Libia, alta tensione: 8 caccia russi trasferiti dalla Siria(Altre News)

Usa abbandonano Trattato su Cieli Aperti - Austria: "Non apriremo a Paesi che non hanno ancora controllo situazione sanitaria" - Cina, Wuhan vieta per 5 anni consumo animali selvatici

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Libia, alta tensione: 8 caccia russi trasferiti dalla Siria

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Otto caccia trasferiti dalla Russia in Libia. Il ministro dell’Interno del governo di Tripoli, Fathi Bashagha, ha parlato a Bloomberg di informazioni secondo cui almeno sei MiG 29s e due Sukhoi 24s sono arrivati nell’est della Libia dalla base aerea russa di Hmeimim, in Siria. Scortati, ha detto ancora Bashagha, da due caccia Su-35 russi. Non è chiaro se si tratti di velivoli che già appartenevano alle forze al comando del generale Khalifa Haftar o di nuovi ’arrivi’ per la sua flotta dopo che il capo delle forze aeree dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Saqr al-Jaroushi, ha minacciato l’avvio "nelle prossime ore" di una "campagna aerea", la "più vasta nella storia della Libia", contro obiettivi della Turchia nel Paese.

"Nelle prossime ore assisterete alla più vasta campagna aerea nella storia della Libia - ha minacciato in un comunicato Jaroushi - Tutte le posizioni e gli interessi della Turchia in tutte le città sono obiettivi legittimi per i nostri aerei da guerra e chiediamo ai civili di stare lontani da questi". "Le prossime ore saranno molto dolorose", ha affermato il capo delle forze aeree dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna).

Nel frattempo le forze del governo di Tripoli sono entrate nel centro di Asbia (Alasaba), a circa 100 km dalla capitale libica, dopo scontri con i combattenti al comando del generale Khalifa Haftar. Lo ha riferito la tv libica al-Ahrar, che - citando fonti militari - ha riferito di un’operazione scattata per scovare combattenti delle forze di Haftar fuggiti dalla base di Watiya riconquistata nei giorni scorsi dalle truppe di Tripoli.

"In caso di attacco contro gli interessi turchi in Libia, le conseguenze saranno molto pesanti e le forze golpiste di Khalifa Haftar saranno considerate come obiettivi legittimi". E’ quanto ha affermato il portavoce della diplomazia turca, Hami Aksoy, in una dichiarazione diffusa dall’agenzia ufficiale Anadolu. "Il loro obiettivo - ha detto Aksoy - è provocare un’escalation nel conflitto in Libia". "Ancora una volta avvertiamo che in caso di attacchi contro gli interessi turchi, le milizie di Haftar saranno considerate come obiettivi legittimi".

Mosca ha ribadito la sua richiesta di rispetto del cessate il fuoco in Libia nelle stesse ore in cui il ministro dell’Interno del governo di Tripoli denunciava il trasferimento dalla Siria di otto caccia russi a sostegno delle forze di Haftar. In una nota, il ministero degli Esteri russo ha sottolineato "l’importanza di una cessazione immediata delle azioni militari e la ripresa del processo politico sotto gli auspici delle Nazioni Unite".

La dichiarazione è stata diffusa all’indomani di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ed il ministro degli Esteri turco Mehmet Cavusoglu e due giorni dopo un colloquio tra il Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan avvenuto dopo la conquista da parte di Tripoli della base aerea di al-Watiya, finora sotto il controllo delle forze di Haftar. In quell’occasione, secondo quanto riferito dal Cremlino, "i presidenti di Russia e Turchia avevano espresso la loro preoccupazione per l’escalation delle ostilità in Libia", sottolineando la necessità di "riprendere la tregua ed il dialogo intralibico" sulla base delle conclusioni della conferenza di Berlino.

Ieri il portale di notizie Libya Observer ha dato notizia della distruzione da parte delle forze aeree di Tripoli di sette batterie del sistema antiaereo russo Pantsir-S1 consegnati alle forze di Haftar dagli Emirati Arabi Uniti. Il portavoce delle forze di Tripoli, Mohammed Gununu, ha anche confermato la distruzione di mezzi blindati e di altri mezzi militari in bombardamenti aerei a Tarhuna, oltre ad attacchi aerei ad Al Wishka in cui sono stati uccisi combattenti al comando di Haftar e distrutti depositi di munizioni.

