LE PAROLE DI ANGELA MERKEL SUL VIRUS

“È la sfida più grande di sempre per l’Unione Europea”

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Dichiarazioni pesanti, sotto a chi tocca. Se per l’Inghilterra è stata la Regina Elisabetta a pronunciarsi, per la Germania a farlo non può che essere la sua personalità più illustre: Angela Merkel. La cancelliera si è espressa con parole che rientrano perfettamente nel suo stile, chiare e concise: “Il coronavirus è la sfida più grande per l’Unione Europea dalla sua fondazione”. Questa la sua risposta ad un tweet di French Press, stando a quanto riportato dall’agenzia. “In Europa è necessaria l’autosufficienza nella produzione di mascherine protettive” aggiunge.

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Ancora più rilevanti sono state le successive dichiarazioni: “Quello causato dal coronavirus è uno shock simmetrico, che colpisce allo stesso modo tutti i Paesi, ed è interesse di tutti gli stati membri dell’Unione Europea che l’Europa esca più forte dalla crisi. Anche la Germania andrà bene nel lungo termine se tutta l’Europa andrà bene. La risposta alla crisi del virus potrà esserci solo con un’Europa più unita”.

Le parole riferite strettamente al suo popolo “fanno il paio”, come si suol dire in questi casi, con quelle pronunciate qualche giorno fa: “Ai tedeschi chiedo di avere pazienza, l’andamento non giustifica un allentamento delle misure restrittive”. Nel videomessaggio registrato dalla sua abitazione, la Merkel sottolineava che “nessuno può dire con la coscienza pulita di sapere con certezza quanto durerà questo momento difficile”. Ricordiamo che in Germania il numero di contagiati si aggira intorno ai 55 mila, mentre si registrano ad oggi oltre 400 decessi.

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Ma ciò che potrebbe risultare strano è la richiesta di unità rivolta a tutti i componenti dell’Unione Europa: non è stata proprio la Germania la prima fautrice del rinvio dell’emissione dei coronabond? La domanda sorge spontanea e la risposta è affermativa. Come ribadito anche da Ursula Von Der Leyen, presidentessa della Commissione Europea, i teutonici non avevano intenzione di partecipare ai cosiddetti Covid-bond. A loro si erano aggiunti anche Olanda, Austria e Finlandia.

Se dovesse essere un fare ammenda per un diniego che non trovava spiegazione, ben venga. In questi casi, purtroppo, non ci sono vie di mezzo: o si risolve la situazione tutti insieme o si affonda tutti insieme.

Francesco Bulzis

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