LE SPIGOLATURE ECONOMICHE DELLA SETTIMANA

Sei cose da tenere d’occhio

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Povertà e reddito di inclusione. Focus on

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I dati sulla povertà registrati nel 2015 hanno evidenziato una condizione di deprivazione per l’11,5% delle persone, portando l’Italia a superare “di 3,4 punti percentuali la media europea, attestandosi al 9° posto tra i Paesi con i valori più elevati”. Questa la dichiarazione dell’Istat nell’indagine “Noi Italia 2017”. “La diseguaglianza, misurata in termini di concentrazione del reddito, è più elevata in Sicilia e più bassa nelle regioni del Nord-Est”. Una situazione preoccupante che ha spinto il Governo a varare misure in favore della “dignità” e della “libertà dal bisogno”. La scorsa settimana è stato firmato il Memorandum d’intesa sul Reddito di inclusione a Palazzo Chigi. “È la prima volta che l’Italia si dota di uno strumento universale” ha detto il premier Gentiloni che ha annunciato entro fine mese i decreti legislativi della legge delega. “Con il Reddito di inclusione che partirà a breve non ci si limiterà a dare un sostegno economico alle famiglie in condizione di povertà ma si prenderanno in carico questi nuclei con l’obiettivo dell’uscita da questa condizione guardando anche al lavoro e all’insieme dei servizi sociali”, ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Ma cos’è il reddito di inclusione sociale? Il reis è un sostegno economico fornito a chi si colloca al di sotto della soglia di povertà assoluta, corredato di strumenti volti alla reintroduzione socio lavorativa sulla base di un patto.

Economicamente è sostenibile? Occorre inquadrare il reis in un programma di rilancio dei consumi e dunque dell’economia in generale. Le persone che versano in condizione di povertà limitano al massimo il soddisfacimento dei propri bisogni, non potendo disporre del denaro per comprare beni e servizi. Immettendo liquidità nel sistema, si permette ad essa di tornare a circolare, determinando una serie di positive azioni a cascata. Nel caso in cui tutti i potenziali aventi diritto ottenessero il sostegno - vi fosse cioè un take up del 100% - il maggior onere a regime sarebbe pari a 7,3 miliardi di euro. Nel caso, più ragionevole, fosse del 75%, la PA spenderebbe 5,5 miliardi di euro, ai quali andrebbero aggiunti 1,6 miliardi per i servizi.

Chi ne ha diritto? Le famiglie con un reddito al di sotto della soglia di povertà assoluta, con un Isee inferiore a € 12.000. Per conoscere l’entità del sostegno si deve sottrarre alla soglia di povertà, il reddito disponibile della famiglia. Il trasferimento massimo varia in base alla sua composizione e si calcola su una scala di equivalenza, da 400€ per un single a 1.280€ per una famiglia con 5 componenti. L’importo è maggiorato per chi è in affitto. L’introduzione della misura potrebbe essere diluita in quattro anni, con una progressiva copertura e un finanziamento crescente da parte dello Stato.

Start up: al via i progetti anche nel Lazio

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Vale 4 milioni di euro l’avviso Pre-seed, lanciato dalla Regione Lazio, in attuazione del Por Fesr 2014-2020, a sostegno della creazione e del consolidamento di startup innovative. Il bando nasce – si legge sul sito www.finanziamentistartup.eu – “per stimolare la nascita di nuove realtà imprenditoriali che si collochino alla frontiera dell’innovazione e che contribuiscano a diffondere sempre di più nel tessuto economico i frutti della ricerca e le più recenti scoperte in ambito tecnologico”. Potranno inoltrare la domanda, tutte le start up innovative costituite dopo la data di pubblicazione dell’avviso, con sede operativa nel Lazio. Due le tipologie di attività sostenute: quelle nate dagli spin-off della ricerca e quelle ad alta intensità di conoscenza. Gli sportelli per accogliere le richieste di finanziamento a fondo perduto, apriranno i battenti dalle ore 12,00 del 20 aprile prossimo. Guido Fabiani, assessore allo Sviluppo economico e alle Attività produttive della Regione Lazio, ha detto che in campo saranno messe risorse per “1,5 mln di euro per le startup innovative con un contributo massimo fino a 40mila euro, mentre per gli spin-off della ricerca mettiamo 2,5 mln di euro con un contributo massimo di 100mila euro. Complessivamente, si presume di arrivare a finanziare fino a 100 soggetti”.

Apple watch per monitorare il diabete

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Misurare il tasso di glucosio nel sangue senza l’impiego di aghi potrebbe diventare, in un tempo ragionevole, possibile. Un gruppo supersegreto composto da una quarantina di ingegneri biomedici, assoldati da Apple, sarebbe infatti al lavoro per sviluppare un sensore da applicare all’Apple watch, che, a contatto con la pelle, rileverebbe il dato. La notizia arriva dalla CNBC che specifica come lo studio sia iniziato 7 anni fa con l’acquisizione di Cor, un’azienda con esperienze specifiche in progetti simili. L’ex ad di Cor, Bob Messerschmidt, lavora ora per l’azienda di Cupertino.

