La capitalizzazione delle banche nella globalizzazione

Il bank capital asset ratio è cresciuto in quasi tutti i paesi tra il 2010 ed il 2017, ma i paesi a medio-alto reddito mostrano dei valori inferiori rispetto alla media globale

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La Banca Mondiale riporta i dati relativi al rapporto tra il capitale bancario e le attività, ovvero gli investimenti realizzati a titolo di asset. Il capitale bancario e le attività fanno riferimento al rapporto tra capitale bancario e riserve rispetto al totale delle attività. Il capitale e le riserve includono fondi versati dai proprietari, utili non distribuiti, riserve generali e speciali, accantonamenti e rettifiche di valore. Il capitale comprende il capitale di classe 1 (azioni versate e azioni ordinarie), che è una caratteristica comune nei sistemi bancari di tutti i paesi, e il capitale regolamentare totale, che include diversi tipi specifici di strumenti di debito subordinato che non devono essere rimborsati se i fondi sono richiesto per mantenere livelli minimi di capitale (comprendono il capitale di livello 2 e 3). Le attività totali includono tutte le attività non finanziarie e finanziarie.

L’indicatore è pertanto così sintetizzato:

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Si tratta dunque di una ratio che considera la capacità del capitale delle banche di far fronte agli investimenti che vengono realizzati. Tuttavia occorre considerare che l’indicatore è sostanzialmente inefficiente per i seguenti motivi:

  • Vi sono delle risorse bancarie che non vengono rappresentate nei bilanci delle banche, ovvero che sono out of balance, le quali sono sostanzialmente costituite da assets;
  • Il valore del bank capital asset ratio è in realtà un valore di flusso, in quanto, soprattutto per le banche operanti a livello internazionale, le variazioni valutarie possono portare dei cambiamenti assai significativi dell’indice indicato attraverso il deprezzamento oppure l’apprezzamento del denominatore;
  • Il valore del numeratore può cambiare notevolmente a livello nazionale per la mancanza di norme che sono standardizzate e, pertanto, il confronto internazionale tra paesi aventi regolamentazioni diverse incontra i limiti giuridici della costruzione del numeratore.

Tuttavia, nonostante i limiti che sono stati indicati, è possibile utilizzare il bank capital asset ratio come uno strumento per verificare a livello globale quali sono i paesi con sistemi bancari capitalizzati nell’interno del sistema globale. I dati con riferimento al 2017 possono essere disposti nella forma del ranking. Al primo posto si trovano le Maldive con un valore del capitale proprio delle banche pari a 24,15%, seguite dalla Repubblica Centro Africana, con un valore pari a 20,95%, ed al terzo posto Tonga con un valore pari a 19,99%. A metà classifica ci sono la Federazione Russa con un valore pari a 10,51%, il Messico con un valore pari a 10,40% e Vanuatu con un valore pari a 10,26%. Chiudono la classifica Dominica con un valore pari a 5,16%, St. Lucia con un ammontare pari a 5,10% e Monaco con un valore pari a 4,81%.

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Di seguito si riportano i dati relativi alle Maldive, alla Repubblica Centro Africana e Tonga.

Maldive. Il capitale proprio delle banche in percentuale degli assets nelle Maldive è cresciuto nel periodo tra il 2012 ed il 2017. Nel 2012 il valore del bank capital asset ratio è stato pari ad un valore di 16,11% ed è cresciuto nell’esercizio successivo, ovvero il 2013, fino ad un valore pari a 16,15% ovvero pari ad una variazione di 0,04 unità pari ad un valore di 0,23%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il valore del bank capital asset ratio è passato da 16,15% fino a 21,35% pari ad una variazione di 5,20 unità, ovvero del 32,24%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il valore del capitale proprio del bank capital asset ratio è passato da un valore pari a 21,35% fino a 20,46% pari ad una riduzione di 0,89 unità, ovvero ad una variazione di 4,19%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 20,46% fino a 23,71% ovvero una crescita di 3,26 unità conun valore di 15,92%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore del bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 23,71% fino ad un valore pari a 24,15%, cioè con una variazione di 0,43 unità pari ad un valore di 1,83%. Nel complesso tra il 2010 ed il 2017 il bank capital asset ratio è cresciuto di un valore pari a 8,04 unità, ovvero con una variazione di 49,90%.

Central Africa Republic. Il valore del bank capital asset ratio nella repubblica centrafricana è cresciuto nel periodo tra il 2010 ed il 2017. Nel 2010 il valore del bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 17,10% fino a 22,33% nel 2011, con un valore di 5,23 unità ed un cambiamento del 30,61%. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il valore bank capital asset ratio nella repubblica centrafricana è diminuito da un valore pari a 22,33% fino ad un valore pari a 22,19%, con una variazione di -0,14 unità pari ad un valore di -0,61%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il valore del bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 22,19% fino a 23,68%, con una variazione pari ad un ammontare di 1,48 unità ed una variazione di 6,69%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il valore del bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 23,68% fino a 21,94%, con una variazione di -1,74 unità pari ad una variazione di -7,34%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il valore del bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 21,94% fino ad un valore pari a 21,05% ovvero pari ad una variazione di -0,89 unità pari ad una riduzione di 4,05%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore del bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 21,05% fino ad un valore pari a 19,22%, ovvero una variazione che ammonta a -1,83 unità pari ad una variazione di -8,70%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore bank capital asset ratio nella Repubblica Centrafricana è cresciuto da un valore pari a 19,22% fino ad un valore pari a 20,95%, con una variazione di 1,73 unità pari ad una variazione di 8,98%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2017 il valore del bank capital asset ratio nella Repubblica centrafricana è diminuito di un valore pari a 1,25 unità ovvero del 5,61%.

