LA POSIZIONE DEL CUORE

SOFFIO DI SENSO

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Quel faro che emana luce, e che rappresenta le porte e le idee aperte al mondo, non si trova solo sul logo dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. Si trova soprattutto nei cuori di tutti quegli studenti che, fortemente provati dal terremoto che ha colpito l’Albania negli ultimi giorni, hanno deciso di aiutare concretamente gli esseri umani colpiti dal tragico accaduto.

«La raccolta di indumenti e di coperte per quanti sono rimasti feriti, per quanti hanno perso la propria casa e non hanno un posto dove stare, nasce dalla nostra sensibilità in qualità di giovani attenti a ciò che ci circonda» racconta Frejda Shatku, studentessa del corso di laurea di Scienze della Comunicazione e rappresentante, per lo stesso corso di laurea e per il Dipartimento ForPsiCom, dell’associazione “Universo Studenti”, da cui è partita la nobile iniziativa. «Avevamo pensato anche ad un’alternativa, quella della raccolta fondi, ma la nostra scelta è ricaduta su un’azione immediata, simbolica, che andasse a beneficiare direttamente chi, in questo momento, sta morendo di freddo».

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Frejda, le cui origini sono albanesi, ha particolarmente a cuore la questione. È stata infatti lei stessa a mobilitarsi per dare avvio alla raccolta, approvata all’unanimità da tutti gli altri rappresentanti dell’associazione che, oltre che nel ForPsiCom, si trova nei Dipartimenti di Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche, Lingue e Disum.

«Gli indumenti raccolti, previamente selezionati, verranno spediti in Albania a spese di “Universo Studenti”. La raccolta terminerà giovedì 5 dicembre ed entro la fine di questa settimana tutto dovrebbe arrivare a destinazione. Già nella giornata di lunedì diversi studenti appartenenti a vari corsi di laurea si sono recati nella nostra auletta per lasciare quello che sono riusciti a trovare nelle proprie case. La speranza è quella che l’umanità contagi quanti più ragazzi possibili».

Unica studentessa della Puglia a far parte del CNSU (Consiglio Nazionale Studenti Universitari), organo che opera nel Ministero dell’Istruzione, Frejda si impegna quotidianamente per rendere l’università un posto a misura di studente.

«Grazie all’associazione studentesca che mi ha sempre sostenuta, da due mesi appartengo ad un organo nazionale che dà spazio e voce a noi giovani. Questo mi ha dato la possibilità di capire la differenza che può fare un contributo, valida anche nella raccolta che stiamo organizzando per i terremotati albanesi. Tra gli aspetti che ho messo in luce durante la mia campagna elettorale, oltre all’eliminazione dell’ISPE per garantire ad un maggior numero di studenti l’accesso alle borse di studio, rientra l’attivazione di progetti di Erasmus interni nelle Università italiane. A differenza di quanto accade all’estero, il nostro Paese non offre la possibilità di frequentare un semestre o un intero anno in un’altra Università italiana. Sono precluse tante opportunità di crescita e di arricchimento a noi studenti italiani, ma io credo davvero che le risorse del Sud, e di tutta l’Italia, possano essere sfruttate nel migliore dei modi».

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Non sono solo parole quelle della giovane studentessa, il cui legittimo auspicio di interculturalità - intesa non solo come momento di innovazione, ma soprattutto come continuo adattamento alle trasformazioni del mondo - sta gettando le prime fondamenta tramite un appello al cuore.

Il cuore di chi decide di accantonare l’indifferenza per prendere posizione.

Sara Fiumefreddo

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