MAHA VAJIRALONGKORN

IL NUOVO RE DELLA THAILANDIA “ADDESTRA” IL SUO POPOLO AD AMARLO

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Suo padre Bhumibol, il «Re dello sviluppo», ha regnato sette decenni. Qualcuno aveva profetizzato la fine della monarchia dopo nove anni della dinastia e Bhumibol era il nono.

cms_14779/2v.jpgIl re era molto amato dal suo popolo, venerato come un santo, e alla sua morte un clima angoscioso s’impossessò del suo Paese anche perché al suo posto avrebbe governato il suo unico figlio maschio, il principe Vajiralongkorn, un uomo stravagante, donnaiolo, spendaccione, distante.

Sin dall’inizio il popolo temeva che non avrebbe ereditato le doti del padre ignorando che questo sarebbe stato il male minore. Tuttavia, qualche sospetto avrebbe dovuto pur insinuarsi tra la gente, perché da qualche tempo Vajiralongkorn era in segreto soprannominato «Sia O», un’etichetta di solito associata ai gangster cinesi.

Vissuto in un mondo edulcorato fino alla fine del padre, re Rama X probabilmente non ha mai, prima dell’incoronazione, conosciuto il mondo vero.

Oggi il monarca ha sessantasette anni e posa nelle foto ufficiali in modo impeccabile ma la sua vita, fino ad oggi, è stata un susseguirsi di stranezze e fin qui non ci sarebbe niente di strano, in fondo tutti i giovani blasonati fanno parlare di sé, ma di certo lui si è spinto notevolmente oltre.

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Nella sua vita da principe, l’attuale re thailandese si è, ad esempio, ricoperto di tatuaggi. Ha amato e ama ancora in maniera esagerata gli aerei (pilota da sé il suo Boeing 737) e le donne. Ha frequentato tutte le feste più esclusive del mondo, ha collezionato auto sportive, ed è stato spesso al centro della cronaca mondana anche per il suo discutibile look. Le sue passioni in fatto di moda sono i jeans a vita bassa che non ha abbandonato nemmeno dopo aver compiuto i sessanta anni, gli infradito e le canottiere cortissime che mettono in mostra i suoi numerosi tatuaggi.

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Playboy incallito, re Rama X si sposa diverse volte e mette al mondo sette figli che disereda subito.

La prima volta si sposa con una cugina della madre, Soamsavali Kitiyakara, la seconda con un’attrice, Sujarinee Vivacharawongse, la terza con Srirasmi Suwadee poi con Suthida Tidja ed infine con l’ex infermiera Niramon Aunprom che da ora di chiamaSineenat.

Tra di loro Srirasmi, ormai nota come “ex principessa” è stata protagonista dell’ultimo scandalo che ha investito la casa reale.

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Spogliata del suo grado e dei titoli nobiliari per “slealtà” l’ ex consorte del re è stata cacciata dalla corte. Il sovrano ne ha dato comunicazione in tempo reale alla stampa per far comprendere quanto sia determinato a dare una svolta definitiva alla vita di corte che d’ora in avanti dovrà essere improntata all’insegna della fiducia e della realtà.

Insieme a lei, il re ha messo alla porta due ufficiali, i “guardiani della camera” della consorte peradulterio e condotta violenta”. Altri due militari sono stati invece allontanati per condotta lassista” durante il loro lavoro ma pare che nel mirino del re siano finiti diversi funzionari cui, in questo clima di epurazione, toccherà la stessa sorte.

Insomma, sembra finito per il re il tempo della spensieratezza, di quando si concedeva “piccoli svaghi” come quello che coinvolse lui e la moglie di allora, Srirasmi.

Era il novembre del 2009.

Srirasmie ilprincipe Vajiralongkorn festeggiano un compleanno.

Lei non indossa i vestiti regali, e nemmeno quelli comuni. È nuda, con addosso solo un perizoma e in posa a quattro zampe.

Si celebra il compleanno dell’amato barboncino Foo Foo, che deteneva, per volere del principe, naturalmente, la carica di maresciallo dell’aeronautica.

Quel video, che doveva rimanere privato, saltò fuori dopo qualche tempo ingenerando nel popolo molti dubbi sulla capacità del principe di diventare un buon sovrano.

Intanto, nel 2016 il padre di Vajiralongkorn, re Rama IX, affetto da qualche tempo da problemi respiratori, muore e il paese si prepara a due anni di lutto. L’anno prima era morto anche il barboncino Foo Foo ed erano stati proclamati quattro giorni di lutto nazionale, ma è un’altra storia.

Nel 2016, Vajiralongkorn viene dunque incoronato re. Dopo qualche tempo il principe incontra su un volo aereo Suthida Tidjai, una hostess della Thai airways,che sarebbe diventata, non prima di essere la sua amante, la moglie successiva.

