LA SCIENZA “CATTURA” UN BUCO NERO

L’immagine trasmessa in tutto il mondo dall’European Southern Observatory

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Einstein aveva ragione…! La prima foto della storia di un buco nero è arrivata ed è proprio come aveva ipotizzato lo scienziato di origine tedesca. I ricercatori hanno lavorato per lungo tempo a questa straordinaria impresa, riuscendo finalmente a catturare il cosiddetto: “orizzonte degli eventi”, il punto di non ritorno, oltre il quale tutto viene risucchiato per sempre. Sembra l’occhio di Sauron del famoso film il signore degli anelli”: sfondo oscuro e contornato di rosso, il centro sembrerebbe una pupilla di colore giallo e poi quella forma circolare nera. Questo è ciò che è stato trasmesso “dall’European Southern Observatory” il 10 aprile 2019, una giornata epocale per l’astronomia e l’astrofisica. Questa grande missione è stata portata a termine e con successo grazie ad un gruppo di scienziati dell’Event Horizon Telescope, che grazie ad una fitta rete di telescopi sparsi su tutta la terra, sono riusciti a fotografare, il 10 aprile, esattamente alle ore 15:00, questo misterioso e allo stesso tempo meraviglioso fenomeno chiamato buco nero, che si trova a circa 54 milioni di anni luce da noi, nell’Ammasso della Vergine. Molti di voi sicuramente in questo momento si staranno chiedendo cosa sono “i buchi neri”! Questi fenomeni dell’universo non sono altro che il risultato del decesso delle stelle, che collassando su sé stesse, danno vita ad una regione dove la forza di gravità è così forte da risucchiato qualsiasi cosa per sempre. Fino ad oggi nessuno mai è riuscito a catturare la loro immagine, ma solo ad ascoltarli nel momento del loro scontro, quando rilasciano gigantesche onde gravitazionali, rilevate grazie a determinati strumenti utilizzati dagli osservatori degli Stati Uniti e dell’Italia.

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Al progetto, l’Italia ha potuto partecipare con l’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) e l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN). I cinque scienziati italiani della missione Even Orizon Telescope, firmatari degli articoli pubblicati su “Astrophysical Journal Letters”, hanno dichiarato: “L’immagine che abbiamo ottenuto è consistente con l’ombra di un buco nero rotante come era stato predetto dalla relatività generale del grande Einstein. Abbiamo impiegato circa un anno e mezzo per ridurre, calibrare, validare ed analizzare i dati acquisiti nel 2017. Si è potuto così evidenziare che essi sono di diverse dimensioni ed estremamente densi, ma osservando l’immagine diffusa si nota subito una simmetria tra la parte inferiore, che è molto luminosa, e quella superiore, decisamente più scura. Dice Ciriaco Goddi, uno dei 5 scienziati dell’università di Leida: Il tutto si può spiegare con un effetto relativistico, chiamato anche Doppler beaming o Doppler boosting, un plasma che si muove a velocità prossime a quella della luce in rotazione intorno a un buco nero, amplifica l’emissione del plasma che si muove nella nostra direzione. Il disco scuro al centro individua l’orizzonte degli eventi. Se immerso in una regione luminosa, come un disco di gas incandescente, ci aspettiamo che un buco nero crei una regione oscura simile ad un’ombra prevista da Eistein. Quest’ombra, rivela molto sulla natura di questi oggetti affascinanti”. E il mondo non può che incantarsi dinnanzi a questa affascinante immagine che conferma, rafforzando, la teoria della relatività di Einstein e i progressi fatti fino a oggi nel campo della ricerca astrofisica.

Anna Di Fonzo

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