. Quello che è certo è che dal Quirinale si vuole evitare a tutti i costi di tornare alle urne, un precedente che nella nostra Repubblica non è mai successo. Per questo Mattarella è pronto a chiamare tutti alle proprie responsabilità paventando anche il serio rischio di unaumento dell’Iva al 25% qualora non si approvasse la Finanziaria entro l’anno, eventualità tutt’altro che remota in caso di nuove elezioni.

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Ma a chi starebbe pensando Mattarella per la figura di premier “di garanzia”? Molte le ipotesi. Nessuna certezza. Per il premier e i ministri, si stanno cercando nomi a “effetto”, popolari, volti che hanno una reputazione e un curriculum lontani dalla politica, magari giovani ma con esperienza in economia e con la competenza anche in affari europei e internazionali.

Davanti a questa possibilità, Lega e Cinque Stelle si sono detti subito contrari e sono per il ritorno al voto subito. Per il capo politico dei pentastellati non ci può essere un "governo di tregua". Se così fosse, afferma parlando con i cronisti nel Transatlantico di Montecitorio, si tradirebbe il popolo italiano. "Se metteranno il presidente Mattarella in condizione di individuare questo governo di tregua, gli altri partiti saranno stati i traditori del popolo", spiega. Intanto dalle colonne di un mensile francese, Beppe Grillo commenta la situazione politica italiana. "La legge - dice - è stata decisa a tavolino per impedirci di governare" e rilancia un referendum sull’euro.

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Per ora la sola certezza è il calendario. Il nuovo giro di consultazioni inizierà domani, alle 10.00, con la delegazione del Movimento Cinque stelle. Seguirà quella del centrodestra che si presenterà al Colle in modo unitario. Di seguito le delegazioni degli altri partiti. Chiusura in serata con i presidenti di Camera e Senato.

Mary Divella

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