LIMITI E CONTRADDIZIONI DI UNA PRATICA ANCORA MOLTO DISCUSSA

Una delle conquiste femminili del XX secolo, la legge sull’aborto, viene messa in discussione

nuiova_COPERTINA_.jpg

cms_464/01_(1).jpgNel giornata internazionale dedicata alle donne, il Partito socialista europeo rilancia la libertà di scelta della donna in materia di salute, sessualità e riproduzione.

cms_464/174709306-36dd489d-0f70-482e-ab06-0d2892891984.jpgL’obiettivo è quello di riconoscere alle donne il diritto all’aborto, come vuole la mozione Edite Estrela presentata mesi fa al Parlamento Europeo ma bocciata per un errore di traduzione. Il PSE sostiene la rivolta delle donne spagnole alla contro-riforma del governo conservatore del cattolico Mariano Rajoy, uomo di punta del PPE (Partito Popolare Europeo).

cms_464/images_(1).jpgNel dicembre scorso il ministro della giustizia Alberto Ruiz-Gallardón presentava e faceva approvare dal Consiglio dei ministri una nuova legge, restrittiva rispetto a quella del 1985. Si potrà abortire solo a due condizioni: pericolo per la vita e la salute fisica/psicologica della donna e violenza sessuale seguita da denuncia. Un’ondata di protesta si è scatenata a seguito dell’approvazione del testo di legge, da parte di chi vede in questo provvedimento un passo indietro per i diritti delle donne spagnole. I principali sindacati Union General de Trabajadores (Ugt), Comisiones Obreras (CcOo) e piattaforme femministe hanno convocato per oggi una manifestazione a Madrid, con partenza alle 19 dalla centrale Plaza Cibeles, mentre a Barcellona la protesta inizierà alle 18 in Plaza Universitat.

cms_464/amnesty-international-logo.jpgA fianco delle mujeres spagnole, scende in campo anche Amnesty International, esigendo che venga ritirato il testo di legge. Secondo la sezione spagnola dell’organizzazione, tale contro-riforma "allontana la Spagna dai paesi del contesto europeo, per situarla al livello di Lituania, Macedonia e Turchia" e se passerà in Parlamento con la maggioranza assoluta del PP (Partido Popular), "restringerà gravemente l’accesso di donne e adolescenti ai servizi di aborto, violando gli obblighi contratti dalla Spagna in virtù del diritto internazionale dei diritti umani".

cms_464/images_(2).jpgLa posizione del governo spagnolo non è singolare. Una ventata di involuzione arriva direttamente dagli Stati Uniti, dove ventidue stati hanno approvato settanta leggi che limitano il diritto di abortire. La più severa è stata votata dai conservatori del Texas che, oltre a proibire l’interruzione di gravidanza dopo la ventesima settimana, obbligano i medici a mostrare le immagini del feto alla donna e farle sentire il battito cardiaco. In generale, anche negli Stati Uniti, gli aborti sono in netto calo. Negli Stati Uniti la questione rischia di spostare in maniera consistente il voto femminile alle prossime elezioni: l’ex speaker della Camera, favorevole al diritto di scelta, Nancy Pelosi, ha parlato di una vera e propria guerra dichiarata dai conservatori alle donne.

cms_464/images_(3).jpgContraccolpo alla proteste spagnole arriva invece dalla Francia. Marisol Touraine, ministro della Sanità a Parigi ha definito il progetto di legge spagnolo “una regressione senza precedenti” mentre migliaia di anti-abortisti sono scesi in piazza. Il Parlamento francese in queste settimane discute una tormentata legge sulla parità maschile-femminile che sopprimendo il requisito di “donna in situazione di difficoltà” previsto dalla legge sull’aborto del 1975, facilita il ricorso all’aborto. In più chi intralcia l’interruzione di gravidanza viene sanzionato e di conseguenza viene reso più difficile ai medici l’obiezione di coscienza.

cms_464/images_(4).jpgIn Italia la questione dell’aborto torna periodicamente nel mirino con proposte di modifiche della legge 194, che autorizza l’aborto esclusivamente in caso di danno o pericolo grave della donna medicalmente accertato e solo nei primi 90 giorni di gestazione (salvo alcune eccezioni previste dal disposto normativo)*. In Italia, invece, l’unica azione concreta è stata l’istituzione di un tavolo tecnico per analizzare le problematiche. Nel nostro paese aumentano le pratiche illegali di violazione della legge 194 per scopi speculativi e di conseguenza il numero degli aborti non sicuri, di quelli effettuati nel privato. Cresce e si estende l’obiezione di coscienza quale comportamento opportunistico dei ginecologi, in maniera clamorosa al sud, rendendo indisponibile alle donne l’accesso ai loro diritti. Le donne sono colpite due volte, dagli effetti devastanti dell’uso improprio e opportunistico dell’obiezione di coscienza e dagli effetti non meno devastanti dell’impoverimento dei servizi. Sull’interruzione volontaria di gravidanza si allungano le liste d’attesa, resta relativamente alto il numero di settimane di gravidanza in cui è consentita l’interruzione, si fa sempre più ricorso all’aborto terapeutico, crescono le complicazioni cliniche importanti, si respingono le richieste di aiuto delle donne. Alla fine tutto concorre in modo silenzioso e inesorabile allo spegnimento del diritto alla maternità libera e consapevole.

cms_464/images_(5).jpg

L’Europa, in tema di aborto, continua a giocare una partita enorme sui diritti: uguaglianza e libertà di scelta.

*Si veda, Legge 22 maggio 1978 n.194.

Giacomo Giuseppe Marcario

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su