La diffusione di internet tra svago e desiderio di libertà

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La voglia di comunicare ma anche la necessità di farlo rapidamente, in ragione di tempi sempre più veloci, convulsi e politicamente instabili. Se dal punto di vista della diffusione e dell’utilizzo della Rete, gli italiani e il resto della popolazione mondiale hanno scoperto di essere sempre più avvezzi alle nuove tecnologie, quello che sembra preoccupare maggiormente studiosi, famiglie e insegnanti è sia il consumo di ore da parte dei più giovani in Rete sia la diffusione del cosiddetto hate speech. Come già scritto qualche settimana fa su queste colonne, la diffusione dell’utilizzo della Rete per aggiornamento, ricerca e per comunicare è in netta crescita in Italia, grazie all’accesso mobile da smartphone.

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Oggi si usa abitualmente un cellulare, tradizionale o di ultima generazione, soprattutto per i servizi online e solo in second’ordine per effettuare le tradizionali telefonate o utilizzare i servizi di messaggistica sms. Con i telefoni mobili di ultima generazione internet conquista in Italia posizioni di riguardo per quanto riguarda l’informazione online e soprattutto la relazionalità sui social. I ragazzi italiani con meno di 25 anni, secondo i dati forniti un istituto di ricerca, risultano “connessi” per oltre 16 ore al giorno, su una fruizione di internet che coinvolge circa 30 milioni di italiani, con un buon 62% che si collega quotidianamente, un il 7% che si caratterizza per una fruizione discontinua e quasi un terzo che invece non accede mai alla Rete.

cms_4035/foto_3.jpgSulle abitudini di navigazione in Rete dei nostri giovani compatrioti, e non solo loro, si sono spesi ormai chilometri di inchiostro, molto spesso per evidenziarne il loro cattivo comportamento. Il web spesso risulta essere utilizzato come discarica per sfoghi, odi, vendette, improperi, messaggi di odio, futilità. Parlo in particolar modo dei famigerati social, intesi come strumento principe da parte dei giovani e non solo, per sfogare ansie e delusioni, piuttosto che come reale strumento di crescita sociale, professionale e collaborativa. Se dunque l’uso degli smartphone si è rivelato la chiave determinante per la crescita del numero dei navigatori, la porta d’accesso principale per entrare in Rete è invece rappresentata dai social i quali permettono di sperimentare per molte popolazioni di Paesi emergenti piuttosto che europei, un formidabile strumento di libertà, così come evidenziato dalle recenti primavere arabe.

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In quest’ultimo caso abbiamo visto come proprio i giovani siano stati i maggiori protagonisti della riuscita di queste iniziative politiche volte a proporre un cambiamento che non passasse per forza di cose dall’uso delle armi, ma solo attraverso la protesta pacifica e civile. La crescita di internet nel mondo rappresenta un’opportunità di miglioramento delle relazioni non solo sociali ma anche e soprattutto politiche e, non dimentichiamolo, anche educazionali. Il cambiamento dipende non solo dalle singole persone che decidono di far sentire la loro voce, ma anche dalle modalità con cui vengono incoraggiati gli strumenti del comunicare, la Rete in primis. In Paesi come Filippine, Kenia, Venezuela, Cina, ecc., i social sono un formidabile mezzo di accesso alle informazioni e per la conquista di diritti civili molto spesso messi a tacere dalla censura e dalla propaganda di regime. Come dunque si può vedere ci troviamo di fronte a un duplice utilizzo della Rete: da una parte, soprattutto nelle zone dell’Europa occidentale, un uso ludico, relazionale, informazionale della Rete da parte molto spesso dei giovani, dall’altro, Paesi emergenti, che legano internet a strumento di conquista di libertà civili e a mezzo di protesta politica.

Andrea Alessandrino

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