Le società quotate nei mercati finanziari

L’India batte Usa e Giappone per numero di società quotate

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La banca mondiale riporta i dati relativi al numero delle società quotate nei mercati internazionali. In modo particolare l’indice prende in considerazione le società nazionali quotate e le società estere quotate esclusivamente nel paese considerato. L’indice esclude i fondi di investimento, i fondi comuni di investimento, ed il complesso delle società che hanno come unica finalità quella di detenere delle azioni di altre società. I dati possono essere analizzati in forma di ranking. L’India è al primo posto per numero di società quotate nel 2018 con un valore pari a 5.065 unità, seguita da Stati Uniti con un valore pari a 4.397 unità e dal Giappone con un valore pari a 3.652 unità. A metà classifica vi sono la Grecia con un valore pari a 183 unità, la Nigeria con 164 società quotate e il Messico con 140 società quotate. Chiudono la classifica Costa Rica, Libano e Namibia con un valore pari a 10 società quotate.

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Di seguito si analizza l’andamento delle società quotate in India, negli Stati Uniti e in Giappone.

India. Il numero delle imprese quotate in India è cresciuto nel periodo tra il 2008 ed il 2018. Nel 2008 il numero delle imprese quotate in India è stato pari ad un valore di 4921 unità. Nel passaggio tra il 2008 ed il 2009 il numero delle imprese quotate in India è cresciuto da un valore pari a 4921 unità fino ad un valore pari a 4955 unità ovvero pari ad una crescita di 34 unità pari ad una crescita di 0,69%. Nel passaggio tra il 2009 ed il 2010 il numero delle imprese quotate in India è cresciuto da un valore pari a 4955 unità fino ad un valore pari a 5034 unità ovvero pari ad una crescita di 79 unità equivalente ad una crescita dell’1,59%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il numero delle imprese quotate in India è cresciuto da un valore pari a 5.034 unità fino ad un valore pari a 5.112 unità ovvero pari ad una variazione di 78 unità equivalente ad una crescita di 1,55 unità. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il numero delle imprese quotate in India è cresciuto da un valore pari a 5.112 unità fino ad un valore pari a 5.191 unità ovvero pari ad una variazione di 79 unità pari ad una crescita di 1,55%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il numero delle imprese quotate in India è cresciuto da un valore pari a 5.191 unità fino ad un valore pari a 5.294 unità ovvero una variazione pari ad un valore di 103 unità pari ad una crescita di 1,98%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il numero delle imprese quotate in India è passato da un valore pari a 5.294 unità fino ad un valore pari a 5.541 unità ovvero pari ad una crescita di 247 unità pari ad una crescita di 4,67%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il numero delle imprese quotate in India è cresciuto da un valore pari a 5294 unità fino ad un valore pari a 5541 unità ovvero pari ad una crescita di 247 unità pari ad una crescita di 4,67%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il numero delle imprese quotate in India è passato da un valore pari a 5541 unità fino ad un valore pari a 5835 unità ovvero pari ad una crescita di 294 unità pari ad una crescita 5,31%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il numero delle imprese quotate in India è diminuito da un valore pari a 5835 unità fino ad un valore pari a 5820 unità ovvero pari ad una riduzione di 15 unità equivalente ad una riduzione di 0,26%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il numero delle società quotate è diminuito da un valore pari a 5820 unità fino ad un valore pari a 5615 unità ovvero pari ad una riduzione di 205 unità equivalente ad una riduzione di 3,52%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 il numero delle imprese quotate in India è diminuito da un valore pari a 5615 unità fino ad un valore pari a 5.065 unità ovvero pari ad una riduzione di 550 unità pari ad una riduzione del 9,80%. Nel periodo considerato il valore della produzione in India è cresciuto di un valore pari a 144 unità ovvero pari ad una variazione di 2,93%.

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Stati Uniti. Il numero delle società quotate negli Stati Uniti è diminuito nel periodo tra il 2008 ed il 2018. Nel 2008 il numero delle società quotate negli Stati Uniti è stato pari ad un valore pari a 4666 unità un valore che è diminuito fino ad un valore pari a 4401 unità nel 2009 ovvero una variazione pari a 265 unità pari ad un valore di -5,68%. Nel passaggio tra il 2009 ed il 2010 il numero delle imprese quotate negli Stati Uniti è passato da un valore paria 4401 unità fino ad un valore pari a 4279 unità ovvero una riduzione pari ad un valore di 122 unità pari ad un valore di -2,77%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il numero delle società quotate è diminuito da un valore pari a 4279 unità fino ad un valore pari a 4171 unità ovvero apri ad una riduzione di 108 unità pari ad una riduzione del 2,52%. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il numero delle società quotate negli Stati Uniti è diminuito da un valore pari a 4171 unità fino ad una variazione di 4102 unità ovvero pari ad una riduzione di 60 unità pari ad una riduzione di 1,65%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il numero delle società quotate negli Stati Uniti è cresciuto da un valore pari a 4102 unità fino ad un valore pari a 4180 unità ovvero pari ad un valore di 78 unità pari ad una crescita di 1,90%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il numero delle imprese quotate in negli Stati Uniti è cresciuto da un valore pari a 4180 unità fino ad un valore paria 4369 unità ovvero pari ad una crescita di 189 unità pari ad una crescita di 4,52%. Nel passaggio tra 2014 ed il 2015 il numero delle società quotate negli Stati Uniti è cresciuto da un valore pari a 4369 fino ad un valore pari a 4381 unità ovvero pari ad una crescita di 12 unità pari ad una crescita dello 0,27%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il numero delle società quotate negli Stati Uniti è diminuito da un valore pari a 4381 unità fino ad un valore pari a 4331 unità ovvero pari ad una riduzione di 50 unità equivalente ad una riduzione di un valore pari a -1,14%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il numero delle società quotate negli Stati Uniti è cresciuto da un valore pari a 4331 unità fino ad un valore pari a 4336 unità ovvero pari ad una crescita di 5 unità pari a 0,12%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 il numero delle società quotate negli Stati Uniti è cresciuto da un valore pari a 4336 unità fino ad un valore pari a 4397 unità ovvero pari a 61 unità equivalente ad una crescita di 1,41%. Nel passaggio tra il 2008 ed il 2018 il numero delle società quotate negli Usa è diminuito di 269 unità ovvero pari ad una variazione di -5,77%.