Si al polo integrato Fs-Anas

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Trovata la quadra sulla fusione di Fs e Anas. Il Cdm ha dato il via libera a una misura per la fusione delle due società. Fonti di Governo specificano che Anas, pur divenendo una società del gruppo Fs, manterrà la propria autonomia e i rapporti concessori che ha con lo Stato.

Quale futuro per l’Europa?

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A pochi giorni dal primo turno delle presidenziali in Francia, appare opportuna una riflessione sul futuro dell’Europa, divisa non più tra destra e sinistra, ma tra sovranisti e difensori dell’integrità sovranazionale. Il 23 nessun candidato otterrà la maggioranza assoluta dei voti - metà più uno – e i due che avranno ottenuto maggior consenso si sfideranno al ballottaggio previsto per il 7 maggio. Forse Marine Le Pen ed Emmanuel Macron, espressioni eccentriche ed antitetiche. Situazione analoga a quella olandese, conclusasi con la riconferma di Rutte e la sconfitta del nazionalismo di Wilders. Cosa accadrà in Francia è difficile prevederlo. Ma la spaccatura a livello europeo è tale da meritare un serio confronto. L’elezione di Trump e l’avvento della Brexit hanno messo in discussione un sistema interdipendente e aperto, ideato per porre fine alle guerre tra Stati. Certo, l’UE è composta di realtà differenti tra loro, che oggi più che mai vanno delineandosi, sollecitate dalla difficoltà a sostenere le ondate immigratorie e la mobilità del lavoro, conseguenze della guerra in Medioriente e della globalizzazione. Se la politica del neopresidente americano e della premier britannica ha subito un ridimensionamento e in Germania è scongiurata la sfida tra pro e anti unionisti, essendosi profilata quella tra due visioni diverse di Europa – Schäuble e Schulz - nei Paesi dell’Est il protezionismo sembra non conoscere ostacoli. Alle elezioni in Italia mancano circa dieci mesi e la priorità politica è quella di abbattere la sfiducia con proposte costruttive volte al sostegno della crescita e alla riduzione del debito pubblico. Una ricetta fattibile che non si perda in discussioni sterili, ma che si occupi di far tornare competitivo il Paese. Ne vale del futuro di tutti.

Ritratti dell’Economia. Chi era Karl Marx

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La cultura di Karl Marx, nato a Treviri il 5 maggio 1818, è stata profondamente influenza dal padre che, nel 1835, lo spinge ad iscriversi alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bonn, nonostante la sua passione per la filosofia. Nel 1837, fortemente impressionato dalle opere di Hegel, abbandona gli studi giuridici per dedicarsi a quelli filosofici. La particolare situazione socioculturale lo porta a un impegno politico che inaugura, agli inizi del 1842, con la stesura dell’articolo “Osservazioni sulle recenti istruzioni per la censura in Prussia”, destinato ai "Deutsche Jahrbücher" di Arnold Ruge, ma pubblicato un anno dopo negli "Anekdota zur neuesten deutschen Philosophie und Publizistik" (Aneddoti per la recente filosofia e pubblicistica tedesca).

Sposa Jenny von Westphalen e parte con lei per Parigi dove dalla questione ebraica arriva a discutere dei "diritti dell’uomo". Marx ipotizza una società umana razionale e unitaria, priva di conflitti, “egualitaria” e anti-liberale.

“La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva d spirito. È l’oppio dei popoli” (Critica della filosofìa hegeliana del diritto pubblico).

Una concreta liberazione può manifestarsi, mutando la condizione di privazione della personale essenza. All’emancipazione politica deve seguire dunque quella umana, raggiungibile attraverso una "classe universale" priva di interessi particolari. Emerge il concetto di proletariato che si incardina in una visione comunista, «vera risoluzione dell’antagonismo fra esistenza ed essenza, tra oggettivazione e autoaffermazione, tra libertà e necessità, tra l’individuo e la specie». La società comunista è «l’unità essenziale [...] dell’uomo con la natura, la vera resurrezione, il naturalismo compiuto dell’uomo e l’umanesimo compiuto della natura».

L’idea di Marx contrasta con l’idealismo e, sul piano economico, con le teorie classiche. Il mercato non è, come sosteneva Adam Smith, armonico e naturale, ma teatro di conflitti. L’attenzione si focalizza sullo sfruttamento operaio, “mercificato” perché occupato per un tempo superiore rispetto a quello necessario alla riproduzione del valore dei beni utili alla sua sussistenza. Il capitalista si appropria del “pluslavoro”, da cui ricava un plusvalore che è all’origine del profitto e dello sfruttamento. I lavoratori, organizzandosi in classi, potrebbero però appropriarsi dei mezzi di produzione, dando vita al nuovo sistema economico del comunismo, per l’appunto.

La vita di Marx è travagliata: espulso da Parigi, dopo un soggiorno a Bruxelles, ripassando per la capitale francese, torna in Germania, stabilendosi a Colonia, dove fonda la “Nuova gazzetta renana”. Dopo diversi spostamenti, si stabilisce a Londra dove, nonostante la condizione disagiata, studia economia politica nella biblioteca del British Museum.

La sua opera più importante è Il Capitale, saggio in tre volumi, gli ultimi due pubblicati dopo la morte, sopravvenuta nel 1883, complice probabilmente il dispiacere per la dipartita, due anni prima, della moglie Jenny, malata di vaiolo.

Silvia Girotti

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