Legge elettorale, "testo in commissione tra 16 e 20 dicembre"

Ex Ilva, "Stato impugnerà atto di ArcelorMittal" - Dl fisco, M5S a Italia Viva: su carcere evasori niente giochi - Cybersecurity è legge, ok definitivo alla Camera -

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Legge elettorale, "testo in commissione tra 16 e 20 dicembre"

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"Il primo incontro di maggioranza sulla legge elettorale è stato positivo, nel solco di quelli precedenti". Si legge nel testo unitario concordato nel vertice di maggioranza con il ministro Federico D’Incà sulla legge elettorale.

Questo il timing convenuto: "Abbiamo condiviso un calendario con due incontri nelle prossime due settimane, con l’obiettivo di incardinare la legge elettorale in Commissione alla Camera tra il 16 e il 20 dicembre".

Quanto al merito, si è iniziata a porre la prima cornice entro cui lavorare escludendo soluzioni fondate "su collegi uninominali maggioritari" o su "modelli proporzionali senza correttivi". Questo il testo: "In coerenza con il programma di governo che si è posto l’obiettivo di incrementare le garanzie di rappresentanza democratiche, assicurando il pluralismo politico e territoriale, si è convenuto che non siano praticabili soluzioni fondate su collegi uninominali maggioritari né modelli proporzionali senza correttivi".

Ex Ilva, "Stato impugnerà atto di ArcelorMittal"

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"Non credo che si arrivi al voto sullo scudo, lo Stato impugnerà l’atto con cui se ne stanno andando". A dirlo è Luigi Di Maio, parlando di ex Ilva stamane a Radio24. "Abbiamo avviato un contenzioso nel quale non entrerà lo scudo penale - sottolinea ancora il ministro -. Non possiamo dire a ArcelorMittal che i guai che ha combinato li risolviamo noi". "Se ho cercato di piazzare Ilva ai cinesi? No, credo che ci sia ancora ArcelorMittal come interlocutore", spiega quindi Di Maio, che aggiunge: "Se hanno difficoltà sul numero di tonnellate di acciaio da produrre ci si siede a un tavolo e si ragiona".

A quanto si apprende, questa sera a Montecitorio si terrà una riunione dei deputati M5S con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli per parlare della crisi dell’ex Ilva. Ieri sera il titolare del Mise ha incontrato i senatori pentastellati. Intanto, è pieno mandato al ministro Patuanelli sul dossier; no alla fiducia su un eventuale scudo penale per Arcelor Mittal; pieno appoggio al presidente del Consiglio Giuseppe Conte; se il tema ’scudo’ dovesse tornare sul tavolo, si valuterà in assemblea il da farsi. E’ quanto prevede il documento votato ieri sera dai senatori del Movimento 5 Stelle, dopo la riunione con il ministro. Durante l’incontro c’è stato un accalorato intervento dell’ex ministro Barbara Lezzi, che ha sostanzialmente ribadito il suo no allo scudo penale per la multinazionale indiana.

Dl fisco, M5S a Italia Viva: su carcere evasori niente giochi

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"Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto dl fiscale, strumento utile a ridefinire le regole e avviare una seria lotta all’evasione, triste primato italiano in Europa, che fa sì che la pressione fiscale sia altissima e i servizi non all’altezza". Così si legge in un post del M5S sul Blog delle Stelle. "Il MoVimento 5 Stelle ha spinto affinché nel testo fosse presente la norma che prevede il carcere per i grandi evasori, ovvero coloro che con artifizi truffano lo Stato per intascarsi soldi che sono, invece, della collettività: alla faccia di tutti gli italiani onesti. Il MoVimento 5 Stelle l’ha voluto tanto, riuscendo a ottenere il sostegno del Governo - e della maggioranza che lo regge - al punto da inserire queste norme in un decreto legge. Poi, chiaramente, per la certezza del diritto, si è posta la condizione che le norme penali entrino in vigore una volta che il decreto diventa legge a tutti gli effetti".

"Il decreto è approdato alla Camera e, come sempre, sono stati presentati gli emendamenti dalle varie forze politiche. Non ci sfugge che fra questi ce ne sono anche alcuni che vorrebbero cancellare con un colpo di spugna una norma fondamentale: quella del carcere per chi evade somme superiori alle 100mila euro frodando il fisco. Tutti penseranno alla Lega, che già nello scorso governo si è stracciata le vesti per non inserire questa norma di civiltà. Oppure Forza Italia, un grande classico, del resto il suo capo è un condannato per frode fiscale. E invece no. A presentare un emendamento per cancellare il carcere ai grandi evasori - prosegue il Movimento - è Italia Viva, la stessa forza politica che ha partecipato alle riunioni tecniche, a quelle politiche, fino ai vertici di maggioranza che hanno chiuso l’accordo sul dl fiscale".
"Noi non crediamo che si possa ’giocare’ su un aspetto così fondamentale. Che messaggio si lancia ai cittadini? Alle decine di milioni di italiani che pagano le tasse anche con sacrifici? Troppe volte abbiamo visto e letto di gente che vive nell’agio grazie ai soldi sottratti alla collettività. E ora di dire basta e di non tentennare. Bisogna decidere con chi si sta. Noi non abbiamo dubbi", concludono i 5 Stelle.

Cybersecurity è legge, ok definitivo alla Camera

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Ok definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge in materia di cybersicurezza. Il testo è stato approvato con i voti della sola maggioranza e l’astensione delle opposizioni.

"Oggi alla Camera è stato approvato in via definitiva il decreto sulla sicurezza cibernetica. Un testo importante, perché rappresenta finalmente una risposta di carattere strutturale a un fenomeno già molto diffuso e che sarà sempre più rilevante negli anni a venire. Secondo i massimi esperti di cyber security, infatti, l’era della guerra cibernetica è già cominciata. Viviamo in un mondo sempre più dipendente dai dati: il decreto sulla sicurezza cibernetica, consente al nostro Paese di difendere le infrastrutture di rete e i dati che vi transitano, tutelando al contempo i cittadini e la sicurezza nazionale", dichiara in una nota Emanuele Scagliusi, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in commissione Trasporti alla Camera e relatore del provvedimento.

"Questo sarà possibile grazie a norme ad hoc -come l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica nel quale rientreranno amministrazioni pubbliche, enti e operatori privati e le conseguenti misure volte a garantire i necessari standard di sicurezza- e poteri speciali affidati al Presidente del Consiglio, per garantire la sicurezza delle strutture informatiche e tecnologiche di interesse nazionale, tra cui rientrano anche le reti 5G. In questo modo, non solo miglioriamo le nostre difese informatiche, ma consegniamo al Paese strumenti, metodiche e standard condivisi per risolvere i problemi in maniera sempre più rapida e per adattarsi a ogni nuova minaccia futura”, conclude Scagliusi.

Redazione

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