Lo straniero di Camus

Il teatro esistenzialista dell’assurdo

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Della corrente esistenzialista, accanto a Sartre, Kafka e Dostoevskij, Camus è una figura decisamente unica. Concepirà nelle sue opere un pensiero filosofico che lo renderà uno dei più celebri scrittori al mondo. Il romanzo “Lo straniero” è forse quello che più di ogni altro rende Camus protagonista indiscusso della letteratura mondiale di ogni tempo. Protagonista del libro è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo, cosa che lo porterà prima in prigione e poi alla condanna a morte.

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All’inizio del romanzo, il protagonista ci appare come un giovane semplice e socievole. La domenica osserva la gente che passeggia dal suo balcone, le ragazze lo salutano; si intrattiene con il vecchio Solano e lo conforta; va volentieri al mare in compagnia degli amici, va al cinema con Emmanuel e con Maria, è gentile con Masson, gli dispiace perfino di dover chiedere un congedo per i funerali della madre, quasi si scusa. La tragedia emerge e si trasmette al lettore quando Meursault viene giudicato come un mostro e condannato a morte. Il suo delitto era stato solo un atto assurdo e inconsulto, a cui il protagonista resterà agganciato per sempre, come un personaggio pirandelliano. Il dramma raggiunge il suo culmine alla fine della prima parte del romanzo, quando avviene l’omicidio, e alla fine della seconda parte, quando si approssima l’ora dell’esecuzione.

cms_7310/2.jpgIn prossimità della morte, subentra un sublime momento lirico di calma e di pace: Meursault si concilia con la tenera indifferenza del mondo, è stato felice e si sente felice ancora. “Lo Straniero” affronta il problema dell’assurdo e di come ci si abitui a vivere senza farci caso. Un romanzo che cambia stile narrativo dalla prima alla seconda parte, come se ogni parola e ogni verbo rispondessero alla stato d’animo del protagonista. Si affronta il problema del tempo, della morte, della salvezza. Il cinismo da subire. I giorni sempre uguali in prigione. L’ambiente e lo spazio riportano in superficie sentimenti, passioni e rimpianti. Il lettore cammina silenziosamente tra le righe del romanzo e vive il protagonista e le sue vicende dentro di sé. Una potenza ed una suggestione, quelle espresse dal Camus, che non hanno eguali in nessun altro libro. Per questo motivo, si può a buon ragione annoverare questa opera letteraria tra i primi 10 romanzi più importanti di ogni tempo. Alla fine, lo straniero incarna tutti noi. Ognuno è straniero di qualcosa, di qualcuno e, soprattutto, di se stesso…

Enrico Marotta

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