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Giappone. Il numero delle imprese quotate in Giappone è cresciuto nel periodo tra il 2008 ed il 2018. Nel 2008 il numero delle società quotate in Giappone è stato pari ad un valore di 2374 unità. Nel passaggio tra il 2008 ed il 2009 il numero delle società quotate in Giappone è diminuito da un valore pari a 2374 unità fino ad un valore pari a 2320 unità ovvero pari ad una riduzione di 54 unità pari ad una variazione di 2,27%. Nel passaggio tra il 2009 ed il 2010 il numero delle società quotate in Giappone è diminuito da un valore pari a 2320 unità fino a 2281 unità ovvero una riduzione pari a 39 unità pari ad una riduzione di 1,68%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il numero delle società quotate in Giappone è diminuito da 2281 unità fino ad un valore pari a 2280. Tra il 2011 ed il 2012 il numero delle società quotate in Giappone è cresciuto da un valore pari a 2280 unità fino ad un valore pari a 2294 unità ovvero pari ad una crescita di 14 unità pari ad un valore di 0,61%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il numero delle società quotate in Giappone è cresciuto notevolmente da un ammontare pari a 2294 unità fino ad un valore pari a 3408 unità ovvero pari ad una crescita di 1114 unità pari ad un valore di 48,56%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il numero delle imprese quotate in Giappone è cresciuto da un valore pari a 3408 unità fino ad una valore pari a 3458 unità ovvero pari ad una crescita di 50 unità pari ad una crescita di 1,47%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il numero delle società quotate in Giappone è cresciuto da un valore pari a 3458 unità fino ad un valore pari a 3504 unità ovvero pari ad una variazione di 46 unità ovvero pari ad una variazione di 1,33%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il numero delle società quotate in Giappone è cresciuto da un valore di 3504 unità fino ad un valore di 3535 unità ovvero pari ad una crescita di 31 unità pari allo 0,88%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il numero delle società quotate in Giappone è cresciuto da un valore pari a 3535 unità fino ad un valore pari a 3598 unità ovvero pari ad una crescita di 63 unità pari ad un valore di 1,78%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 il numero delle società quotate nel mercato finanziario giapponese è cresciuto da un valore pari a 3598 unità fino ad un valore pari a 3652 unità ovvero una crescita pari a 54 unità equivalente ad una crescita di 1.50.

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Conclusioni. Il numero delle società quotate è cresciuto a livello globale. La crescita è avvenuta anche in paesi, come per esempio il Giappone, caratterizzate dalla centralità del sistema bancario. La letteratura economico-finanziaria distingue tra paesi che sono banco-centrici, ovvero fondati sul sistema bancario per il finanziamento alle imprese, e paesi che sono mercato-centrici ovvero che utilizzano i mercati finanziari per finanziare le società. La tradizione banco-centrica è tipica di alcune economie nazionali come per esempio la Germania, l’Italia e il Giappone, mentre la tradizione dei mercati finanziari tende ad essere connessa all’economia dei paesi anglosassoni. Tuttavia lo sviluppo della globalizzazione sembra avere modificato le tradizionali distinzioni tra i vari paesi e si assiste quindi a sistemi bipolari ovvero caratterizzati dalla compresenza di centralità bancaria e crescita dei mercati finanziari come accade per esempio nel caso del Giappone. Chiaramente l’orientamento ai mercati finanziari crea degli elementi di volatilità ed incertezza che risultano essere mancanti nei sistemi banco-centrici. Tuttavia è pure vero che i sistemi banco-centrici potrebbero essere caratterizzati da un sostanziale sotto-investimento nei confronti delle innovazioni tecnologiche e finanziari. Il tema dell’innovazione sembra infatti appannaggio esclusivo del mercato finanziario, mentre il sistema bancario appare assolutamente privo di capacità valutativa. Il caso delle start up è un esempio lampante dell’incapacità del sistema bancario di valutare le innovazioni tecnologiche: le start up infatti vengono finanziate assai più facilmente nel mercato finanziario rispetto al sistema bancario.

Angelo Leogrande

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