LIBIA, MINISTRO ESTERI FRANCESE: “ORA EMBARGO ARMI”

“Sarebbe la prima tappa”, ha detto Le Drian

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"La Conferenza di Berlino sulla Libia era necessaria, ma adesso bisogna applicare quanto deciso. E la prima tappa è arrivare all’embargo sulle armi. Poi ci sarà il cessate il fuoco, che è più impegnativo". Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, parlando con i giornalisti durante il tradizionale ricevimento al Quai d’Orsay per la cerimonia di auguri alla stampa diplomatica. Interrogato sull’ipotesi di una missione europea in Libia, Le Drian ha detto che si saprà qualcosa fra alcuni giorni.Intanto, nelle ultime 72 ore, la Ocean Viking ha soccorso oltre 400 naufraghi dalla Libia. È prevedibile che, se le ostilità non dovessero cessare o perlomeno mitigarsi, i flussi migratori potrebbero aumentare esponenzialmente. Nel territorio libico, tra l’altro, i danni economici causati dall’avanzata di Haftar aumentano: è salito a quasi 318 milioni di dollari in sette giorni il danno economico provocato dal blocco dei terminal del Golfo della Sirte e della chiusura di valvole in due oleodotti imposta da forze del generale Khalifa Haftar, ormai considerato dal governo turco come l’unico ostacolo alla pace, come affermato dal Ministro degli Esteri Cavusoglu.

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In un solo giorno, il danno stimato è aumentato di 62 milioni. Già una settimana fa, in una nota della Farnesina riguardante il blocco petrolifero, si leggeva: "L’Italia esprime forte preoccupazione per le azioni che hanno portato alla sospensione delle attività estrattive e dei terminal petroliferi in Libia. Si tratta di uno sviluppo che sta già avendo serie conseguenze per l’economia e il popolo libici. Nel momento in cui proseguono gli sforzi internazionali per individuare una soluzione politica alla crisi, l’Italia richiama la necessità di mantenere l’integrità e la neutralità della NOC, unica compagnia legittimata a operare nel Paese". Negli ultimi giorni, è poi giunto, durante un incontro al Quirinale con il nostro Presidente Mattarella, l’allarme da parte del premier iracheno Barham Salih riguardo il rischio che “le tensioni nell’area mettano in secondo piano la lotta al terrorismo" e che quindi Daesh realizzi "il passaggio in Libia". Se la comunità internazionale non dovesse trovare il bandolo della matassa velocemente, potremmo quindi ritrovarci i tagliagole dell’Isis a pochi chilometri dalle nostre coste: un incubo da allontanare assolutamente. Il Presidente della Repubblica ha dunque auspicato un incremento della collaborazione tra Italia e Iraq.

Giulio Negri

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