LO SPECCHIO MAGICO

Il narcisismo, nell’immaginario collettivo

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Nella ben nota favola di Biancaneve, scritta dai fratelli Grimm, narrata in diverse versioni e lingue di tutti i paesi d’Europa, si rintracciano dei segnali di competizione tra la regina e la giovane figliastra. Lo specchio, nella sua accezione metaforica, rappresenta l’io. E se la più bella del reame risulta essere Biancaneve, possiamo ben comprendere a quale livello di dramma possa giungere la strega cattiva, che medita addirittura di voler uccidere la sua rivale. L’azione dello specchiarsi e chiedere conferma fa trasparire la fragilità e la paura del confronto che ogni essere umano attraversa nel suo divenire, dettato in special modo dal timore del tempo che passa.

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L’immagine riflessa nello specchio non sempre combacia con il nostro ideale di bellezza e questo può portare a farcene una malattia. E’ certo ed è scientificamente provato che, se passiamo più di dieci minuti davanti allo specchio, troveremo dei difetti che probabilmente neanche abbiamo, incorrendo nello stato di ansia. Una recente ricerca britannica, partendo dal fastidio che procura l’osservarsi prolungato allo specchio, dichiara che siamo di fronte al dismorfismo, correlato da una perdita di fiducia in se stessi. Un disturbo, questo, di cui si sa poco, che porta alla depressione di chi guardandosi allo specchio ricerca e trova dei difetti che effettivamente non esistono. Attraverso un test su due gruppi di persone, l’uno affetto da dismorfismo e l’altro no, di fronte ad un’osservazione del proprio corpo allo specchio, in entrambi i casi si è sviluppato un profondo stato d’ansia. Il consiglio è di stare lontani dallo specchio e di accettarsi anche con i capelli fuori posto, considerando che solo la bella Biancaneve può sottrarsi all’andare del tempo.

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Nell’immaginario collettivo, il narcisismo viene interpretato come un aspetto della personalità che porta ad essere innamorati di se stessi. In verità il narcisista è innamorato della sua immagine idealizzata, non vedendo quello che realmente è nella sua fragilità. Il narcisista usa gli altri per farsi ammirare e mostra il lato migliore di sé; lo riconosciamo se parla sempre e solo lui, ed è sempre concentrato su se stesso. Se proviamo a parlare ci blocca, mostrando poco interesse verso gli altri. Lui è il migliore, non conosce rispetto e pecca di scarsa sensibilità. E’ un esibizionista, e tutto ciò che vuole è farsi ammirare ed essere al centro dell’attenzione. Lo individuiamo dal suo carisma: è attraente ed è un bravo manipolatore, usa gli altri come estensione di sé stesso proiettando, sui figli per esempio, i desideri irrealizzati. Inoltre, strumentalizza il senso di colpa altrui, rivendicando le sue pretese, asserendo di aver dato tanto in cambio di nulla.

Nel mito greco possiamo rintracciare un bellissimo cacciatore che disdegna ogni persona che lo ama. Il suo nome è Narciso. Figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, viene punito dagli dei e si innamora della sua stessa immagine, riflessa in uno specchio d’acqua.

Nel tentativo di raggiungere il suo riflesso muore, cadendo nel fiume in cui si stava specchiando.

Susy Tolomeo

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