LO SKILL GAP NELLE UNIVERSITA’ CI FA RESTARE INDIETRO

IL MONDO UNIVERSITARIO COLTIVA SAPERE E SPERANZE

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Tra le duecento migliori università del mondo, quattro risultano essere italiane. Il Politecnico di Milano ricopre la posizione più alta, dominando la classifica del Qs World University. Come risulta da un rapporto del Censis sugli atenei italiani giudicati in base all’internalizzazione e ai servizi offerti, Bologna per 9 anni consecutivi resta la migliore e guida la classifica delle università più prestigiose. Rientra in carreggiata La Sapienza di Roma. La Calabria recupera terreno, con il suo exploit di iscritti nel 2017.

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Tuttavia, una crescita lenta si attribuisce al mondo universitario italiano, che non è ancora in grado di attrarre docenti e studenti dall’estero. La maggior parte dei laureati in Italia vengono richiesti e impegnati dalla Lombardia, che dispone di un’offerta lavorativa nella misura di un terzo dell’impiego delle forze rispetto al resto d’Italia. La regione lombarda produce, oltre che la maggiore possibilità d’occupazione rispetto a tutto il territorio nazionale, anche il più alto numero di laureati, ed ha la capacità di spenderli appunto nell’immediato, mediante occupazione appropriata. Sono troppi, per esempio, i laureati in agraria nelle Marche, dove invece la loro collocazione e spendibilità nel settore agricolo è esigua.

Secondo l’osservatorio di Talents Venture, società di consulenza specializzata in orientamento, vi è una distribuzione iniqua di iscritti e futuri dottori, per cui alcune università risultano affollate mentre altre restano semideserte. Pertanto, la mappa universitaria italiana fornisce un evidente disallineamento. Lo skill gap - la distanza fra la richiesta lavorativa effettiva e l’offerta universitaria - sfiora il 60% per alcuni corsi di laurea. La domanda risulta essere, infatti, quasi il triplo dell’offerta, con un numero di laureati con indirizzo economico pari a 48.973, di cui gli assunti sono stati 136.580, per lo più laureati in statistica, seguiti dagli ingegneri elettronici.

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Secondo un appunto del Miur, risulta che in Italia ci sia stata, in questi ultimi anni, una buona offerta di corsi di laurea in lingua inglese, in particolare di corsi di laurea magistrale di durata biennale, anche se l’offerta formativa in lingua è ancora contenuta. I paesi preferiti dagli studenti italiani sono Gran Bretagna, Austria, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, optando verso le business administration o scuole di management e le facoltà in lingue. In queste isole di sapienza, gli studenti hanno la possibilità di crearsi un piano di studio personalizzato, idea presa in prestito dall’America che sta riscuotendo grande successo. Nel mondo non hanno pari gli atenei americani, di cui il migliore è il Massachusetts Institute of Technology, mentre a seguito troviamo le università inglesi.

Ciò che possiamo augurare ai giovani che si apprestano ad immatricolarsi (a breve le scadenze per le iscrizioni) è intanto di partire col piede giusto, e, citando Papa Paolo VI, “come un uomo dallo spirito romantico, che s’appressa ad un castello meraviglioso”.

Susy Tolomeo

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