La dura vita delle Miss

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Quest’anno il titolo di Miss Word America - anche se solo per un giorno - è stato assegnato a Kathy Zhu, studentessa ventenne di origine cinese, la cui bellezza è indiscutibile; almeno tanto quanto la sua capacità di combinare guai.

La Miss appena eletta non ha saputo, infatti, resistere alla tentazione di approfittare del suo momento di gloria per inviare dei tweet contro gli afro-americani e i musulmani, così come era probabilmente intuibile aspettarsi dalla sfegatata fan del presidente Donald Trump, attivista e conservatrice del gruppo nazionale Chinese Americans for Trump.

A causa di quei suoi account social che "hanno contenuti offensivi, indelicati e inappropriati", i giudici della gara hanno fatto sapere che la Zhu non potrà più fregiarsi del titolo o usare la sua immagine come vincitrice della gara.

Come dar loro torto?

Miss Mondo è uno dei concorsi di bellezza più famosi e importanti del pianeta.

Fu fondato nel Regno Unito da Eric Morley nel 1951 e, insieme alle altre competizioni - Miss Universo, Miss International e Miss Terra -, è uno dei concorsi di bellezza maggiormente pubblicizzati al mondo. Tutti e quattro formano il Big Four international beauty pageants (Quattro grandi concorsi internazionali di bellezza); le organizzazioni di questi più grandi concorsi di bellezza sfruttano talora la risonanza mondiale dell’evento per attirare l’attenzione dei media su argomenti di rilevanza etica, sociale.

È quanto accaduto proprio al concorso di Miss Mondo nel 2002, anno in cui la finale si svolse ad Abuja, capitale della Nigeria. Si trattò di una scelta molto controversa, perché proprio nei giorni del concorso una donna nigeriana, Amina Lawal, era in attesa di essere giustiziata secondo le leggi locali, per aver commesso adulterio. L’organizzazione di Miss Mondo sfruttò quindi la risonanza mondiale dell’evento per rivolgere l’attenzione dei media anche su Amina.

La nostra protagonista, la bella Kathie Zhu, studentessa nata in Cina e trapiantata in America quando aveva cinque anni, sembrava essere la donna perfetta per rappresentare il Michigan come reginetta di bellezza multiculturale, se solo non fosse stata accusata di avere scritto sui social media contenuti “offensivi”, “insensibili” e “inappropriati” nei riguardi delle minoranze. Ebbene sì, proprio lei, che viene da una famiglia cinese.

Dal canto suo, la ventenne ritiene di essere stata punita semplicemente perché di vedute conservatrici e in particolare per essersi rifiutata nel 2018, di indossare un hijab, il velo islamico, che una donna musulmana avrebbe voluto con insistenza metterle durante il Word Hijiab Day, tenutosi nel campus universitario che la ragazza frequenta. La Zhu sostiene inoltre che quei suoi tweets sono stati presi fuori dal contesto di gara.

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I repubblicani, naturalmente, hanno preso le sue parti. Del resto, come non appoggiare la Zhu, che vanta settantamila follower su Twitter e Instagram, entrambi sotto il nome PoliticalKathy e che ha sostenuto pubblicamente Donald Trump, quand’era candidato alle elezioni a presidente e che non perde mai l’occasione per manifestargli la sua profonda ammirazione?

Eppure non è la prima volta che accade nella storia universale delle Miss di essere spodestate. Di certo, essere privata del titolo è ben poca cosa rispetto a mali peggiori come quelli capitati ad alcune reginette di bellezza.

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Si pensi ad esempio a Itir Esen, miss Turchia. La procura di Istanbul chiese per lei la condanna fino a un anno di carcere per “offese”, fatte con un tweet ritenuto inaccettabile dagli organizzatori, alle vittime del fallito golpe del 15 luglio 2016.

Ora un Tribunale di Istanbul l’ha assolta, ma i suoi tweet avevano scatenato la bufera sul web, anche se la Esen negava ogni intento offensivo.

E che dire di Merve Buyuksarac, designer e modella 27enne, incoronata Miss Turchia nel 2006 e condannata a 14 mesi - con pena sospesa - per avere condiviso sul suo profilo Instagram versi che canzonavano il presidente Recep Tayyip Erdogan, rime tratte da Ustanin Siiri (Il poema del padrone), poema satirico in cui si descrive Erdogan come un milionario ed il figlio Bilal come l’uomo che ne “ripulisce” i capitali.

La sentenza sul caso Buyuksarac è, dopo un lungo travaglio, arrivata. Se la giovane non ricadrà nel reato per cui è stata condannata per i prossimi cinque anni, non farà neppure un giorno di cella. Nondimeno, un tribunale di Istanbul l’ha ritenuta colpevole di "offesa a un pubblico ufficiale" per il solo fatto di avere condiviso quelle parole.

L’ho fatto perché mi era parso divertente – aveva commentato pubblicamente l’ex Miss Turchia – senza l’intenzione di offendere il presidente Erdogan”.

Anche in Svizzera la 20enne reginetta argoviese Jastina Doreen Riederer si è vista spodestata, anche se per motivi diversi, relativi questa volta ad un mancato adempimento delle condizioni contrattuali.

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Ma, di certo, l’esperienza insegna che non bisogna mai scoraggiarsi per un titolo sottratto. Nel bene e nel male, le reginette di bellezza sono in ogni caso destinate a far parlare di sé e, anche se molti errori vengono commessi più per ingenuità che per altro, non è detto che non si possano trarre comunque dei vantaggi dagli stessi.

Caso emblematico è quello di Melissa King, incoronata Miss Teen Delaware e destituita dopo che un noto sito hard ha messo online un suo vecchio filmato amatoriale in cui la ragazza non appariva affatto timida come al concorso di Miss.

Pur consapevole di essere contro ogni regolamento, Melissa giustificò la sua partecipazione al concorso affermando di avere bisogno di denaro. Tuttavia, è risaputo che ogni scandalo a sfondo sessuale apre spesso le porte a nuove proposte di lavoro.

Nel caso della bella Melissa è stato lo stesso “Youporn” ad offrirle 250mila dollari per diventare la donna immagine del sito.

Anche in Italia la porno star Moana Pozzi si cimentò nella gara, nel 1981.

Senza però andare a rivangare tra i casi più estremi si pensi alle partecipanti ai concorsi di bellezza non diventate Miss - ma non per questo meno famose - che hanno trovato la loro strada come attrici, donne di spettacolo e di politica.

Dal 1939 ad oggi tra le più famose, solo per citarne alcune, ricordiamo Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Sofia Loren, Stefania Sandrelli, ma anche personaggi politici come Mara Carfagna, e l’elenco ancora molto lungo, non potrebbe che incoraggiare le future aspiranti al titolo.

Sebbene ampiamente contestati negli ambienti più femministi, i concorsi a Miss rappresentano ancora un forte richiamo per le più belle donne del mondo.

Oltre che augurare a tutte loro buona fortuna, forse è il caso di dare un’unica, sentita, raccomandazione: “Occhio a Twitter!”

Gianmatteo Ercolino

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