Tonga. Il valore del bank capital asset ratio a Tonga è cresciuto nel periodo tra il 2010 ed il 2017. Nel 2010 il valore del bank capital asset ratio a Tonga è stato pari ad un valore pari a 8,26%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il valore del bank capital asset ratio è cresciuto da un valore pari a 8,26 fino ad un valore pari a 8,14 ovvero una variazione pari ad un valore di -0,13 unità con un valore di 1,54%. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il valore del bank capital asset ratio a Tonga è cresciuto da un valore pari a 8,14 fino ad un valore pari a 22,94 ovvero una variazione pari ad un valore di 14,80% con un valore di 181,93%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il valore del bank capital asset ratio in Tonga è cresciuto da un valore pari a 22,94% fino ad un valore pari a 23,68% ovvero con una variazione di 0,75 ed un ammontare di 3,26%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 la percentuale di bank capital asset ratio a Tonga è cresciuto da un valore pari a 23,68% fino ad un valore pari a 24,85% ovvero con una crescita di 1,16 unità pari ad un valore di 4,92%. Tra il 2014 ed il 2015 il valore del bank capital asset ratio a Tonga è diminuito da un valore pari a 24,85% fino ad un valore pari a 24,12% ovvero con una variazione di -0,73 unità, pari a -2,94%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore del bank capital asset ratio a Tonga è diminuito da un valore pari a 24,12% fino ad un valore pari a 21,19% ovvero pari ad una variazione di -2,93 unità pari ad un valore di -12,14%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore del bank capital asset ratio è diminuito da un valor pari a 21,19% fino ad un valore pari a 19,99% ovvero pari ad una crescita di -1,20 unità con una variazione di -5,65%. Nel complesso del periodo considerato il ratio per lo stato di Tonga è diminuito di un valore pari a 2,94 unità ovvero di un valore pari a -12,83%.

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Conclusioni. Chiaramente l’utilizzo dell’indicatore è insufficiente per offrire una panoramica complessiva della sostenibilità dell’attivo bancario. Tuttavia è pure necessario considerare che se si guarda la classifica complessiva molti paesi occidentali sono tra gli ultimi posti per valore del rapporto tra capitale delle banche ed attivo. Per esempio nel Regno Unito il 6,78% dell’attivo bancario è coperto dal capitale proprio, il 6,64% in Italia, il 6,59% in Francia, il 6,63% in Germania, il 6,13% in Svezia, il 5,22% in Canada, il 4,81% in Monaco. Ne deriva pertanto che proprio nell’interno dei paesi che sono più evoluti si verifica una riduzione del valore del capitale delle banche posto a sostegno e garanzia nei confronti del complesso degli attivi investiti. Tuttavia tale situazione può essere anche compresa considerando che effettivamente nei paesi evoluti esistono opportunità di investimento per le banche, sia nel finanziamento degli assets reali, ovvero nel dare credito alle famiglie ed alle imprese, sia nel finanziamento nei confronti dei mercati finanziari, attraverso l’utilizzo dei vari strumenti finanziari, anche derivati, e nelle forme nuove dello shadow banking system. Del resto occorre considerare che gli unici paesi ad reddito medio-alto presenti nell’interno della prima colonna del ranking considerato sono l’Irlanda e la Grecia. Si tratta di un fatto effettivamente grave, che fa riflettere circa la capacità dei sistemi bancari di affrontare delle nuove crisi finanziarie o delle nuove fluttuazioni negative che siano eventualmente prodotte in connessione con delle ulteriori crisi valutarie. Come si può facilmente verificare, la maggior parte dei paesi occidentali ed a reddito medio-alto hanno dei valori che sono al di sotto della media con riferimento al valore del bank capital asset ratio. Ne deriva che, in caso di una ulteriore crisi finanziaria, i paesi occidentali ed a reddito elevato potrebbero essere effettivamente privi della possibilità di realizzare una resistenza finanziaria basata sulla resistenza del capitale delle banche. Inoltre la situazione potrebbe ulteriormente precipitare se alla crisi bancaria si dovesse aggiungere la crisi della finanza pubblica, cosa che risulta essere molto probabile soprattutto nei paesi occidentali ed europei.

Tuttavia è pur vero che nel passaggio tra il 2010 ed il 2017 molti sistemi bancari, compresi quelli colpiti dalla crisi come per esempio la Grecia, hanno vissuto un processo di potenziamento del valore dei capitale proprio rispetto al valore degli investimenti, anche se tale potenziamento risulta essere comunque al di sotto dei valori medi dell’indicatore rilevato a livello globale. In conclusione è necessario che le banche siano adeguatamente capitalizzate per far fronte a quelli che sono i rischi derivanti da un sistema finanziario internazionale che potrebbe reagire negativamente al passaggio di consegne tra Stati Uniti e Cina. Del resto, soprattutto in quei paesi che hanno un sistema di finanza pubblica precario, come per esempio nel caso dell’Italia, della Grecia, e dei paesi dell’Europa Meridionale, è necessario che si venga a creare un processo di “double capitalization”: alla crescita della capitalizzazione delle banche rispetto agli assets deve anche corrispondere una crescita dell’autonomia finanziaria degli stati rispetto al debito pubblico. L’insieme di strategie per rinforzare il capitale delle banche e la gestione finanziaria dello stato potrebbe incrementare la probabilità di resistere al eastern financial black swan, ovvero alla produzione di crisi finanziarie orientali, che potrebbero devastare le sempre più fragili economie occidentali.

Angelo Leogrande

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