Haftar, alla guida dell’Lna, con l’appoggio di Russia, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, punta dall’aprile dello scorso anno alla conquista della capitale. Due giorni fa il governo di Tripoli ha annunciato di aver ripreso il controllo della base aerea di Watiya, considerata strategica per l’ormai indebolita offensiva di Haftar.

Proprio ieri il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, ha sostenuto che gli equilibri in Libia siano "cambiati in modo considerevole" dopo che la Turchia ha iniziato a sostenere il governo di Tripoli con la formazione, la cooperazione e l’assistenza in campo militare.

Usa abbandonano Trattato su Cieli Aperti

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Gli Stati Uniti hanno deciso di abbandonare il Trattato sui Cieli Aperti (Open Skies) motivando la loro decisione, annunciata agli altri 34 Paesi firmatari come richiesto in caso di uscita dall’accordo, con le violazioni da parte della Russia. L’uscita dal Trattato, del 2002, frutto di negoziati iniziati nel 1992, sarà effettiva fra sei mesi.

L’accordo consente ai Paesi firmatari di effettuare voli di ricognizione sui reciproci territori per osservare installazioni militari e altri siti sensibili. Donald Trump accusa Mosca di aver impedito voli di ricognizione su Kaliningrad e vicino al confine con la Georgia, voli invece previsti dall’accordo.

"La Russia non rispettava il Trattato così fino a quando non lo rispetterà noi ci ritiriamo" ha spiegato Donald Trump. Parlando con i giornalisti, il presidente ha previsto che la sua mossa costringerà Mosca al tavolo negoziale. "C’è la possibilità che faremo un nuovo accordo o faremo qualcosa per rimettere insieme l’accordo - ha detto - io credo che quello che succederà è che noi ci ritireremo e loro torneranno chiedendo di fare un accordo". Il presidente ha poi negato che il ritiro degli Usa farà aumentare ulteriormente le tensioni tra Washington e Mosca: "No, credo che avremo una relazione molto buona con la Russia".

Mosca invece accusa gli Stati Uniti di aver usato un "pretesto infondato" per lasciare il Trattato Open Skies perché la Russia non ha mai violato l’accordo, ha sottolineato il direttore del dipartimento per il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri, Vladimir Ermakov. "Non è la prima volta che gli Usa cercano di presentare le cose come se la Russia si fosse resa colpevole di violazioni e quindi ritirare la loro partecipazione ad accordi sul controllo degli armamenti", ha aggiunto riferendosi al ritiro, avvenuto due anni fa da parte degli Usa, a cui ha fatto seguito quello della Russia, dal Trattato per le forze nucleari a medio raggio (Inf).

Cina, Wuhan vieta per 5 anni consumo animali selvatici

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Wuhan, la megalopoli cinese dove si è inizialmente manifestato il coronavirus, ha vietato formalmente il consumo di carne di animali selvatici. Un "avviso" diffuso sul sito web del governo locale vieta - con effetto immediato e per cinque anni - l’allevamento, la caccia e il consumo di animali selvatici. Tra i dieci punti della normativa pubblicata ieri, anche il bando al "commercio illegale" e al consumo di specie rare.

La notizia arriva dopo mesi di battaglia contro il coronavirus, quando ormai nel mondo sono oltre 5 milioni i casi di contagio e più di 328.000 i decessi a causa della pandemia. Si è diffuso a partire da un mercato del pesce che "ha effettuato transazioni illegali di animali selvatici", diceva a gennaio Bin Li, numero due della Commissione sanitaria nazionale cinese.

Austria: "Non apriremo a Paesi che non hanno ancora controllo situazione sanitaria"

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"Non apriremo i nostri confini ai paesi che non hanno ancora il controllo della situazione". Lo ha scritto su Twitter il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. "Come governo federale, vogliamo fare tutto il possibile per promuovere le vacanze in Austria e mostrare alle persone che le vacanze in Austria sono sicure", ha sottolineato.

Redazione

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