LONDON FASHION WEEK AUTUMN-WINTER 2020/2021

UNA LONDRA INCLUSIVA E SOSTENIBILE MA POCO FASHION

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Dalla grande mela al Big Ben il passo è breve per il fashion system; dal quattordici febbraio al diciotto febbraio a Londra si è svolta la prima fashion week post brexit dove sono state presentate sessanta sfilate (numero esiguo rispetto alle settanta di New York e alle centocinquanta che si terranno alla Milano fashion week) di sfilate condite da trecentoquaranta eventi tra party esclusivi e press day. Come accaduto lo scorso anno le sfilate sono state aperte al pubblico che per assistere alla sfilata del cuore potevano acquistare online il biglietto con un costo che ha oscillato dalle cento alle millecinquecento sterline. E’ stata una fashion week all’insegna del positive fashion, della sostenibilità, da sempre la più aperta alla scoperta e valorizzazione dei nuovi designer e che ha visto in calendario un ospite d’eccezione, il designer americano Tommy Hilfiger. Il designer americano che ha presentato le sue collezioni uomo-donna per la prossima primavera-estate 2020 e la sua quarta capsule collection TommyxLewis in collaborazione con il pilota di formula uno, Lewis Hamilton che vanta il primato di essere la collezione più sostenibile di sempre visto che il settantacinque per cento dei capi e accessori sono fatti con materiali ecologici e riciclati; le collezioni di Hilfiger potevano essere immediatamente acquistabili in settanta paesi e online da tutto il mondo. Il tema della sostenibilità è stato un tema importante e sentito della fashion week londinese non solo dalla designer Vivienne Westwood, da sempre in prima linea nella battaglia del fashion sostenibile, ma anche la maison Mulberry ha pensato ad un’iniziativa “circolare” che invoglia i clienti a mettere in vendita sul sito della maison le loro borse griffate e dal designer Richard Malone che ha realizzato una “borsa per la spesa” glamour così da incentivare le sue clienti a non acquistare e usare più sacchetti di plastica.

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Quest’anno la terza edizione del The Queen Elizabet II Awards for Bristh Design ha visto il trionfo della designer Rosh Mahtani creatrice del brand di gioielli Alighieri; la designer si ispira per le sue creazioni ai grandi capolavori della letteratura mondiale e i particolar modo alla Divina Commedia di Dante Alighieri. La presidente CEO del British Fashion Council ha motivato la scelta di premiare la designer con le seguenti parole: “Siamo lieti di annunciare Rosh Mahtani di Alighieri come terza vincitrice del Queen Elizabeth II Award per il British Design. Mahtani è riuscita a tradurre la sua passione per la gioielleria e la narrazione in un business di grande successo usando materiali di provenienza responsabile. Il suo approccio etico e il suo impegno nei confronti della manifattura locale, uniti alla sua capacità di creare gioielli belli, senza tempo, realizzati a mano, la rendono fonte di ispirazione per molti giovani designer britannici. Siamo incredibilmente orgogliosi di riconoscere Mahtani e non vediamo l’ora di vedere crescere il suo business”. Il prestigioso premio quest’anno è stato consegnato dalla principessa Anna, figlia della regina Elisabetta II presente e premiatrice nel primo anno di istituzione del premio.

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L’istrionica designer Vivienne Westwood si dà alle armi, la sua collezione è invasa da capi spiccatamente army come i bomber, i pantaloni cargo, gli shorts attillatissimi da indossare con i cuissardes completato da una palette fatta di tanti verdi e marroni in tutte le sue nuance. E’ stata una collezione meno trasgressiva come, da sempre, ci ha abituato la “rossa ribelle” del fashion british, ma allo stesso tempo meno originale e meno rivelatrice di spunti fashionisti. La designer ha fatto parlare molto di sé per la mostra “True Punk” realizzata a sostegno di Julian Assange fondatore di Wikileaks in procinto di essere processato per l’estradizione il prossimo ventiquattro febbraio. La designer inglese si è sempre contraddistinta per l’impegno sociale e politico trasmesso attraverso i suoi fashion show, nella scorsa London fashion week il tema da portare in passerella era stato l’ambiente, quest’anno è stata la libertà di parola e i diritti umani troppe volte violati.

