Libia, nuovo decreto sulla questione Ong

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Arriva dalla Libia un nuovo decreto, firmato Fayez al-Serraj, volto a ridisciplinare la questione ong. Il suddetto decreto in realtà, reso noto negli ultimi giorni dalla pagina web dell’Arci, riporta come data di emissione il 14 settembre, il che implica la sua attuale applicazione, vista la natura di un atto che per antonomasia può essere acquisito solo in casi straordinari di necessità e urgenza. All’interno del testo del decreto si legge che da questo momento le organizzazioni non governative “interessate a collaborarenella ricerca e salvataggio marittimo devono presentare una preventiva domanda di autorizzazione alleautorità libiche a cui sono obbligate a fornire periodicamente tutte le informazioni necessarie, anche tecniche relative al loro intervento". É prevista la priorità di intervento da parte delle autorità autorizzate all’interno dell’area libica per le attività di salvataggio e recupero, che non potrà essere in alcun modo ostacolata dalle ong, in nome del principio di collaborazione per il raggiungimento di un fine comune.

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D’altra parte la Guardia Costiera libica si farà giudice anche delle modalità di intervento delle imbarcazioni di queste organizzazioni, motivo per il quale queste ultime saranno costrette a rispondere a controlli sotto questo punto di vista; si pensi che esse non saranno autorizzate a inviare segnali luminosi, nè ad avviare alcun tipo di comunicazione che potrebbe facilitare l’individuazione e l’avvicinamento di imbarcazioni clandestine. Inoltre lo spazio d’azione della Guardia Costiera libica risulta largamente ampliato in quanto sarà autorizzata a salire a bordo delle autorità marittime per motivi legali e di sicurezza, pur non arrecando danno l’attività professionale di competenza del paese di cui la nave porta la bandiera. Un primo giudizio negativo circa il contenuto disposto dal decreto arriva dal responsabile immigrazione dell’Arci, Filippo Miraglia, che in primis lo giudica illegittimo in quanto non emanato da uno stato sovrano ma dal Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale (GNA), dunque parte in causa nella guerra civile, e denuncia una criminalizzazione implicita delle attività di salvataggio in mare.

Federica Scippa

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