La fatica come requisito per crescere

I nostri giovani hanno bisogno di esempi

I_nostri_giovani_hanno_bisogno_di_esempi.jpg

Nell’era in cui basta un piccolo gesto per connettersi con il resto del mondo ed annullare le distanze, sembra che non si abbia la giusta considerazione di ciò che anima i nostri sforzi nel determinare la direzione delle azioni.

Nel tempo in cui sembra che tutto ci sia dovuto, ci sorprende sapere che chi raggiunge alcuni risultati lo fa unicamente grazie alla sua volontà, all’impegno dimostrato, alla serietà con la quale ha cercato di dare concretezza ad un progetto. Siamo disabituati a ciò che chiamiamo “fatica”.

I propositi devono naturalmente essere seguiti da azioni efficaci, dalla determinazione nel raggiungere un obiettivo e dalla motivazione ad andare avanti. Le difficoltà che si incontrano rappresentano un passaggio obbligato che fa parte del processo, quindi bisogna valutarlo come positivo.

cms_13594/2.jpg

Un progetto può essere la ricerca di un lavoro, una sfida con se stessi per superare alcuni ostacoli, il poter realizzare e creare qualcosa di concreto, il riuscire a coordinare ed a riunire in nome di un ideale la gente, il porsi alla guida di una comunità di qualsiasi tipologia: civile, religiosa, scolastica e di altro tipo. L’importante è che esso non stigmatizzi e porti ad adattare un modello culturale in cui non sia presente il pregiudizio. Ogni lavoro, dunque, se è la risultante dell’impegno ha la sua dignità!

Ogni azione deve essere diretta verso un risultato, sebbene l’intensità con la quale la compiamo non è misurabile. Non c’è di fatto una relazione fra ciò che ci spinge a fare qualcosa per ottenere un risultato. È la disposizione d’animo e l’impegno in realtà che fanno la differenza! Occorre impegnarsi nelle attività anche solo per osservare le modalità con cui diamo atto al loro svolgersi.

Lo sforzo e la fatica, pertanto, non peseranno se vi è una forte motivazione a supportarle.

cms_13594/3.jpg

Nell’osservare i nostri giovani in qualità di educatori, in senso esteso naturalmente, notiamo che il loro freno a crescere è rappresentato dall’incapacità a misurarsi con le varie situazioni da affrontare. É il nostro esempio che dovrà sollecitarli e dunque spingerli a fare propria la validità di quell’assunto che stabilisce che “si possono ottenere quotidianamente dei piccoli successi a patto che essi siano la risultante della fatica, abbinata alla consapevolezza di ciò che si sta facendo”. I giovani sono degli abili osservatori: più che i moniti e le parole, occorrono in prima istanza esempi concreti in grado di far emergere la disciplina, unitamente alla motivazione ed al coraggio intesi come esercizio costante che calibra le proprie azioni nella direzione coerente dei nostri progetti. Il confronto con i propri simili costituisce un’opportunità che li aiuta a crescere, perché nelle relazioni che si stabiliscono fra loro risulta più efficace impiegare uno spirito di squadra atto a migliorarsi in quanto utile al raggiungimento di risultati positivi.

Ognuno, però, deve saper trasportare degnamente il proprio mattone, vincendo gli ostacoli e le intemperie.

Ester Lucchese

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su