La chiesa innovativa di Francesco non apre ai sacerdoti sposati

Il Vaticano stretto tra conservatorismo e progressismo

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Celibato sì o celibato no? Dietro questo enorme dilemma, si cela la speranza per una Chiesa innovativa, al passo con i tempi e che non si identifichi, come troppo spesso succede, nella censura assoluta. Certamente, il silenzio di Francesco su tale tematica non aiuta a chiarire la reale posizione della Chiesa cattolica romana. Infatti nell’esortazione Querida Amazonia, che chiude il cerchio sul sinodo dei vescovi, bisogna evidenziare la posizione defilata del pontefice, che decide di non aprire al cambiamento sulle regole del celibato dei preti. Una decisone tutto sommato saggia, visti i rapporti burrascosi con la frangia più conservatrice, che minacciavano un vero e proprio scisma rischiando di indebolire una chiesa già sull’orlo del baratro. Ovviamente, è doveroso ribadire che ci sono eccezioni in questo senso, dai preti sposati nelle Chiese orientali fino ai sacerdoti di rito anglicano riammessi in piena comunione con Roma. Grande delusione trapela dal fronte più innovativo, che vedeva in Bergoglio un precursore di modernità.

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Se da una parte abbiamo una Chiesa cattolica chiusa su questo tema, dall’altra occorre mettere in luce le altre confessioni di fede, dal protestantesimo fino alla chiesa anglicana, che nonostante le immense diversità rappresentano un punto di svolta per i credenti. Partendo dai protestanti evangelici, ci siamo sempre chiesti il perché della loro scelta di potersi sposare. Domanda lecita, che fa recepire il vero significato del Vangelo. Infatti, in nessun testo evangelico emerge il divieto di non sposarsi; anzi, nelle Sacre Scritture si parla di sacerdoti con mogli e figli. Si tratta in ogni caso di una scelta libera, che non deve essere influenzata da nessuna corrente di potere. Un’altra motivazione si va a codificare nel mondo secolare, infatti nessun monastero può aiutare a concepire la vera essenza del pastore. Secondo gli evangelici, quest’ultimo deve distinguersi per i doni ricevuti dal signore e non da ruoli gerarchici come nelle istituzioni vaticane.

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Una situazione ben diversa si delinea invece nella Chiesa anglicana, in cui da vent’anni a questa parte il sacerdozio è aperto anche alle donne. In tal senso, la Chiesa cattolica - con l’allora papa Wojtyla - ha sempre vietato questa possibilità, ponendo in essere un principio biblico sull’immagine maschile del figlio di Dio. Naturalmente, le decisioni nella Chiesa anglicana sono strutturate in modo diverso rispetto a quelle della Chiesa romana, riconducendosi agli ideali lanciati dall’arcivescovo di Canterbury. Una sorta di sinodalità tra vescovi, che può identificarsi come modello di grande innovazione per una Chiesa desiderosa di modernità.

Al di là dei tecnicismi che non sempre aiutano alla comprensione del popolo fedele, è necessario porsi un’altra domanda fondamentale: senza celibato può scomparire la pedofilia? Ad oggi non esiste risposta a tale quesito, ma occorre un’attenta riflessione soprattutto da parte dei vertici della Chiesa cattolica. Purtroppo, i numeri sui bambini vittime di abusi incrementano sempre più, ma la decisione di Bergoglio, di annullare il segreto pontificio su tale abominio, sembra aver donato una nuova linfa di credibilità a una Chiesa completamente in panne.

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Forse sembrerà utopica, ma la speranza di una Chiesa più vicina al fedele è ancora possibile nonostante tutto. Il coraggio di Francesco sembra essere svanito, ma il Vaticano ha i suoi tempi e non tutto sembra essere perduto.

Giuseppe Capano

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