MAGISTRATURA DI PACE ONORARIA NEL VORTICE DELLA: "BUONAFEDE-ORLANDIANA"

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Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo una nota del Dott. Antonino di Renzo Mannino, Presidente del Distretto delle Marche ANGDP(Associazione Nazionale Giudici di Pace).

cms_12880/dott_Di_Riezo_Mannino.jpgLa Magistratura di Pace si trova ancora a dover constatare l’inconsistenza della politica che non sa dare una risposta di giustizia, di coerenza e di coraggio. Il Governo Conte pur avendo nel suo contratto di governo statuito l’impegno di modificare completamente la riforma Orlando, si accinge a partorire un provvedimento di "buonafede-orlandiana". Infatti, la riforma Orlando che è stata una iattura che ha colpito l’efficienza e la laboriosità della Magistratura di Pace, che pure assicura il funzionamento della giustizia italiana, si trova a riconsiderare gli errori commessi ma, il tecnicismo ideatore della riforma Orlando è reticente nel riconoscere i propri assurdi elaborati legislativi.

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Il Ministro Buonafede ha istituito un tavolo tecnico ministeriale che si è concluso, presieduto dal Sottosegretario On. Jacopo Morrone, al fine di adempiere il punto n. 12 del contratto di governo avente ad oggetto “…la completa modifica della recente riforma Orlando…”. L’impegno del Sottosegretario Morrone è stato concreto ed attento al confronto con le Associazioni di categoria, raggiungendo un accordo, avendo richiesto anche la firma simbolica delle Associazioni per sigillare la risultanza del lavoro che vedeva la condivisione della Associazione Nazionale dei Magistrati. Tanto lavoro per non risolvere le problematiche, invero, lo schema del disegno di legge che dovrebbe essere oggetto di vaglio del Consiglio dei Ministri del 20 maggio p.v., registra l’adozione minimale di tutte le proposte di modifiche condivise, infatti:

- Non è stata reinserita la gradazione della disciplina delle sanzioni disciplinari, peraltro prevista dalla legge delega Orlando, esponendo il magistrato onorario all’unica sanzione della revoca;

- Non è stata adottata l’ipotesi di una previdenza lasciata libera a seconda delle esigenze del singolo magistrato onorario. Infatti, è stato lasciato l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, pur sapendo che sono necessari venti anni di versamento contributivo per maturare l’assegno minimo pensionistico, circostanza che solo un’esigua parte della magistratura onoraria potrà raggiungere, in quanto la quasi totalità ha un’età superiore ai 48 anni e considerato che non è stata innalzata l’età di cessazione della funzioni a 70 anni così come richiesto ci si troverà in condizioni di versare somme a fondo perduto senza alcun beneficio. in realtà, la conseguenza disastrosa sarà quella che il magistrato onorario sarà costretto a versare i contributi alla gestione separata dell’INPS per un periodo inferiore a quello previsto senza avere alcuna ipotesi previdenziale.

- Non si comprende la ratio del pagamento bimestrale per coloro che opteranno per l’indennità fissa annua, in quanto sarebbe sufficiente dividerla mensilmente come richiesto e concordato.

- Da ultimo si era concordato di anticipare l’entrata in vigore al 01.01.2020, al fine di scongiurare gli effetti nefasti della riforma Orlando.

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Questi gli aspetti più salienti che hanno portato la Magistratura Onoraria ad astenersi dal 6 al 17 maggio per l’insensibilità del Governo Conte che disattende il proprio contratto di governo.

La mancata adozione delle modifiche appaiono attribuirsi all’integralismo politico del Ministero della giustizia che ha sempre dimostrato nei confronti della Magistratura Onoraria, oltre alla continuità della tecnostruttura ministeriale, in gran parte identica a quella presente durante il ministero Orlando. Una soluzione di "buonafede-orlandiana".

Purtroppo anche in tale circostanza si deve constatare che, al di là delle belle parole di circostanza nei confronti della Magistratura Onoraria, le forze politiche, hanno dimostrato di non comprendere appieno l’enorme potenziale giurisdizionale e politico della magistratura onoraria e di pace che essendo il primo gradino della Magistratura è l’unica che ha un contatto diretto e di prossimità, ancorchè limitata dalle compressioni delle sedi ex pretorili, con il cittadino e l’utenza in generale. Si consideri che la maggior parte degli Avvocati lavora con l’Ufficio del Giudice di Pace, cui è legata la Loro produttività professionale.

cms_12880/4.jpgInfine a suggello della omissiva azione politica apprendiamo che dal DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2019, (Articoli 7, comma 2, lettera a), e 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196), Presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (CONTE), dal detto documento sembrerebbe che sia stata aperta la procedura di infrazione, Comunitaria, dell’Italia per la previdenza omessa da sempre per la Magistratura Onoraria (Pag. 186-187; pag. 381). Non si po’ sottacere che pur nota la procedura d’infrazione la macroscopica superficialità burocratica con l’avallo politico del titolare del dicastero ha infranto procedendo alla approvazione del ddl al Consiglio dei Ministri, incuranti del diritto comunitario infischiandosene della procedura d’infrazione. Tanto, pagano i cittadini!

Ciononostante si continua a "giocare" sulla pelle degli altri che - indipendentemente dai torti subiti in decenni - continua a servire lo Stato ed a dare il proprio contributo per dare risposte ai cittadini ed all’utenza tutta.

Cui prodest?

Antonino Di Renzo Mannino

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