LA NUOVA TERRA DEI FUOCHI

La provincia di Foggia e l’Alta Murgia nella morsa dei rifiuti tossici

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Quando sentiamo parlare della Terra dei Fuochi, la nostra mente va subito verso la Campania nelle zone di Aversa e Casal di Principe, dove per anni migliaia di rifiuti hanno compromesso in maniera seria l’intero territorio e la salute dei cittadini. Purtroppo da un pò di tempo a questa parte, il fenomeno degli sversamenti di rifiuti tossici si è spostato verso la Puglia nella provincia di Foggia causando numerosi danni non solo alla salute ma anche all’agricoltura del posto. L’inquinamento nel foggiano è sempre stato sottovalutato o a voler esser più precisi, è stato volutamente insabbiato. In questi mesi, alla ribalta dei media nazionali sono finiti numerosi casi al quanto anomali, che vanno ad evidenziare un territorio martoriato sotto tutti i punti di vista. Partiamo da Deliceto un piccolo paese dei monti dauni, dove per anni è stato sversato in maniera illecita il percolato provocando grande paura nei cittadini e nell’intera provincia. Ovviamente, il tutto andava a confluire nel fiume Carapelle, che da anni è vittima di numerosi sversamenti. Come già detto, questo non è l’unico caso che preoccupa il territorio del tavoliere. A tenere banco in questi ultimi mesi, è la questione dei roghi, che vede come tristi protagonisti i comuni di Ordona, Ortanova, Cerignola, Stornara, Stornarella e Carapelle. I cittadini dei cinque reali siti, da diverso tempo sono costretti a barricarsi in casa per non sentire la puzza disumana provocata dai roghi. Data la gravità del problema, i sindaci dei suddetti comuni hanno deciso di recarsi in massa dal Prefetto per cercare una soluzione concreta a questo triste fenomeno.

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Precisamente, il sindaco di Orta Nova Mimmo Lasorsa facendosi portavoce degli altri sindaci con voce forte chiede giustizia: "Siamo perfettamente consapevoli del grande disagio che questi roghi stanno provocando in questi giorni e nello stesso tempo proviamo rabbia e disgusto per chi ogni sera, mette a rischio la salute ambientale del nostro territorio". Dopo i numerosi esposti, il Prefetto di Foggia ha garantito i controlli notturni attraverso droni, con l’obiettivo di prendere con le mani nel sacco i criminali di questi ignobili atti. A soffrire non è solo la zona dei cinque reali siti perché anche le terre di Canosa e Minervino Murge gridano vendetta. In questi territori, la situazione è simile e vede come attori principali sempre i rifiuti tossici. Diverse sono state, nel passato, le segnalazioni di Legambiente, che hanno portato a risultati concreti come la bonifica nel tratto ofantino tra Cerignola e Canosa dove era presente una grande quantità di amianto abbandonato nei pressi di fondi agricoli. Pertanto, catalogare i diversi fenomeni avvenuti in questi anni è pura utopia proprio per la vastità del territorio. Ad ogni modo, è importante far emergere il rapporto sulle Ecomafie del 2019, che vede la Puglia terza dietro Campania e Calabria. Nel report si analizzano i dati del 2018, che vedono un leggero calo dei reati contro l’ambiente passando da 30mila illeciti del 2017 ai 28.137 accertati nel 2018. Sul versante degli illeciti singoli, si registra un aumento vicino alla soglia degli 8 mila (22 al giorno) e anche i delitti contro gli animali aumentano fino a 7291 (20 al giorno) contro i 7mila del 2017. Paura, ansia e omertà sono tutti sentimenti che imbrigliano la mente del popolo foggiano. Le difficoltà sono palesi a tutti, per questo si auspica un intervento concreto e risolutorio da parte delle istituzioni.

Giuseppe Capano

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