Lettone Sì, lettone NO...

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Spesso è difficile resistere a due occhioni imploranti che desiderano un assenso riguardo alla richiesta di ‘dormire nel lettone’. Al giorno d’oggi là dove ogni relazione è intervallata da intermezzi molto mediatici, (telefonini sempre in mano, tablet, PC accesi forse 24 ore su 24)... e soprattutto se durante il giorno, magari per lavoro, è così difficile dedicare il tempo che si vorrebbe ai propri figli.

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D’altronde, dormire nel lettone sembra un’abitudine innocua, che non porta con sé conseguenze nocive. A volte, però, quando si radica quest’abitudine, possono risentirne diversi aspetti molto importanti sia per i genitori che per i figli.

cms_2042/Daniela_Poggiolini_n.jpgDa psicologa, esperta in sessuologia, tra i diversi docenti avuti nel lontano 1995, periodo del corso biennale fatto, la mia grande ’maestra’ in questa disciplina è stata Jole Baldaro Verde (anche ricercatrice e scrittrice di numerosi volumi riguardanti in particolar modo la medicina, la psicologia e la sessuologia). Durante la lunga carriera ha ricoperto varie posizioni, e tra le tante, presso la Cattedra di Pediatria, ha svolto la sua opera di assistente per poi diventare direttrice presso il Centro di Psicologia Clinica e presso la Clinica Pediatrica ottenendo la Cattedra di Teorie della Personalità nel 1987.

cms_2042/Jole_Baldaro_Verde,_la_pioniera_del_sesso.jpgCertamente fuori da ogni rigidità, ricordo una sua lezione in merito, il piccolo bambino ha bisogno della vicinanza e cura dei genitori e anche della sua libertà. Ora lasciando andare i casi particolari, la regola vuole che dorma nel suo lettino fin da subito (poi non si sentirà escluso dalla vicinanza dei genitori se mandato nel suo letto quando sarà un poco più grande.) Due motivi fondamentali: il primo, dormire da solo sarà vissuto dal piccolo come cosa assolutamente normale, se denuncerà crescendo qualche paura, portarlo nel lettone è come asserire che c’è pericolo in casa e che le sue paure sono fondate... cosa non vera!!! Secondo punto poco preso in considerazione dai più, durante la notte il nostro corpo produce umori legati al passaggio ormonale indispensabile a muovere anche la libido. Già perché gli ormoni sono dei veri e propri “messaggeri chimici”, che condizionano quasi tutte le attività dell’organismo. Di certo non solo l’apparato riproduttivo, ma anche il metabolismo, il sonno, l’appetito, l’umore, la capacità di concentrazione.

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Passaggi ormonali che secernano appunto odori impercettibili (umori) ma portenti. Essi possono dare origine a una nuova vita, fanno sbocciare il corpo di un adolescente, contribuiscono a far scoppiare l’innamoramento e muovono l’attrazione fisica. I bambini che per anni assorbono gli ’umori’ dei loro genitori o peggio solo di uno di loro - (spesso il far dormire i propri bambini nel lettone è un bell’alibi per evitare rapporti sessuali non più graditi o peggio tenere alla larga l’altro FORSE ormai poco o per nulla amato e desiderato) -, li abituano a condizioni che poi ricercheranno là fuori nel mondo, che saranno la GUIDA dei loro futuri orientamenti di genere... e probabilmente anche delle possibili patologie legate alla sessualità.

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Nella mia lunga professione, grazie alle esperienze fatte con persone che hanno disagi e problematiche diverse o dubbi sulla loro direzione sessuale, o ancora che sono dichiaratamente gay o lesbiche, ho una casistica che parla chiaro: tra coloro che ho incontrato, tutti hanno un passato comune, hanno dormito con i genitori a volte fino a 6/7 anni e alcuni anche oltre i 16 / 17. Questo non vuole certo essere un dato comune a ogni persona che ha dormito nel letto genitoriale ma è un dato interessante da prendere in considerazione con attenzione evitando problematiche adolescenziali e di età adulta. Del resto il letto matrimoniale dovrebbe essere il luogo ’sacro’ in cui i coniugi si fondono, a suggello di quell’amore che li unisce... se no si sarebbe chiamato ’letto familiare o !!! letto condominiale’.

Daniela Poggiolini

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