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Uno dei fashion show più attesi è stato senz’alto quello della designer Victoria Beckham che ha scelto la Hall di Whitehall, uno splendido palazzo rinascimentale della prima metà del 1600 che ha apportato quel lusso elegante e non eccessivo alla sua collezione e alla Beckham famosa per il suo mood minimal nelle linee, nei tagli e nei tessuti. Il punto forte della maison è la maglieria in cachemire che dona vita e lusso a capispalla a trapezio, a long dress da portare rigorosamente con gli stivali aderenti e spuntati, ai maxi pull avvolgenti da portare con pencil skirt in satin. Victoria Beckham ha presentato una collezione portabile che incontrerà lo stile di molte donne, una collezione fatta di capi eleganti e minimal come nello stile della maison, ma che possono trasformarsi in capi fuori dagli schemi grazie all’uso di accessori originali ed inaspettati. Anche la palette colori è quella cara alla Beckham fatta di nuance neutre accompagnate, qua e là, da una discreta vivacità fatta di rossi, gialli e blu royal.

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Il designer americano Tommy Hilfiger ha scelto Londra e non New York per presentare le sue collezioni in omaggio al pilota Lewis Hamilton che abita a Londra e con cui ha creato una capsule collection fatta di capi sporty come felpe, bomber, jumpsuit in nylon, cargo pants, t-shirt a rete, camicie oversize, colori neon, una collezione strettamente legata allo street style e all’inclusione, è stata una sfilata che ha decretato che lo stile è per tutti. In occasione del trentacinquesimo anno di attività il designer porta in passerella una Naomi Campbell sempre in splendida forma che ha reso lo show un vero spettacolo dal sapore pop anni novanta.

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La collezione della maison J.W. Anderson è stata un inno al volume e allo studio delle forme; i capi che hanno sfilato in passerella sembravano galleggiare nello spazio, i capispalla dai volumi esagerati come le gonne a buffo donano un allure chic e senza tempo. I capi più glamour sono stati i long dress decorati da piume e ruches e la palette colori ha assecondato i volumi senza sovrastarli. La donna che sceglie di indossare un capo J.W. Anderson è una donna che non è ammaliata dalle tendenze del momento, dallo street style o dalla caducità del fashion.

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La maison Erdem per il prossimo inverno punta quasi tutto sul tailleur in stampa floreale che non è mai banale grazie alle linee contemporanee, al mood militare (grande trend alert per il prossimo inverno visto in quasi tutte le passerelle), alle applicazioni di maxi fiori in pizzo ton sur ton e ai cristalli. Meravigliosi sono i capispalla che giocano a scacchi dall’architettura teatrale che diventano una vera e propria opera d’arte dall’effetto scenico indiscusso.

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La London Fashion week che non ha brillato per fashion e creatività ha chiuso in grande stile con il fashion show della maison più iconica dello stile british, Burberry che continua ad affidarsi (questa è la quarta collezione) al genio creativo del designer italiano Riccardo Tisci. Nel grande spazio espositivo del Kensigton Olympia Exhibition Centre è stata allestita una passerella interamente di specchi con al centro due pianoforti a coda che hanno fatto da sfondo alle collezioni uomo-donna per il prossimo inverno intitolate “memories”. E’ stata una collezione che ha puntato tutto sulla fusione degli anni passati dal designer a Londra con lo stile dell’iconica maison. Il classico stile british viene modernizzato da Tisci, i classici trench assumono un’aria oversize, i classici tailleur assumono un’aria metropolitana, solo la palette colori resta fedele al passato con una predilezione per il nero, il bianco, tutte le nuance dei beige e dei grigi, le “inglesissime” stampe tartan e principe di Galles e dall’iconica stampa check che ha reso famosa la maison Burberry in tutto il mondo. Il capo feticcio che ha conquistato tutte le fashion addicted è stato l’abito in maglia metallica da portare con la nuova Olympia bag a tracolla.

T. Velvet

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