La possibilità di ripristino per le foreste tropicali distrutte

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Nel mondo, molte foreste stanno scomparendo, e questo è un problema grave non solo per le tante specie di piante e di animali da cui sono abitate, ma anche per l’uomo stesso, che in futuro potrebbe ritrovarsi senza alcun alleato per contrastare i drastici cambiamenti climatici che sta vivendo il pianeta.

Infatti, le foreste tropicali costituiscono il vero e proprio polmone della terra per la grande quantità di ossigeno che permette la sopravvivenza dell’uomo, ma anche perché assorbono gran parte dell’anidride carbonicaemessa nell’atmosfera.

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Questo polmone sta quasi collassando, e un gruppo di ricercatori brasiliani dell’università di Sao Paulo ha pubblicato un articolo che illustra la possibilità di ripristinare una parte delle foreste distrutte.

Pedro Brancalion, uno degli autori della ricerca, ha affermato che “il ripristino delle foreste tropicali è fondamentale per la salute del pianeta, ora e per le generazioni a venire. Il nostro studio, per la prima volta, aiuta governi, investitori e altri soggetti che cercano di ripristinare le foreste umide tropicali a determinare i luoghi precisi in cui il restauro è più fattibile, duraturo e benefico. Il ripristino delle foreste è un dovere ed è fattibile”.

Infatti, attraverso dei satellitari, gli scienziati hanno individuato le aree disboscate del mondo più pronte a un’eventuale riforestazione, in Brasile, India, Indonesia e Colombia, Ruanda, Uganda, Burundi e Madagascar. Il ripristino di foreste in queste aree potrebbe diminuire l’effetto serra ed evitare un’estinzione di molte specie animali e vegetali.

La maggior parte dei Paesi predisposti a riforestazione hanno già aderito alla Bonn Challenge.

Quest’ultimo è un progetto globale lanciato nel 2011 a Bonn, organizzato dal governo tedesco e dalla IUCN, che ha come obiettivo quello di riforestare 1,5 milioni di chilometri quadrati di terra entro il 2020 e 3,5 milioni entro il 2030, dopo un’ulteriore proroga con la Dichiarazione di New York sulle foreste, al summit delle Nazioni Unite del 2014.

Ad oggi hanno aderito alla Bonn Challenge ben 56 governi e aziende private, che hanno impegnato 168 milioni di ettari di terra per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il ripristino delle aree disboscate creerà molti benefici economici, con l’aumento di reddito delle zone rurali in cui verrà attuato.

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La Bonn Challenge è un programma che tutela le acque, l’alimentazione e lo sviluppo rurale dei Paesi, aiutandoli nella lotta al cambiamento climatico e per la biodiversità.

La Global Partnership on Forest Landscape Restoration (GPFLR) si occupa di fornire supporto tecnico e politico ai Paesi che hanno aderito al progetto, instaurando un dialogo con le comunità locali, per non stravolgere la loro cultura e tradizione.

Altri partner, come The Restoration Initiative (TRI), sono impegnati a proporre dei modelli per l’attuazione di esso nelle zone più predisposte.

Un’altra causa della deforestazione sono i terreni destinati all’agricoltura, e a questo proposito, lo studio dei ricercatori brasiliani afferma che le aree più predisposte alla riforestazione sono quelle di scarso utilizzo per il settore agricolo.

Alcuni Paesi, come la Cina e l’India, hanno investito in piantagioni per monocolture, che però hanno una ridotta capacità di assorbimento di CO2 e di rivalorizzazione economica del territorio.

Francesco Ambrosio

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