LE NOVITA’ DELL’ANNO SCOLASTICO 2018-19

TECNOLOGIA E PIU’ TEMPO LIBERO PER GLI ALUNNI

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Le lezioni sono ormai riprese in gran parte d’Italia, dando avvio ad un anno scolastico che è destinato a regalarci molte novità. Il ministro dell’istruzione Bussetti, esprimendo il desiderio di cambiamento in merito al nuovo inizio, dichiara in un’intervista di alcuni giorni addietro: “E’ necessaria più tecnologia nelle scuole, insegnando ai ragazzi a relazionarsi con i social media, valorizzando il public speaking e il debate, puntando sulle materie stem, ovvero scienze, tecnologia, ingegneria e matematica”.

Tra le proposte più allettanti del ministro dell’istruzione troviamo l’adozione della settimana corta, dal lunedì al venerdì, e la promessa di assegnare meno compiti a casa, per lasciare ai ragazzi più tempo libero per svolgere altre attività. Anche l’ipotesi dell’uso per tutti del tablet risulta essere un’interessante soluzione, che soddisfa la predisposizione all’informatica e alla tecnologia dei nativi digitali attuabile tra pochi anni, andando a sostituire il quaderno.

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Se è vero che utilizzando il tablet si risparmiano le spese dei quaderni, una certezza è che gli zaini e le agende scolastiche, specialmente se di marchio, unite alla varia cancelleria necessaria, graveranno su ogni famiglia rispetto al 2017 del 26% in più (secondo una recente stima dell’associazione Federconsumatori). La spesa per il corredo scolastico è di oltre 500 euro, a cui si aggiungono i libri di testo, con altre 500 euro (esempio valido per uno studente di liceo iscritto al primo anno).

Lo studio delle classi superiori risulta pertanto ancora oggi privilegio di pochi se consideriamo un dato importante in Calabria per esempio, di abbandono degli studi, soprattutto da parte delle ragazze, dopo la scuola dell’obbligo.

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L’istruzione rimane privilegio di pochi ovunque ci sia povertà, in Italia come nel mondo. Ci sarebbero al mondo oltre cento milioni di bambini non scolarizzati, ai quali è negato il diritto al futuro. Secondo gli ultimi dati Unicef sono ben 123 milioni, ovvero l’11,5 per cento della popolazione scolastica, di età compresa tra i 6 e i 15 anni, bambini stanziati per la maggiore nei paesi sud africani, che vivono in assoluta povertà. In questi posti i motivi sono svariati e la causa principale della diserzione è la distanza delle scuole dai villaggi. Spesso i genitori non ritengono utile né importante l’istruzione per i loro figli, e preferiscono indirizzarli nel lavoro minorile, talvolta unica fonte di sostentamento. A causa dell’analfabetismo, i bambini, e tantomeno i grandi, non conoscono affatto quali siano i loro diritti. Le scuole sono costituite da banchi di fortuna e molti degli insegnanti sono impreparati. Senza andare troppo lontano, e restando in Italia, ad Aprilia qualche giorno fa è crollato un soffitto in una scuola primaria di Campoleone, schiantandosi sui banchi, fortunatamente ancora vuoti.

Per l’inizio di questo anno scolastico auspichiamo anzitutto la sicurezza nelle scuole, perché i nostri figli non debbano invidiare i coetanei dei villaggi africani, che studiano seduti in un banco di fortuna ma con il beneficio di godere dell’azzurro del cielo in una stanza.

Susy Tolomeo

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