Il 1 maggio del 2019, il re sposa Suthida che assume il titolo di Chao Khun Phra, Regina Consorte. La tv tailandese mostra Suthida con l’abito tradizionale di seta rosa che, come prevede l’imbarazzante rituale, si prostra davanti al re, in divisa bianca, porgendogli un vassoio di fiori e bastoncini d’incenso per ricevere in cambio i doni tradizionali associati al potere reale.

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Il matrimonio con Suthida pareva aver dato stabilità alla vita del principe. Insomma sembrava, vista anche l’età, che il principe avesse messo la testa a posto.

L’illusione è durata fino al 3 agosto del 2019 giorno in cui la televisione nazionale mostra nuove immagini in cui una donna striscia sul pavimento di fronte al re.

Non si tratta di Suthida, sposata solo tre mesi prima, che è invece seduta al fianco del marito. A terra, con il tradizionale abito di raso rosa, c’è l’ex infermiera Niramon Aunprom che da ora di chiamaSineenate il re le versa sulla testa l’acqua della sacra ampolla per dichiarare anche lei regina consorte.

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Come da abitudine del re, la donna è insignita della carica di Generale dell’esercito, ma più che altro, con il titolo di Consorte Reale, Sineenat passerà alla storia come colei per cui Rama X ha ufficializzato, di fatto, la bigamia in Thailandia.

Al di là delle notizie mondane, desta molta preoccupazione il comportamento autoritario adottato dal re. In una Thailandia dove vige la più severa legge di lesa maestà al mondo, di tutto ciò la gente parla con estrema cautela, ma tutti ormai sanno che uscire dalle grazie del re, è un rischio mortale.

Già nel 2015, tre suoi stretti collaboratori sono morti in carcere dopo essere stati accusati di aver approfittato della loro posizione e, da quando è re, decine di alti funzionari sono stati umiliati in purghe, mentre un soldato è stato rinchiuso per nove mesi per essere svenuto al funerale di Bhumibol. In uno dei suoi palazzi Rama X ha fatto costruire una prigione segreta, con annesso forno crematorio.

La Thailandia è una monarchia costituzionale e nonostante il re trascorra gran parte dell’anno in Germania, dove possiede una villa, esercita a pieno i suoi poteri non dall’alto della sua autorità morale, come suo padre Bhumibol ma con la forza.

Da poco ha trasferito a se stesso la gestione dell’Ufficio immobiliare della casa reale, una holding da cinquanta miliardi di dollari esentasse. In teoria, ora che fa parte del suo patrimonio, le tasse dovrebbe pagarle lui. Dovrebbe.

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Al contrario di quanto faceva il padre in gioventù, re Rama X non si mescola alla gente, e alle cerimonie appare annoiato, ma è pur sempre il re e i thailandesi sono per cultura devoti alla monarchia. Di fatto però il popolo non lo ama, ma naturalmente a tutto c’è rimedio. In fondo il popolo può anche essere addestrato perché sia aumentata la sua fedeltà alla monarchia!

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Esiste dal 2018 ed è frequentato da dipendenti pubblici, poliziotti e insegnanti che ci rimangono fino a sei settimane il corso di addestramento per dipendenti pubblici, poliziotti e insegnanti.

Si svolge in un campo militare per un periodo compreso tra le due e le sei settimane, ci si addestra a dimostrare e diffondere la fedeltà nei confronti della monarchia e rafforzarne il ruolo. Lo racconta in un articolo Reuters

Il Corso di addestramento che si trova a Bangkok contempla per i suoi partecipanti che vivono al suo interno anche di notte, una sveglia alle 5 del mattino, attività fisica, pratica di saluti militari e lezioni di storia sui re thailandesi ma l’argomento centrale è basato su come diffondere il rispetto e la fedeltà verso la monarchia durante il proprio lavoro. Alla fine del Corso ognuno manda le prove della sua preparazione inviando foto e video sul tema dell’ “evangelizzazione” sulla monarchia. Naturalmente gli affiliati più dotati saranno quelli capaci di commuovere le persone a cui parlano del re.

Prima dell’articolo di Reutersnon si sapevano molti dettagli sulla struttura del corso. A oggi si sa che è organizzato da un funzionario dell’ufficio del primo ministro e che la partecipazione è «strettamente volontaria».

In realtà le dimostrazioni di rispetto e devozione nei confronti del re fanno parte della cultura thailandese tradizionale da sempre: nessun partito si oppone alla monarchia e insultare il re può portare a una condanna fino a quindici anni di carcere. Tuttavia pare che dopo tutta la dissolutezza di quest’ultimo periodo, questo corso di addestramento sembra che si stia cercando di rafforzare questi sentimenti nella popolazione.

Il re spera davvero in un cambiamento della popolazione, così come la popolazione spera in un cambiamento dal re. Forse quest’ultima possibilità rimane ancora la strategia più valida, l’unica via possibile per favorire un maggiore, reale, attaccamento alla monarchia.

Gianmatteo Ercolino

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